Della illustrazione delle lingue antiche e moderne e principalmente dell'italiana / procurata nel secolo XVIII. dagli Italiani - Parte II - Cesare Lucchesini - Libro

Della illustrazione delle lingue antiche e moderne e principalmente dell'italiana / procurata nel secolo XVIII. dagli Italiani - Parte II

INDICE DE' CAPI DELLA SECONDA PARTE

RAGIONAMENTO STORICO, E CRITICO DI CESARE LUCCHESINI CONSIGLIERO DI STATO DI S. M. L'INFANTA DUCHESSA DI LUCCA
DELLE LINGUE ANTICHE E DELLE ALTRE MODERNE, CHE SI CHIAMANO ORIENTALI
PARTE II.
LUCCA
Presso Francesco Baroni Stampatore Reale MDCCCXIX.

Degnissima di lode è l'opera, che altri impiega nell'illustrare la propria lingua, e le altre moderne lingue d'Europa; ma se si considera solo la difficoltà dell'impresa maggior tributo di lode si accorderà a coloro, che i lor sudori, e le loro vigilie dedicarono al coltivamento delle lingue antiche, e di quelle antiche o moderne, che si chiamano Orientali. Di queste debbo adesso tener discorso. Il che facendo, allorchè parlerò di certe lingue più difficili, e dal comune uso più remote, giudico opportuno di prendere in senso più esteso la parola illustrazione; perchè laddove sono più scarsi gli ajuti per illustrare una lingua necessario è raccogliere tutto ciò che anche indirettamente può contribuire a questo intento. Quindi per queste non trascurerò nè i cataloghi de' manoscritti, nè le opere di storia letteraria e di bibliografia, e quelle ancor d'antiquaria, ove alcuna illustrazione d'antichi autori contengano, o interpetrazione di voci e modi di dire.
Comuni ai tre citati scrittori sono questi difetti: ma l'autore dell'opera sulle antiche colonie venute a Napoli richiede qualche particolare osservazione. Egli mostra non mediocre cognizione della lingua Greca correggendo o spiegando più e diversi scrittori non rade volte felicemente. Ma nel tempo medesimo uopo è confessare, che assai volte lasciandosi trasportare da una fantasia troppo fervida devia dal retto sentiero, ed appoggiato a deboli congetture spiega a capriccio gli autori. Basti un solo esempio, e si prenda dal T. 1. p. 78. e seguenti, dove pretende, che Prometeo inventasse gli specchj ustorj, e vuole che di ciò parli Esiodo nella Teogonìa v. 566. ed Eschilo nella Tragedia di questo nome v. 498. e si adira cogli interpetri, perchè non hanno assai prima spiegati così que' due poeti. Egli è però manifesto, che il primo parla del fuoco da lui involato in cielo, ed il secondo della divinazione per mezzo del fuoco.

Cesare Lucchesini
Содержание

О книге

Язык

Итальянский

Год издания

2014-03-12

Темы

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