La montanara
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Capitan Dodero (1865). Settima edizione L. 2 — Santa Cecilia (1866). Quarta edizione » 2 — I Rossi e i Neri (1870). Seconda edizione » 6 — Il libro nero (1871). Quarta edizione » 2 — Le confessioni di Fra Gualberto (1873). Seconda edizione » 3 — Val d'Olivi (1873). Terza edizione » 2 — Semiramide, racconto babilonese (1873). Terza edizione . » 3 50 La legge Oppia, commedia (1874) » 1 — La notte del commendatore (1875). Seconda edizione » 4 — Castel Gavone (1875). Seconda edizione » 2 50 Come un sogno (1875) Sesta edizione » 3 50 Cuor di ferro e cuor d'oro (1877). Terza edizione » 3 50 Tizio Caio Sempronio (1877) Seconda edizione » 3 — L'olmo e l'edera (1877). Ottava edizione » 3 50 Diana degli Embriaci (1877) Seconda edizione » 3 — La conquista d'Alessandro (1879). Seconda edizione » 4 — Il tesoro di Golconda (1879) Seconda edizione » 3 50 La donna di picche (1880). Seconda edizione » 4 — L'undecimo Comandamento (1881). Seconda edizione » 3 — Il ritratto del diavolo (1882) Seconda edizione » 3 — Il biancospino (1882) » 4 — L'anello di Salomone (1883) » 3 50 O tutto o nulla (1883) » 3 50 Fior di Mughetto (1883). Quarta edizione » 3 50 Dalla Rupe (1884) » 3 50 Il conte Rosso (1884). Seconda edizione » 3 50 Amori alla macchia (1884) » 3 50 Monsù Tomè (1885) » 3 50 Il lettore della principessa (1885) » 4 — Lutezia (1878). Seconda edizione » 2 — Victor Hugo, discorso (1885) » 2 50
Arrigo il Savio. Il giudizio di Dio. Il merlo bianco.
1886.
Tip. Fratelli Treves.
Capitolo Primo.
Mandato a confine.
« Illustrissimo Signor Conte,
«Con grave rincrescimento, ma non senza il conforto di vedere evitato un male più grande, annunzio alla Signoria Vostra Illustrissima come il governo di Sua Altezza Serenissima abbia posto gli occhi sui diportamenti del signor conte Gino, di Lei figlio primogenito. Le sue relazioni con persone indegne e non convenienti al suo grado, i viaggi frequenti, uno dei quali fu protratto, come consta a questo ufficio, ben oltre i confini dei prossimi Stati di Parma e Piacenza, e finalmente lo scandaloso episodio della scorsa domenica, nella villa dove il predetto conte Gino di Lei figlio ha osato trarre da un mazzo di fiori sconvenientissime allusioni alla bandiera piemontese, hanno costretto il governo di S. A. S. ad uscire da quei riguardi che il cuore paterno del nostro augusto Signore avrebbe pur voluto osservare.