Rinaldo ardito: Frammenti inediti pubblicati sul manoscritto originale - Lodovico Ariosto - Libro

Rinaldo ardito: Frammenti inediti pubblicati sul manoscritto originale

RINALDO ARDITO
LODOVICO ARIOSTO
FRAMMENTI INEDITI PUBBLICATI SUL MANOSCRITTO ORIGINALE DA I. GIAMPIERI E G. AIAZZI
FIRENZE NELLA TIPOGRAFIA PIATTI A SPESE DEGLI EDITORI — 1846.
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ALL'ACCADEMIA VALDARNESE cui il POGGIO zelante ed acuto discopritore di rari monumenti della sapienza latina dava vita QUESTE PREZIOSE RELIQUIE DEL CANTORE DEL FURIOSO dimenticate e quasi ignote due consoci seguaci troppo diseguali degli studj di tanto fondatore con grato animo intitolavano
A questo lavoro par certo ponesse mano l'Ariosto dopo l'Orlando Furioso, e dopo il 1525; imperocchè nella stanza V a pag. 44 accenna già successa la prigionia di Francesco re di Francia, che avvenne in quell'anno sotto Pavia. Il Poeta morì nel 1533, appena compita la stampa da esso vegliata e corretta del Furioso, nè fra le Opere manoscritte da esso lasciate si fece motto da veruno trovarsi il Rinaldo Ardito; da questo silenzio io non saprei altro dedurre, o che non fu fatto un accurato esame di questi Manoscritti, il che non sembrerà verosimile, o che a quel tempo il Rinaldo non era più in sue mani, per averlo passato in quelle di qualche amico e confidente, il quale si tacque dappoi per ignota ragione sul prezioso deposito. Che il nostro Manoscritto fosse ab antico custodito nello stesso luogo ed insieme ad altre opere di questo Autore, ce ne fanno accorti le antiche macchie d'umidità che deturpanlo in più carte di seguito, macchie dello stesso colore e della stessa configurazione che vedonsi in molti altri de' suoi scritti originali, che conservansi nella Biblioteca comunale di Ferrara, e che perciò attestano aver corso sorte eguale al nostro, allorquando trovavansi insieme riuniti.
Era oltrepassato mezzo secolo dalla morte del Lanzoni al tempo che il Baruffaldi scriveva la vita dell'Ariosto, di maniera che avrebbe potuto manifestare la persona presso la quale egli ebbe agio di studiare e trascrivere degli squarci del nostro Codice, nè saprei indovinar la causa per cui si tacque: era forse tuttora in casa Bevilacqua?..... Ma tralasciando le congetture, e venendo alla storica certezza, diremo che il Sig. Canonico Vincenzio Faustini, uomo fornito di buone lettere, ereditò dal padre suo il nostro Codice, ed a noi come possessor legittimo ne fece legittima cessione nel luglio dell'anno decorso; onde io mi do a credere che essendo il padre del Sig. Can. Faustini assai versato in questi studj e nella paleografia, ed avendo vissuto negli anni in cui per straniera invasione tanti insigni stabilimenti rimasero soppressi, e tanti pubblici e privati monumenti di libri e scritture andarono dispersi o per ignoranza distrutti, fu una fortuna che queste preziose reliquie venissero alle mani di lui, che seppe raffigurarle e tenerle nel pregio che meritavano. Quindi se mancano ad appagare la curiosità del Lettore notizie positive e speciali sulla sorte corsa da esse, ciò vien largamente compensato dalla sodisfazione che gli deriverà dal percorrere queste pagine, ove stampava sì luminose tracce della fecondità del suo immortal genio il Cantore del Furioso; e se qualche gusto gli rimane della buona poesia, e se qualche scintilla d'amor patrio gli scalda le vene, sarà contento aver veduto in questa età aumentarsi il patrimonio delle nostre lettere, e di nuove fronde rinfrescarsi la corona immortale che cinse l'onorata fronte del Poeta che, se Dante non era, sarebbe per primo inchinato.

Lodovico Ariosto
О книге

Язык

Итальянский

Год издания

2015-10-25

Темы

Italian poetry

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