Opere, Volume Secondo : scritti critici e letterari

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Nota di trascrizione: corsivo __spazieggiato__ |maiuscoletto| {piccolo}
GIUS. LATERZA & FIGLI TIPOGRAFI-EDITORI-LIBRAI 1912
|sul dramma «Demetrio e Polibio» cantato nel teatro Carcano|
Di Milano, il dí 27 luglio 1813.
Non ho fatto risposta prima d'ora alla tua dimanda intorno al merito dell'opera seria Demetrio e Polibio , perché il giudicio mio in fatto di musica, non potendo io derivarlo, come sai, da conoscenza alcuna dell'arte, sarebbe forse parso intempestivo anche a me medesimo, se per indurmi a proferirlo avessi stimato sufficiente il suffragio delle prime sensazioni del cuor mio. E però, non contentandomi io di quello, mi parve di dover aspettare che il voto del cuore, per la ripetizione continuata ed uniforme delle stesse sensazioni, pervenisse ad ottenere anche la fredda approvazione della mente.
Ora immáginati, amico mio, una musica quale noi la invocammo tante volte, allorché uscivamo di teatro inveleniti contro la crescente barbarie dei tempi nostri e stanchi di bestemmiarla. Que' precetti, che allora venivano dettati da noi, non erano per comune nostra fortuna uditi da altra anima vivente che ne potesse redarguire la troppa presunzione; e come ignote a noi sono le regole dell'arte musica, e cosí rimanevano ignoti agli altri i delíri nostri intorno a lei. Ma io intanto scommetto che il signor Rossini pensò forse piú ordinatamente, ma non diversamente certo di quello che noi facessimo. E però ti so dire che i desidèri nostri sono oggimai per grazia di lui avverati pienamente.
Non contento però il signor Mombelli di allettarne giá tanto colle sue belle maniere musicali, volle valersi anche d'un altro mezzo astutissimo onde trarre a sé la nostra riconoscenza, e seppe rifarci perfino del poco decadimento della sua voce. Avvedutosi egli di quanto la natura era stata in ciò liberale colle due sue figliuole, educò con vero amore paterno e con sí appassionato studio le floride voci di quelle gentili giovinette, che lo spirito del padre, versandosi tutto, per cosí dire, nelle anime novelle delle fanciulle, tornò a giovinezza e si adornò di ben altri vezzi e di ben altre ed infinite soavitá. Davvero mi bisognerebbe tutta l'abilitá dell'Albano per poter trovar modo onde darti ad intendere di quante ridenti idee m'abbiano inondata la memoria, di che dolcezza m'abbiano inebriato il cuore queste due vergini grazie. Ti ricordi, carissimo amico, quell'ultima lettera ch'io ti scriveva due mesi fa? Quella lettera riboccava di fantasie tutte negre, come l'anima mia era allora, piena zeppa di amarezze e travagliata dalla noia della vita, terribilissima delle umane sciagure. Oh se mi vedessi ora! Se vedessi come m'abbia guarito lo spirito questa magica operetta! Fa' conto che in vita mia non mi sovviene d'aver mai tanto benedetta l'esistenza come a questi dí. Mi sono riconciliato con me medesimo e cogli uomini; ed ora l'universo mi sorride innanzi seminato tutto di rose. Ed ogni oggetto che mi si affaccia io lo credo partecipe della mia gioia; ed ogni suono mi par l'eco che ripeta colla divina cantilena:

Giovanni Berchet
О книге

Язык

Итальянский

Год издания

2006-12-12

Темы

Italian literature -- History and criticism

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