La Divina Commedia di Dante: Purgatorio
Per correr miglior acque alza le vele omai la navicella del mio ingegno, che lascia dietro a sé mar sì crudele;
e canterò di quel secondo regno dove lumano spirito si purga e di salire al ciel diventa degno.
Ma qui la morta poesì resurga, o sante Muse, poi che vostro sono; e qui Calïopè alquanto surga,
seguitando il mio canto con quel suono di cui le Piche misere sentiro lo colpo tal, che disperar perdono.
Dolce color dorïental zaffiro, che saccoglieva nel sereno aspetto del mezzo, puro infino al primo giro,
a li occhi miei ricominciò diletto, tosto chio usci fuor de laura morta che mavea contristati li occhi e l petto.
Lo bel pianeto che damar conforta faceva tutto rider lorïente, velando i Pesci cherano in sua scorta.
I mi volsi a man destra, e puosi mente a laltro polo, e vidi quattro stelle non viste mai fuor cha la prima gente.
Goder pareva l ciel di lor fiammelle: oh settentrïonal vedovo sito, poi che privato se di mirar quelle!
Com io da loro sguardo fui partito, un poco me volgendo a l altro polo, là onde l Carro già era sparito,
vidi presso di me un veglio solo, degno di tanta reverenza in vista, che più non dee a padre alcun figliuolo.
Dante Alighieri
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