La giovinezza di Giulio Cesare, Volume 2 (of 2)
LA GIOVINEZZA DI GIULIO CESARE
SCENE ROMANE
GIUSEPPE ROVANI
VOLUME II
MILANO LEGROS FELICE EDITORE Via S. Sofia, 29 M DCCC LXXIII
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Tip. già D. Salvi e C., Via Larga, 19.
Eran corsi più giorni che Marco non vedeva Gordiene; e come al mattino era disceso per accostar l’orecchio alle porte del sotterraneo, e invitare Gordiene, nominandola, a fargli sentire il caro suono della sua voce, così non potè trattenersi in quell’ora del post meridiem , dal ripetere quella visita; e, di volo attraversata la casa e disceso, si soffermò innanzi alle porte dietro cui stava chiusa la fanciulla sua, e così sostando, pareva ripetesse quel vetusto motto: Si deam nequeo, templum adoro . Ma data e ridata e ripetuta più volte la consueta parola, non udì rispondere la voce consueta. Stette in una terribile apprensione. Un turbinìo fracassoso di voci diverse echeggiato dalle volte di quegli antri risuonava fino a lui; ma il suono ch’ei voleva e sapeva pur distinguere in quella sì romorosa confusione, non uscì.
Risalì, venne al cavedio; era affollato di clienti, di schiavi e servi. Chiese del padre, i servi erano muti; chiese di Gordiene, i servi erano muti; e strettisi in ischiera, si allontanarono da lui ritraendosi in un angolo. Se non fosse stato Marco dalle braccia di Milo, i servi avrebbero osato avventargli ingiurie, chè il tetro Publio ognora li eccitava contro il figlio, come chi aizza de’ sanguinari veltri ad assalire un passaggero sospetto. Ma essi temevano Marco. Questo, senza sgridarli, chè a ciò non aveva nè volontà, nè tempo, s’accostò alle stanze paterne, avendo dalla bocca stessa di Gordiene appreso come il padre le ordisse continue insidie. S’accostò; udì la voce del padre forte, aspra e roca nel tempo stesso; udì la voce di Gordiene alta, vibrata, minacciosa e tuttavia ancora attraente; udì un fremito come di grosse minugie sui legni cavi attrite dagli archi nel tono più basso; e la voce virile e la femminile staccarsi da quel fondo di note cupe, che non erano effetto d’arte musicale, ma espressione spontanea e non voluta di spavento e di terrore.
Giuseppe Rovani
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I. GORDIENE.
II. CESARE E PUBLIO SCEVA.
III. MARCO SCEVA, CESARE E CATILINA NELLA CASA DELL’EMINENTE SEMPRONIA.
IV. CESARE E SERVILIA.
V. LA CONGIURA DI CATILINA E IL SENATORE QUINTO CURIO.
VI. FULVIA E QUINTO CURIO.
VII. FULVIA E CICERONE.
VIII. CICERONE E IL CONSOLE ANTONIO.
IX. LA BATTAGLIA DI PERUGIA.
X. CESARE E LA FIGLIA DI POMPEO MAGNO.
XI. CLODIO E POMPEA.
XII. LA FESTA DELLA DEA BONA.
XIII. AURELIA E CESARE.
XIV. I BAGNI AL PONTE FABRICIO.
XV. CICERONE E MARC’ANTONIO.
XVI. TERENZIA.
XVII. CESARE, CRASSO E CICERONE.
XVIII. CLODIO.
XIX. LE TRE GRAZIE E I TRE FAUNI.
XX. POMPEO E CESARE.
XXI. L’IMPERIOSA.
XXII. RITORNO DI CESARE DALLA LUSITANIA.
XXIII. CESARE E ROMA.
XXIV. IL TRIPICINIO.
XXV. CESARE CONSOLE.