Roma antica, Vol. 3/3

GUGLIELMO FERRERO E CORRADO BARBAGALLO
ROMA ANTICA
III.
ULTIMI SPLENDORI DECADENZA E ROVINA
FIRENZE FELICE LE MONNIER 1922
Proprietà letteraria italiana
Copyright by G. Ferrero and C. Barbagallo
Le copie che non portano la firma di uno degli Autori s’intendono contraffatte.
Per tutte queste ragioni nacque presto a Roma un vivo malcontento, che gli amici di Nerone, i fautori rimasti impuniti di Ninfidio, i repubblicani delusi fomentarono quanto poterono. Tuttavia questo malcontento non sarebbe stato un pericolo per Galba, senza un’altra difficoltà: una difficoltà di antica data, ma che sino ad allora era stata elusa o raggirata: la incertezza del principio legale da cui la suprema autorità imperiale scaturiva. È questo un punto di così vitale importanza, che occorre intenderlo a fondo. A poco a poco, per forza di circostanze, era nata e si era consolidata nella antica repubblica aristocratica la suprema autorità imperiale, necessaria ormai così per l’ingrandimento dell’impero come per gli interni mutamenti che la repubblica aveva subiti. Ma il principio legale, da cui questa autorità scaturiva, era, come abbiamo visto, l’elezione del senato, e non l’eredità: principio orientale, che ripugnava a Roma. Da Augusto a Nerone gli Imperatori furono scelti nella stessa famiglia, per una ragione non di diritto ereditario ma di convenienza politica. Senonchè il senato aveva sempre esercitato il suo diritto d’elezione con molta debolezza, sia perchè l’Assemblea non possedeva più l’antico prestigio, sia perchè era lacerata da interne discordie, e parte legata per l’interesse alla nuova autorità, parte avversa a questa per principio e desiderosa di abolirla. E la debolezza del senato aveva pur troppo lasciato intervenire nella scelta dell’imperatore i soldati. Claudio e Nerone erano stati imposti al senato dai pretoriani, e Galba dalla legione di Spagna. Non è difficile immaginare come questi precedenti sembrassero, nella rozza mente dei soldati, in tempi turbati, mentre l’impero e l’esercito non erano più retti da una mano ferma, la prova di un diritto delle legioni a eleggere l’Imperatore. Particolarmente pericoloso era stato l’esempio delle legioni di Spagna, che avevano proclamato Galba. Se le legioni di Spagna avevano eletto l’imperatore, e il Senato l’aveva riconosciuto, perchè non avrebbero avuto lo stesso diritto le altre legioni? Lo spirito d’imitazione e di emulazione, così forte in tutti gli eserciti, doveva, il principio legale della suprema autorità essendo così incerto, eccitar l’amor proprio di tutti gli eserciti a voler ciascuno il suo imperatore.

Guglielmo Ferrero
Corrado Barbagallo
О книге

Язык

Итальянский

Год издания

2024-02-27

Темы

Rome -- History

Reload 🗙