Storia delle repubbliche italiane dei secoli di mezzo, v. 14 (of 16)
J. C. L. SIMONDO SISMONDI
delle Accademie italiana, di Wilna, di Cagliari, dei Georgofili, di Ginevra ec.
Traduzione dal francese.
TOMO XIV.
ITALIA 1819.
STORIA DELLE REPUBBLICHE ITALIANE
I Veneziani riprendono e difendono Padova; loro guerra nel Ferrarese e loro disfatta alla Polisella. Giulio II gli assolve dalla sentenza di scomunica. Campagna del principe d'Anhalt nello stato di Venezia e sue crudeltà.
1509 = 1510.
Tra le angustie in cui si trovò il senato di Venezia dopo la disfatta di Vailate, aveva presa la risoluzione di abbandonare tutti i possedimenti di terra ferma, d'aprire tutte le sue porte ai nemici, di richiamare tutte le guarnigioni, di sciogliere i sudditi dal giuramento di fedeltà, per ultimo di rinunciare tutto ad un tratto a ciò che per più secoli era stato l'oggetto della sua politica, e di ridursi egli medesimo in più basso stato che non avrebbe potuto farlo la contraria fortuna dopo molte e tutte infelici battaglie. Una così strana risoluzione veniva da molti risguardata come una singolare testimonianza della pusillanimità di così illustre senato, da altri come quella della sua profonda politica. Coloro che lo videro riconquistare in appresso con tanta difficoltà e col dispendio di tanto danaro e di tanto sangue, ciò che aveva abbandonato in un'ora sola, inclinavano ad accusarlo di vergognosa debolezza. Altri per lo contrario, i quali osservavano, che con tale abbandono, che aveva posto il colmo alla sua malvagia fortuna, la repubblica aveavi ancora posto un termine; e che dopo tale epoca aveva cominciato ad essere secondata da favorevoli circostanze, preferirono di credere che il senato avesse prevedute tali circostanze, ed anticipatamente calcolati tutti i vantaggi che poteva ottenere coll'atto romoroso, col quale si assoggettava alla sorte. La signoria, che aveva grandissimo interesse di far credere al popolo, che in verun tempo non si era mai allontanata da quella prudenza, su di cui fondava il suo miglior diritto al comando, si vantò in appresso d'avere colla sua abilità dissipata la burrasca; e tutti gli storici veneziani gli attribuirono in questa stessa occasione il merito della più profonda antiveggenza.