Capitan Riccardo - Nicola Misasi

Capitan Riccardo

NICOLA MISASI
Capitan Riccardo
ROMANZO
SÈGUITO DI
S. M. LA REGINA
1911 Dott. RICCARDO QUINTIERI — Editore MILANO — Corso Vittorio Emanuele, 26
Proprietà Letteraria
A garanzia dell’Autore e dell’Editore ogni copia deve qui portare la numerazione progressiva e il «timbro a secco» della Società degli Autori di Milano.
SOC. AN. PER LE ARTI GRAFICHE «LA GUTENBERG» — MILANO, Corso Romana, 113
STAB. «LA COMPOSITRICE» — MILANO, Via Carlo Maria Maggi, 6.
La banda di capitan Riccardo era dagli stessi nemici tenuta in gran conto pel valore dimostrato in più incontri, nei quali era rimasta quasi sempre vittoriosa, e per la disciplina onde era retta. Non le si attribuiva nessuna delle nefandezza che le altre commettevano, ed aveva dato prova d’intendere il rispetto che si deve ai vinti, e di tener per sacra la vita dei prigionieri, molti dei quali erano stati rilasciati con gran sorpresa degli ufficiali francesi, i quali consideravano come morto chiunque dei loro capitasse nelle mani di uno di quei feroci scorridori che si chiamavano Taccone o Benincasa, Parafante o Francatrippa. Nè la banda di capitan Riccardo aveva mai preso parte ad una di quelle scorrerie contro le città o i villaggi indifesi che dalle orde dei predoni venivano devastati col pretesto che se la intendessero coi Francesi. È vero però che per provvedersi dell’occorrevole a continuar nella guerra ricorreva ai ricchi signori, specie se amici del nuovo governo, i quali volentieri le mandavan dei sussidî per averne rispettati i boschi ed il bestiame, nonchè le case e le persone.
Era scorso già un anno. Chi avesse riveduto il giovane capobanda avrebbe notato il gran mutamento avvenuto in lui. Non solo la vita agitata, quotidianamente esposta a mortali pericoli, incerta del domani, mal sicura dell’oggi, aveva dato alla sua fisonomia una impronta di severa gravità, ma pareva che un persistente pensiero gli velasse gli occhi di malinconia. Solo allorchè la mischia era ingaggiata, tra il fumo delle fucilate e le grida dei combattenti, egli riacquistava la serenità e la calma necessarie per evitar le sorprese del nemico, e ordinar l’assalto o la ritirata a tempo opportuno, pur essendo sempre il primo ad affrontare il nemico, sempre l’ultimo a volgere le spalle dopo un’impari lotta.

Nicola Misasi
О книге

Язык

Итальянский

Год издания

2024-04-01

Темы

Italian fiction -- 20th century

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