L'antica madre
ANTONIO BELTRAMELLI
L’ANTICA MADRE
ROCCA S. CASCIANO LICINIO CAPPELLI, EDITORE
Proprietà Letteraria
Rocca San Casciano 1900, Stab. Tipografico Cappelli.
Una goccia cade dal cielo nel mare e si disperde in silenzio, eppure ella rispecchiò le immagini delle cose vicine e lontane.
Ora, questa goccia, va verso l’ultimo mare; altre dopo lei ne andranno così, finchè fatalmente tutta la mia forza non precipiti alla morte.
Io so forse che tutto ciò sarà superiore al mio volere, ma non importa: l’approvazione tua ed il tuo affetto sono con me.
Vi fu un tramonto in cui tu, con calmo sapere, indicasti una gran via di lavoro, da quell’ora ci votammo all’idea; sia pure con noi tutto il male, nulla ci distorrà dal compirla.
Pongo il tuo nome qui; io sono come un fanciullo che teme la tenebra e ricerca la mano del fratello. Cos’è, Sem, a volte il nostro orgoglio? Vogliamoci bene, così serenamente guarderemo perdersi quest’atomo verso l’ultimo mare della morte.
Nella terra ove io vissi, che mi nutrì fanciullo e che dette agli antenati miei il frutto delle glebe ch’essi con le loro forti mani smossero e resero atte alla fecondazione, ha la mente mia trovato, per osservazione continua, l’avvio a quell’arte alla quale ogni mia facoltà fu votata con amore inesausto. Quella terra sempre, all’occhio dell’insaziabile amante, si presentò nuova e maravigliosa, ricca di vergini bellezze, strana e paurosa, raccolta e soave; ella ebbe la molteplice vita che porta lo spirito alla gran sintesi delle cose; ella ingenuamente mi mostrò, come per dar nuova esca al mio essere insaziabile, le sue miserie e le sue ricchezze, fu mia in tutte le ore e volle farmi sapiente. Per questo l’amai e la benedico ora.
Qui alla buona Terra degli antenati miei mi prostro come un semplice devoto delle grandi cose.