Memorie del Presbiterio / Scene di Provincia
Via Accademia delle Scienze (Piazza Carignano)
1881
Quando Emilio Praga ci leggeva la prima parte di queste sfortunate MEMORIE DEL PRESBITERIO, _e ci offriva di collaborare con lui e
terminare il lavoro, non pensavamo che noi due, pochi mesi dopo,
l'avremmo terminato senza lui.
Da molti anni il_ Pungolo _di Milano, che aveva acquistato la
proprietà del racconto, lo prometteva ai suoi lettori; il Praga a
lunghi intervalli lo ripigliava, aggiungeva alcune pagine nelle quali
lasciava libero il freno alla sua immaginazione ineguale, splendida a
lampi, al suo sentimento profondo e malato, bizzarro e delicatissimo;
ne ingarbugliava l'intreccio, poi, stanco, l'abbandonava
ancora. S'illudeva sempre di arrivare al fine e non l'avrebbe forse
finito mai. Quando mancò, era appena alla metà.
Il_ Pungolo _dovendo finalmente pubblicarlo, il Direttore Leone
Fortis, amico di Praga e mio, propose a me di finirlo. Non potei
dirgli di no, ma l'impresa mi sgomentava. Il meglio dell'opera stava
nelle delicatezze di sentimento e di forma, in quel particolare
profumo di poesia e di affetto che Emilio solo possedeva. L'intreccio
poi era una disperazione, una matassa arruffata donde non usciva alcun
filo buono. Fu allora ch'io ti pregai di rileggere il manoscritto, e
tu, più pronto ed immaginoso di me, cavasti in una notte quel filo
ch'io disperavo trovare. La tua soluzione io ho adottato esattamente
nella catastrofe del romanzo. Una sola cosa ci ho messo di mio, od
almeno mi sono sforzato di metterci, ed è il ricordo dell'amico
nostro, ch'io mi studiai di riprodurre, come l'avevo vivo davanti gli
occhi, nella figura, nei discorsi, e nelle digressioni del
protagonista Emilio.
Queste cose tu le sai, ma, se permetti, le ripeto qui, in fronte,
licenziando il libro che l'amico Casanova volle ristampare tutto
intiero, perchè le sappia anche il lettore. Io devo prima di tutto
aver riguardo al nostro povero amico, perchè la gente non gli faccia
colpa, di peccati non suoi; poi mi_ _preme dir le ragioni per cui
m'indussi ad una opera che potrebbe a taluno sembrare irreverenza, ma
soprattutto trovo giusto far conoscere ai lettori il serio aiuto che
tu mi hai dato.