Le piante utili dell' Eritrea
SOCIETÀ AFRICANA D’ITALIA
D. R GIORGIO SCHWEINFURTH
( Estratto dal Bollettino della Società Africana d’Italia ) Anno X — N.º XI-XII — Nov.-Dic. 1891
NAPOLI SEDE DELLA SOCIETÀ Via Medina, 63 1891
Napoli — Stabilimento Tipografico dell’unione — Vico Salata ai Ventaglieri, 37
LE PIANTE UTILI DELL’ERITREA
Le discussioni sul valore o non valore delle possessioni africane hanno avuto largo sviluppo, e d’ordinario si è notato che ai pessimisti restava, nella discussione, campo libero; perchè questi affidavano tutti i loro argomenti ad una sola domanda, che mostrava avere una certa importanza, chiedendo semplicemente: cosa v’è laggiù?...
I territorî delle colonie europee in Africa, non furono fondate od acquistate come le antiche colonie storiche, in paesi che già contavano una relativa civiltà. Perciò meno poche eccezioni, l’Africa tropicale non offre, fin oggi, al commercio europeo che prodotti naturali del suolo, senza che la mano dell’uomo vi abbia positivo concorso; desso, l’uomo, non fa che raccogliere questi prodotti, imballarli e mandarli via.
Questi prodotti naturali del suolo in molti paesi africani, che fanno tanto giuoco nel commercio europeo, riescono alla maggioranza dei negozianti od industriali europei ignorati, e per questi la parola Africa non è che l’ignoto; al più un’espressione geografica.
Ecco donde la domanda a cui ho accennato: cosa vi è laggiù?... e se non vi si risponde, se non v’è chi sappia rispondere, d’un subito l’ira dell’ignoranza si scatena nella sua forma più umile e più terribile, e con l’oltraggio peggiore all’attività umana, griderà: « Nulla, niente, non vi è niente!... »
Per l’Eritrea poi in particolare, vorrei che alla corrente pessimista, al coro dei gridatori del niente , facessero loro barriera quelli che sanno, la gente pratica che sa e conosce, e questa gente, che mi si permetta di chiamarla positivista, vorrei, che parlasse, scrivesse, facesse conoscere nel modo più semplice e pratico, quello che vi è nei possedimenti italiani del Mar Rosso, cosa può farsene, cosa dovrebbe farsene, facesse il confronto dei possedimenti italiani con le altre colonie africane, ed indicasse infine all’Italia quali benefici e vantaggi potrebbe e dovrebbe trarre dai tanti sacrifizi che ha fatto e sta tuttora facendo per i suoi possedimenti coloniali del Mar Rosso.