Storia delle repubbliche italiane dei secoli di mezzo, v. 11 (of 16)
J. C. L. SIMONDO SISMONDI
delle Accademie italiana, di Wilna, di Cagliari, dei Georgofili, di Ginevra ec.
Traduzione dal francese.
TOMO XI.
ITALIA 1818.
STORIA DELLE REPUBBLICHE ITALIANE
Lorenzo de' Medici subentra nel credito di suo padre sopra la repubblica fiorentina. — Fasto ed ambizione dei nipoti di Sisto IV; prima campagna di Giuliano della Rovere, che in appressa fu Giulio II. — Progressi de' Turchi; primo assedio di Scutari; assedio di Lepanto; presa di Caffa.
1469 = 1475.
Fin qui abbiamo veduto la repubblica fiorentina collocarsi nel centro di tutte le negoziazioni, dirigendo tutti gli avvenimenti, ed avendo per lo meno qualche parte in tutte le rivoluzioni, in tutte le guerre d'importanza che agitarono l'Italia. Ma sotto l'amministrazione de' Medici, Firenze non si sostenne in così elevato rango; acconsentì di essere dimenticata nell'equilibrio dell'Italia; le rivoluzioni de' vicini stati si concatenarono le une colle altre senz'essere da lei dirette, o senza che ella si sforzasse di contenerle; e dopo avere passate in rivista queste grandi scene della politica, siamo costretti di tornare a dietro per vedere ciò che accadeva in questo tempo nella sua interna amministrazione. Noi la troviamo languente per la precaria sanità del suo capo, o debole per l'estrema giovinezza di quello che gli succede; la vediamo partecipare all'infelicità delle reggenze delle minorità, e comprendiamo in qual modo con tale cambiamento di spirito dovette spegnersi la sua forza.
I Medici accolsero modestamente gli attestati di attaccamento e di considerazione che erano loro dati a nome della repubblica, e per alcuni anni essi non tentarono di acquistare un'autorità, che apparentemente non esisteva che ne' magistrati, e che non poteva segretamente esercitarsi sopra di questi, che da coloro cui i lunghi servigj ed i conosciuti talenti davano altissima considerazione. Per lo spazio di sette anni Firenze fu internamente abbastanza tranquilla; i Medici, occupati ne' loro studj ed in giovanili cure, ora accoglievano in casa loro i più celebri letterati ed artisti, ora trattenevano il popolo con clamorose feste. Questi spettacoli si moltiplicarono con troppo maggior lusso nel 1471, quando Galeazzo Sforza, duca di Milano, venne a Firenze con sua moglie Bona di Savoja, sotto pretesto di soddisfare ad un voto.