Fra i due mondi

Guglielmo Ferrero
FRA I DUE MONDI
MILANO FRATELLI TREVES, EDITORI 1913 Secondo migliaio.
PROPRIETÀ LETTERARIA.
I diritti di riproduzione e di traduzione sono riservati per tutti i paesi, compresi la Svezia, la Norvegia e l’Olanda. Copyright by Fratelli Treves, 1913.
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Milano — Tip. Fratelli Treves.
Emilio Mitre, il Barone di Rio Branco, Teodoro Roosevelt: questi tre nomi ho il dovere di scrivere sulla prima pagina del volume. E su tre ricordi indelebili il memore pensiero indugia con una dolcezza non scevra di melanconia, nel momento in cui anche questo libro sta per affrontare il destino. Il primo, Parigi e la vigilia del giorno in cui dovevo terminare al Collège de France il Corso della Fondazione Michonnis — la sera del 29 novembre 1906: quando Emilio Mitre d’improvviso venne a trovarmi, e con amabile semplicità m’invitò a fare il lungo viaggio dell’Argentina, a nome suo e della «Nación», il grande giornale di Buenos-Aires. Poi la sera del 24 giugno 1907: quando il Barone di Rio Branco, ministro degli Esteri della Confederazione del Brasile, spedì incontro alla mia signora ed a me, nella meravigliosa baia di Rio de Janeiro, ove il «Cordova» faceva scalo, una eletta rappresentanza della Accademia brasiliana, guidata da Giuseppe Graça Aranha, a farci gli onori della città e ad invitarci a visitare il Brasile al ritorno. Infine il giorno del febbraio 1908 in cui — terza sorpresa del nuovo mondo, non meno gradita delle prime due — mi giunse, trasmesso con nobili parole dal barone Mayor des Planches, l’invito di Teodoro Roosevelt.
Molto dovrei a queste tre persone — a Emilio Mitre sopra tutti, perchè fu il primo — anche se essi mi avessero procurata soltanto la facilità di due lunghi viaggi, confortati da tutte le cortesie di una magnifica ospitalità. Ma essi mi hanno reso un ben maggiore servigio. Mi hanno strappato con gentile violenza a quell’antico mondo, in cui mi ero chiuso da dieci anni; e mi hanno buttato all’improvviso in mezzo all’immane tumulto delle due Americhe. Se la vita è la scuola che non chiude mai le sue porte e non sospende mai i suoi corsi, per chi sente l’ambizione di imparare senza tregua e di sempre far meglio, questa gran lezione capitò per me al buon momento, e fu forse la più proficua di tutte. Non mi raccapezzai da prima. Poi, a poco a poco, volgendomi indietro, dal fondo della Pampa argentina, dal montuoso altipiano di San Paolo, dalle immani città industriali dell’America del Nord, a riguardare la Roma di Cesare e di Augusto, misurai l’immenso cammino percorso dall’uomo in mezzo a questa gran valle di venti secoli. Quanto è vasta oggi la terra a paragone di quel piccolo bacino mediterraneo, intorno alle cui sponde per tanto tempo la civiltà si raccolse! Come deboli e pavidi appariscono gli uomini, anche nelle più gloriose età del passato, a petto della formidabile potenza di cui noi disponiamo! Eppure.... Eppure.... Per quale ragione, al sommo della potenza, l’uomo non è contento; non trova pace; spesso quasi fa mostra di voler sprezzare le prodigiose ricchezze, di cui è pur così avido e fiero; ed ogni tanto è preso dalla smania di ammirare e invidiare quelle antiche civiltà, che pur quasi più nemmeno capisce? Perchè ogni oggetto, sul quale si sia posata la polvere di un secolo o due, è venerato ormai come una reliquia? Perchè mentre gli Europei, affamati di oro, voltano le spalle al vecchio mondo maledicendolo, gli Americani, sazi d’oro, volgono verso quello la prua, come a cercare qualche cosa, che manca in mezzo alle loro immense ricchezze? Che è questo strano e incessante via vai dell’Oceano; questo inquieto cercarsi dei due continenti, nessun dei quali sembra più poter vivere da solo nè trasfondersi interamente nell’altro?

Guglielmo Ferrero
О книге

Язык

Итальянский

Год издания

2024-03-01

Темы

Progress; Social history; Civilization -- History; National characteristics, American

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