Storia degli Italiani, vol. 03 (di 15) - Cesare Cantù

Storia degli Italiani, vol. 03 (di 15)

STORIA DEGLI ITALIANI
PER
CESARE CANTÙ
EDIZIONE POPOLARE RIVEDUTA DALL'AUTORE E PORTATA FINO AGLI ULTIMI EVENTI
TOMO III.
TORINO UNIONE TIPOGRAFICO-EDITRICE 1875
Un'altra fortuna ebbe Augusto, che al suo corrispondesse il secolo d'oro della letteratura latina, talchè il nome di lui, non solo si associò all'immortalità di quegli scrittori, ma rimase come appellativo de' protettori del bel sapere.
Diciannove tragedie di Marco Pacuvio sono lodate da Quintiliano per profondità di sentenze, nerbo di stile, varietà di caratteri; ma nel pochissimo rimastoci non troviamo che liberissime imitazioni, in istile bujo e disarmonico. Lucio Azzio, nato a Roma da un liberto, ne compose e raffazzonò di molte, fra le quali il Bruto e il Decio , soggetti patrj; e recitavansi ancora ai tempi di Cicerone, e più volentieri si leggevano. Delle diciannove tragedie di Andronico sol qualche frammento sopravive: compose pure un inno da cantarsi da ventisette fanciulle, e voltò dal greco l' Odissea . Gneo Nevio campano verseggiò anche la prima guerra punica.
Plauto coll'asprezza e la facezia palesasi famigliare col vulgo, Terenzio ritrae della società signorile; quello esagera l'allegria, questo la tempera, e i caratteri e le descrizioni esprime al vivo. Orazio (che giudicando solo dall'espressione, vilipende tutti i comici della prima maniera) chiama grossolano Plauto, e lo taccia d'avere abborracciato per toccare più presto la mercede; alle commedie di Terenzio fu asserito mettesser mano i coltissimi fra i Romani d'allora, Scipione Emiliano e Lelio: l'un e l'altro però sono troppo lontani dalla finezza dei comici greci, vuoi nel senso, vuoi nell'esposizione.
Le commedie di Terenzio e Plauto erano palliate, cioè eseguivansi in abito greco: nelle togate fu celebre Afranio, ma pochissimi versi ce ne restano. Poco merito, in generale, si attribuiva alla drammatica, tantochè Quintiliano confessa che, in questa parte, la letteratura latina va zoppa. E per vero, come poteva fiorire tra un popolo che si dilettava di belve combattenti e dei veri spasimi e del sangue d'uomini accoltellantisi? Terenzio racconta che, alla prima rappresentazione della sua Ecira , il popolo costrinse a interromperla perchè si erano annunziati gladiatori e saltambanchi.

Cesare Cantù
О книге

Язык

Итальянский

Год издания

2020-10-26

Темы

Italy -- History

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