Storia degli Italiani, vol. 09 (di 15)
STORIA DEGLI ITALIANI
PER
CESARE CANTÙ
EDIZIONE POPOLARE RIVEDUTA DALL'AUTORE E PORTATA FINO AGLI ULTIMI EVENTI
TOMO IX.
TORINO UNIONE TIPOGRAFICO-EDITRICE 1876
Nè idolatri del passato, nè abbagliati dal presente, e confidenti nell’avvenire, seguendo con attenzione e sincerità l’evoluzione di quel fatto complesso che si chiama incivilimento, specialmente nel nostro paese, abbiamo veduto dallo sciogliersi dell’impero romano cominciare uno sminuzzamento, che la sovranità restrinse perfino a villaggi e a semplici castelli. Carlo Magno tentò agglomerarli per mezzo della Chiesa e del sistema benefiziario, divenuto poi feudale: e la rinnovazione dell’impero d’Occidente ricollocò il rappresentante e l’eletto dei Romani sopra ai baroni conquistatori e ai re stranieri, non già con un dominio a modo degli antichi augusti, ma con un patronato.
Nella gerarchia di quella società universale che chiamavasi cristianità, il solo imperatore possedeva la delegazione imperiale, fin quando Filippo il Bello di Francia, nell’intento di contrariare la Chiesa, pretese regnare per grazia di Dio. I baroni, investiti del suolo e della sovranità territoriale, prestavano omaggio al caposignore, del resto operavano indipendenti; e tali si resero pure i vescovi e le città, fosse allo scopo di garantire le antiche consuetudini, fosse per usufruire le franchigie feudali.
Tale sistema si svolse ne’ secoli, che, anche dopo tanti studj, malissimo sono conosciuti, sì per le menzogne di quei che in essi vogliono osteggiare il presente o ribramare un passato irremeabile; sì per la frivolezza dei manovali della letteratura che, superbamente drappeggiandosi ne’ pregiudizj, sentenziano ad aneddoti ed epigrammi; sì per la reale difficoltà d’intendere, nella regolarità impersonale delle odierne società, quei tempi di piena indipendenza personale, quando di leggi tenevano luogo le consuetudini locali, la promessa, l’omaggio, in una graduazione dove ciascuno obbediva soltanto al superiore immediato, secondo convenzioni stipulate.
Cesare Cantù
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CAPITOLO CXXVIII. Il Milanese. — Spedizione di Carlo VIII.
CAPITOLO CXXIX. Conseguenze della spedizione di Carlo VIII. Fine del Savonarola e di Lodovico il Moro.
CAPITOLO CXXX. Romagna. I Borgia. Politica machiavellica.
CAPITOLO CXXXI. Il sistema militare. Guerra di Pisa. Giulio II. Lega di Cambrai.
CAPITOLO CXXXII. Leone X e Luigi XII.
CAPITOLO CXXXIII. Francesco I e Carlo V. Gli storici. I Turchi.
CAPITOLO CXXXIV. Cominciamenti della Riforma religiosa.
CAPITOLO CXXXV. Clemente VII. Sacco di Roma. Pace di Barcellona.
CAPITOLO CXXXVI. Assedio di Firenze. Affannoso assodarsi della dominazione medicea.
CAPITOLO CXXXVII. Terza guerra fra Carlo V e Francesco I. Casa di Savoja. Spedizione in Africa.
CAPITOLO CXXXVIII. Doria e Fieschi. I Farnesi. Gli Strozzi. Guerra di Siena. Cosmo granduca.
CAPITOLO CXXXIX. Fine di Carlo V. Estremo assetto dell’Italia. Prodi suoi figli. Sventure e glorie di Venezia. Imprese contro i Turchi.
NOTE: