La filosofia italiana nelle sue relazioni con la filosofia europea
BERTRANDO SPAVENTA
LA FILOSOFIA ITALIANA NELLE SUE RELAZIONI CON LA FILOSOFIA EUROPEA
NUOVA EDIZIONE CON NOTE E APPENDICE DI DOCUMENTI
A CURA DI
GIOVANNI GENTILE
BARI GIUS. LATERZA & FIGLI TIPOGRAFI-EDITORI-LIBRAI 1908
PROPRIETÀ LETTERARIA A NORMA DELLE VIGENTI LEGGI
Stampato in Trani, coi tipi della Ditta Tipografica Editrice Vecchi e C.
Pure, la situazione spirituale della cultura italiana, nella quale il libro sorse, non si può dire sostanzialmente diversa dalla presente. E però il libro, rispondendo al desiderio di molti, dopo circa mezzo secolo ritorna alla luce. I giobertiani sono tutti spariti; e non c'è più nessuno forse che abbia la fisima della filosofia nazionale. Ma tutti intanto tornano a guardare, — come mezzo secolo fa a Napoli, — con animo tra curioso e ansioso, ad Hegel; e molti, sgomenti delle difficoltà con cui questi si presenta sempre alle menti più solide e più vigorose, invocano uno Spaventa che mostri la via di pervenire all'intelligenza della parte vitale di quella dottrina, e di sperimentarne e gustarne la verità. Al luogo dei giobertiani ci saranno i positivisti, i prammatisti, i neo-spiritualisti e altri e altri sbandati della filosofia, dai quali questa deve ogni giorno difendersi, con la storia alla mano, dimostrando i proprii diritti acquisiti. In vece dei nazionalisti ci sono altri avversarii, che, come quelli pretendevano la marca nazionale, non s'acconciano a prendere sul serio e mettersi a studiare una filosofia se non ci vedono la marca scientifica : rappresentanti questi come quelli della pigrizia e dell'inerzia intellettuale e morale, di cui non v'ha ostacolo più grave a chi voglia rianimare con le intuizioni profonde e sincere della vita gli studi e lo spirito d'una nazione. E così, mutatis mutandis , la questione che importa, oggi come nello scorcio del 1861 quando lo Spaventa si riprometteva, iniziando il suo insegnamento a Napoli, di promuovere di là un profondo risveglio speculativo nel nostro paese, è la stessa: giustificare il punto di vista della filosofia come sapere assoluto . Oggi muterebbe il linguaggio dello Spaventa; ma egli potrebbe tornare a scrivere lo stesso libro, solo inserendovi in mezzo qualche capitolo relativo alle tendenze filosofiche apparse in Italia più tardi, e da lui criticate in altri scritti posteriori.
Bertrando Spaventa
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PREFAZIONE ALLA PRESENTE EDIZIONE
PREFAZIONE DELL'AUTORE.
I. DELLA NAZIONALITÀ NELLA FILOSOFIA PROLUSIONE.
NOTA ALLA PROLUSIONE
II. CARATTERE E SVILUPPO DELLA FILOSOFIA ITALIANA DAL SECOLO XVI SINO AL NOSTRO TEMPO LEZIONI.
LEZIONE PRIMA.
LEZIONE SECONDA.
LEZIONE TERZA.
LEZIONE QUARTA. Tommaso Campanella.
LEZIONE QUINTA. Giordano Bruno.
LEZIONE SESTA. Giambattista Vico.
LEZIONE SETTIMA. Pasquale Galluppi.
LEZIONE OTTAVA. Antonio Rosmini.
LEZIONE NONA. Vincenzo Gioberti.
LEZIONE DECIMA. Epilogo e conclusione.
III. SCHIZZO DI UNA STORIA DELLA LOGICA APPENDICE ALLE LEZIONI.
AVVERTENZA.
PRELIMINARI.
I. Filosofia Antica.
II. Filosofia moderna.
NOTA. Spinoza e Cartesio.
APPENDICE DI DOCUMENTI Lettere di Bertrando e Silvio Spaventa.
AVVERTENZA.
NOTE: