1869

RACCONTI.
F. DALL'ONGARO
La Donna bianca dei Collalto. I complimenti di Ceppo. — I due castelli in aria. Il Diritto e il Torto. — Il berretto di pel di lupo. — La valle di Resia. Istoria di una casa. — La giardiniera delle male erbe. — La fidanzata del Montenegro. Gentilina. — Fanny. — Il palazzo de' Diavoli. — Un viaggetto nuziale. L'ora degli Spiriti. image01 FIRENZE. SUCCESSORI LE MONNIER. 1869.
INDICE
Signori e Signore
I Racconti che vedete qui riuniti sono fratelli carnali delle Novelle vecchie e nuove che mandai per il mondo, anni fa. Anche tra questi ve n'ha di vecchi e di nuovi: c'è il primo che scrissi, i Complimenti di Ceppo, e l'ultimo, che fantasticai su' due piedi, dinanzi alla porta della mia casa in una delle ultime notti stellate.
I Complimenti di Ceppo, come la maggior parte de' suoi fratelli e sorelle, sono autentici e veri quanto può esserlo ogni altra storia e novella che corre per le stampe e per le bocche degli uomini. Ma perchè fu il mio primogenito, ed ha l'età della ragione, vi dirò come ei nacque e perchè.
Io viveva in diebus illis nella bella città di Trieste, e vi stampavo un giornale col titolo modesto di Favilla, e colla epigrafe ambiziosa:
Poca favilla gran fiamma seconda.
I miei abbonati, sparsi per tutta l'Italia, divenivano a vicenda i miei collaboratori gratuiti. I giornali, in quel tempo, non erano organi del governo o di un partito contro il governo: erano un ricambio d'affetti e d'idee, un amo gittato a caso per pescare, dovunque fosse, un amico del buono e del bello.
Una volta l'amo venne su carico di una grave censura ad uno dei più gentili poeti viventi; censura acerba ma vera, sottoscritta da un nome di donna. Il poeta rispose; la donna replicò col vigore e col senno di un critico provetto. Invitata ad onorare de' suoi scritti il giornale, mandava un altro scritto in cui rivedeva le bucce all'Ariosto, a proposito d'una sua versione o imitazione elegante ma poco esatta di Catullo o di Virgilio, sempre colla medesima firma. Credetti, sulle prime, che quel nome di donna coprisse quello di un letterato barbogio, il quale per rendersi accetto al pubblico usurpasse il nome di una gentil damigella.

Francesco Dall'Ongaro
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Итальянский

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