Il giro del mondo in ottanta giorni
IL GIRO DEL MONDO IN OTTANTA GIORNI
GIULIO VERNE
MILANO Fratelli Treves, Editori — Quindicesimo migliaio.
La presente opera è messa dagli editori Fratelli Treves sotto la tutela delle vigenti leggi di proprietà letteraria per tutto il Regno d’Italia, Trieste, Trentino e Canton Ticino.
Milano. Tip. Treves — 1914.
IL GIRO DEL MONDO IN OTTANTA GIORNI
Ad uno dei più grandi oratori che onorano l’Inghilterra, succedeva dunque in quella casa codesto Phileas Fogg, personaggio enigmatico, di cui nessuno sapeva niente, fuorchè essere un fior di galantuomo, ed uno dei più bei gentlemen dell’alta società inglese.
Si diceva che rassomigliasse a Byron, — nella testa, poichè era senza difetti ai piedi — ma un Byron con mustacchi e favoriti, impassibile, da poter vivere mille anni senza invecchiare.
Inglese senz’alcun dubbio, Phileas Fogg non era forse Londinese. Non lo si era mai visto nè alla Borsa nè alla Banca, nè in alcuno degli ufficii della City. Nè i bacini nè i docks di Londra avevano mai ricevuto una nave avente per armatore Phileas Fogg. Codesto gentleman non figurava in alcun comitato d’amministrazione. Il suo nome non era mai risuonato in un collegio d’avvocati, nè al tempio, nè a Lincoln’s inn, nè a Gray’s inn. Non litigò mai nè alla Corte del Cancelliere, nè al Banco della Regina, nè allo Scacchiere, nè in Corte ecclesiastica. Non era industriale, nè negoziante, nè mercante, nè agricoltore. Non faceva parte nè dell’ Istituto Reale della Gran Brettagna , nè dell’ Istituto di Londra , nè dell’ Istituto degli Artigiani , nè dell’ Istituto Russel , nè dell’ Istituto letterario dell’Ovest , nè dell’ Istituto del Diritto , nè di quell’ Istituto delle Arti e delle Scienze riunite , che è posto sotto il patronato diretto di Sua Graziosa Maestà. Insomma non apparteneva ad alcuna delle numerose società che pullulano nella capitale dell’Inghilterra, dalla Società dell’Armonica sino alla Società entomologica , fondata principalmente allo scopo di distruggere gli insetti nocivi.
Jules Verne
IL GIRO DEL MONDO IN OTTANTA GIORNI.
CAPITOLO PRIMO. Nel quale Phileas Fogg e Gambalesta si accettano reciprocamente l’uno come padrone l’altro come servitore.
CAPITOLO II. Nel quale Gambalesta è convinto d’aver finalmente trovato il suo ideale.
CAPITOLO III. Nel quale s’impegna una conversazione che potrà costar caro a Phileas Fogg.
CAPITOLO IV. Nel quale Phileas Fogg sbalordisce Gambalesta, suo servo.
CAPITOLO V. Nel quale un nuovo valore comparisce sulla piazza di Londra.
CAPITOLO VI. Nel quale l’agente Fix mostra un’impazienza più che legittima.
CAPITOLO VII. Che prova una volta di più l’inutilità dei passaporti in materia di polizia.
CAPITOLO VIII. Nel quale Gambalesta parla forse un po’ più del bisogno.
CAPITOLO IX. Dove il mar Rosso e il mar delle Indie si mostrano propizii ai disegni di Phileas Fogg.
CAPITOLO X. Dove Gambalesta è felicissimo di non perdere che le scarpe.
CAPITOLO XI. Dove Phileas Fogg compra a prezzo favoloso una cavalcatura.
CAPITOLO XII. Nel quale Phileas Fogg e i suoi compagni si avventurano attraverso le foreste dell’India e se ne vedono le conseguenze.
CAPITOLO XIII. Nel quale Gambalesta prova una volta di più che la fortuna arride agli audaci.
CAPITOLO XIV. Nel quale Phileas Fogg scende tutta l’ammirabile vallata del Gange senza nemmeno pensare a guardarla.
CAPITOLO XV. Nel quale il sacco delle banconote si alleggerisce ancora di alcune migliaia di sterline.
CAPITOLO XVI. Nel quale Fix fa l’indiano.
CAPITOLO XVII. Nel quale si tratta un po’ di tutto durante il tragitto da Singapore a Hong-Kong.
CAPITOLO XVIII. Nel quale i signori Fogg, Gambalesta e Fix vanno pei loro affari per strade diverse.
CAPITOLO XIX. Nel quale Gambalesta piglia un interesse troppo vivo pel suo padrone, e quel che ne succede.
CAPITOLO XX. Nel quale Fix entra direttamente in relazione con Phileas Fogg.
CAPITOLO XXI. Nel quale il padrone della “Tankadera„ corre pericolo di perdere un premio di duecento sterline.
CAPITOLO XXII. Nel quale Gambalesta impara che il danaro è necessario anco agli antipodi.
CAPITOLO XXIII. Nel quale il naso di Gambalesta si allunga smisuratamente.
CAPITOLO XXIV. Durante il quale si compie la traversata dell’Oceano Pacifico.
CAPITOLO XXV. Nel quale si dà un’occhiatina a San Francisco in un giorno di meeting.
CAPITOLO XXVI. Nel quale si piglia il treno espresso della ferrovia del Pacifico.
CAPITOLO XXVII. Nel quale Gambalesta segue, con una celerità di venti miglia all’ora, un corso di Storia Mormona.
CAPITOLO XXVIII. Nel quale Gambalesta non riesce a far intendere il linguaggio della ragione.
CAPITOLO XXIX. Nel quale si narrano cose che capitano unicamente sulle ferrovie americane.
CAPITOLO XXX. Nel quale Phileas Fogg fa semplicemente il suo dovere.
CAPITOLO XXXI. Nel quale l’ispettore Fix piglia molto sul serio gl’interessi di Phileas Fogg.
CAPITOLO XXXII. Nel quale Phileas Fogg lotta a corpo a corpo con la mala sorte.
CAPITOLO XXXIII. Nel quale Phileas Fogg si mostra all’altezza delle circostanze.
CAPITOLO XXXIV. Nel quale Phileas Fogg va fuor dei gangheri.
CAPITOLO XXXV. Nel quale Gambalesta non si fa ripetere due volte l’ordine del suo padrone.
CAPITOLO XXXVI. Nel quale Phileas Fogg fa di nuovo aggio sulla piazza di Londra.
CAPITOLO XXXVII. Nel quale si calcola quel che Phileas Fogg ha guadagnato a fare il giro del mondo.
NOTE: