Storia degli Italiani, vol. 14 (di 15)

STORIA DEGLI ITALIANI
PER
CESARE CANTÙ
EDIZIONE POPOLARE RIVEDUTA DALL'AUTORE E PORTATA FINO AGLI ULTIMI EVENTI
TOMO XIV.
TORINO UNIONE TIPOGRAFICO-EDITRICE 1877
Come sempre, i paesi in cui si ristabilì l’armonia fra l’autorità e gli obbedienti furono quelli ove non si lasciò corso alla riazione dopo le rivoluzioni del 1831. Tale fu la Toscana. Ferdinando III granduca dal trilustre esiglio (se esiglio poteva chiamarsi la dimora in paese di sua nazione) non riportava rancori e vendette; vedendo la memoria di suo padre, benedetta in Toscana, non aveva che a seguirne le orme, al che lo inclinava pure la mitissima sua indole. Ritrovava spento il debito antico, sistemata la magistratura, ricco il pubblico dominio; sicchè molti beni poteva effettuare chi avesse saputo innestare le utili novità col sistema leopoldino. Ma crogiolandosi in questo, si tirò via tolleranti e fiacchi, in una mansuetudine senza progresso; riponendo il liberalismo i ministri (di cui era principale il Fossombroni) nell’opporsi ai preti e a Roma, la gente colta nel far epigrammi contro i ministri. Ferdinando aprì nuove strade; fece compiere il catasto sopra la triangolazione eseguita dal professore Inghirami; istituì a Firenze un archivio centrale, l’uffizio dello stato civile, una casa di lavoro, l’istituto della Nunziata perla maternità e a Pistoja un altro, a Pisa un’accademia di belle arti; introdusse i pompieri; migliorò i palazzi e le ville reali. Passeggiava famigliarmente le vie, andava a visitare ne’ palchetti le signore, e poichè le persone che vi si trovavano levavansi e teneansi in piedi, egli diceva alla padrona: — E perchè non permettete a questi signori di sedersi?» Un abate scontratolo così, andava ripetendogli: — Oh altezza! che consolazione fu per me il vederla — Oh grazie! — Ah non le so esprimere quanto sempre lo desiderassi — Sta bene: le son obbligato — Davvero ho sempre sperato che dovesse venire questo giorno — Ed io non lo sperava più».
Vantandosi in sua presenza i molti miglioramenti introdotti dai Francesi durante il loro governo, proruppe: — Capisco saria stato bene che fossero rimasti dieci anni di più». Soldati non volea, perchè nè del popolo avea paura, nè contro l’Austria osava reluttare, benchè neppur volesse soffrirne la tutela; i Carbonari conobbe ma non volle punire, accogliendo anzi i profughi del resto d’Italia.

Cesare Cantù
О книге

Язык

Итальянский

Год издания

2024-02-03

Темы

Italy -- History

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