Lumìe di Sicilia: Commedia in un atto
LUMÌE DI SICILIA
Luigi Pirandello
COMMEDIA IN UN ATTO
GINN AND COMPANY BOSTON — NEW YORK — CHICAGO — LONDON ATLANTA — DALLAS — COLUMBUS — SAN FRANCISCO 1916
Oggi — In una città dell'Italia settentrionale
La scena rappresenta una camera di passaggio, con scarsa mobilia: un tavolino, alcune sedie. L'angolo a sinistra (dell'attore) è nascosto da una cortina. Usci laterali, a destra e a sinistra. In fondo, l'uscio comune, a vetri, aperto, dà in una stanza al buio, attraverso la quale si scorge una bussola che immette in un salone splendidamente illuminato. S'intravede in questo salone, attraverso i vetri della bussola, una suntuosa mensa apparecchiata.
È notte. La camera, al buio. Qualcuno ronfa dietro la cortina.
( Poco dopo levata la tela, Ferdinando entra per l'uscio a destra con un lume in mano. È in maniche di camicia, ma non ha che da indossar la marsina per esser pronto a servire in tavola. Lo segue Micuccio Bonavino, campagnuolo all'aspetto, col bavero del pastrano ruvido rialzato fin su gli orecchi, un sudicio sacchetto in una mano, nell'altra una vecchia valigetta e l'astuccio d'uno strumento musicale, che egli quasi non può più reggere, dal freddo e dalla stanchezza. Appena la camera si rischiara, cessa il ronfo dietro la cortina, donde Dorina domanda: )
DORINA
Chi è?
FERDINANDO
( posando il lume sul tavolino ) Ehi, Dorina, su! Vedi che c'è qui il signor Bonvicino.