Storia degli Italiani, vol. 11 (di 15) - Cesare Cantù

Storia degli Italiani, vol. 11 (di 15)

STORIA DEGLI ITALIANI
PER
CESARE CANTÙ
EDIZIONE POPOLARE RIVEDUTA DALL'AUTORE E PORTATA FINO AGLI ULTIMI EVENTI
TOMO XI.
TORINO UNIONE TIPOGRAFICO-EDITRICE 1876
Il travaglioso parto della società moderna era omai compito: i Comuni si erano associati coi re per congegnare estese monarchie coi rottami delle giurisdizioni feudali tra cui era frazionata l’autorità sovrana, e far prevalere una volontà unica, intitolata la legge, che mantenesse dentro la pace, fuori l’influenza. Ma dopo tanto declamare contro le repubblichette e la insanabile loro irrequietudine e le guerricciuole del medioevo, dopo tanto adombrarsi che uno Stato italiano non prevalesse agli altri, or giacevano tutti allivellati dalla servitù, impotenti a nuocersi a vicenda, ma anche a resistere altrui: assodaronsi i principati, ma con essi non venne l’unità, non venne la quiete colla tirannide. Dacchè, per la Riforma, l’Europa fu scissa in due campi, il sacerdote non poteva più comandare dappertutto; e se una provincia protestante si volgesse a’ danni di una cattolica, non si poteva che reprimerla; donde una nuova necessità del potere monarchico, che si surrogò all’ecclesiastico con vantaggio forse dell’ordine, non della libertà. E per la necessità dell’ordine vennero dimentichi o conculcati i privilegi; raccolti grossi eserciti, dome le aristocrazie, elise tutte le resistenze particolari; costretta la Chiesa a schermirsi contro la forza, finchè vi soccombesse. Introdurre l’eguaglianza, fiaccare le prepotenze feudali, svegliar nei popoli la coscienza dell’unità mediante una politica nazionale, rendere a tutti accessibile la coltura, ed anche alle classi infime l’industria, estendere il concetto della parità di diritto e della cittadinanza, sono gli uffizj pei quali la monarchia si fa stimare dai popoli: ma quando ai trambusti succede il riordinamento, qualche genio, come Costantino, Carlo Magno o Napoleone, di tutte le attività sa giovarsi al suo scopo; altri credono non poterlo che soppiantando, comprimendo; e così si fece nel secolo decimosesto in Italia. — O Dante, avresti potuto vedere che la pace del despotismo trionfante è la pace del sepolcro.

Cesare Cantù
О книге

Язык

Итальянский

Год издания

2023-07-04

Темы

Italy -- History

Reload 🗙