Le invasioni barbariche in Italia
INVASIONI BARBARICHE
ITALIA
PASQUALE VILLARI
CON TRE CARTE
ULRICO HOEPLI EDITORE-LIBRAIO DELLA REAL CASA MILANO — 1901
PROPRIETÀ LETTERARIA
152-900. — Firenze, Tip. di S. Landi, Via Santa Caterina, 12
Prof. ALBERTO DEL VECCHIO
Il fine che mi sono proposto nello scrivere questo libro è assai modesto, ma è anche assai difficile a raggiungere. Il lettore giudicherà se sono riuscito. Io dirò solo in che modo sorse in me l'idea di accingermi all'opera.
È facile capire qual grave danno tutto ciò debba recare alla nostra letteratura, alla nostra cultura; massime se si riflette, che la storia in genere, e quella dell'Italia in ispecie dovrebbe essere un mezzo non solo d'istruzione, ma anche di educazione nazionale, contribuendo efficacemente a formare il carattere morale e politico del nostro paese. Cesare Balbo, animato sempre di nobile patriottismo, deplorò in tutta la sua vita che noi non avessimo una storia popolare d'Italia, tale che tutti potessero leggerla con piacere e profitto. Egli si provò più volte a scriverla, ma rimase come sgomento dinanzi alle molte difficoltà che incontrava. Oggi, dopo la pubblicazione di tanti nuovi documenti, dopo tante nuove e così sottili dispute, le difficoltà sono cresciute piuttosto che scemare. Alcune di esse possono dirsi intrinseche alla natura del soggetto; altre invece dobbiamo riconoscerle conseguenza del nostro modo di trattarlo e dell'indirizzo che abbiam preso nei nostri studi.
Arduo assai deve certo riuscire il narrare in modo facile e chiaro la storia d'un paese che fu nel passato diviso in tanti Stati diversi, ciascuno dei quali ebbe il suo proprio carattere, le sue proprie vicende. Nel mezzogiorno abbiamo una monarchia feudale; nell'Italia centrale lo Stato della Chiesa, con un governo che è diverso da ogni altro, e la cui storia si collega con quella di tutta quanta l'Europa; più al nord abbiamo la moltitudine infinita dei Comuni e delle Signorie. Come, dove trovare un filo conduttore, che guidi chi scrive e chi legge? Queste difficoltà, è ben vero, non s'incontrano solamente in Italia; anche la Germania è stata sempre divisa e suddivisa. Nè sarebbero difficoltà insuperabili, se noi stessi non le rendessimo per colpa nostra anche maggiori; il che avviene in molti e diversi modi. In tutte quante le nostre scuole, in tutte le nostre pubblicazioni ci occupiamo oggi quasi esclusivamente di storia italiana. È divenuto poco meno che impossibile il vedere fra di noi apparire un libro sulla storia della Riforma, della Rivoluzione francese, della Germania, dell'Inghilterra, della Spagna, delle nazioni estere in generale. Ma la nostra storia è così strettamente connessa con quella di tutta l'Europa, che senza studiar l'una non è possibile comprendere l'altra. Chi infatti potrebbe mai intendere la storia italiana del Medio Evo, senza quella della Germania, o indagare le origini prime del nostro Risorgimento, senza occuparsi della Rivoluzione francese? Chi potrebbe farsi un concetto chiaro della Contro-Riforma in Italia, senza aver prima compreso la Riforma di Lutero? Ne segue perciò che, se questa tendenza verso un'erudizione esclusiva ed unilaterale ci fa sempre più diligentemente indagare ed esaminare i particolari problemi della storia italiana, ci rende invece assai difficile comprenderne il carattere generale, e valutare con giusto criterio la vera parte che noi abbiamo avuta nella civiltà del mondo. Più di una volta ci tocca infatti l'umiliazione di vedere gli stranieri scrivere sulla storia dell'Italia antica, medioevale o moderna libri migliori dei nostri: e da essi la nostra gioventù deve apprendere la storia del proprio paese. Pur troppo questi libri, non ostante la molta dottrina ed il buon metodo, sono scritti non di rado con uno spirito ostile all'Italia; il patriottismo degli autori li spinge naturalmente ad esaltare la loro patria a danno della nostra. E così ne segue che si diffondono anche fra di noi sul carattere morale e politico degl'Italiani, sull'intrinseco valore della nostra civiltà, della nostra letteratura idee e giudizi poco esatti, che ci nocciono assai, facendoci perdere la giusta coscienza di noi medesimi.
Pasquale Villari
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PREFAZIONE
LIBRO PRIMO DALLA DECADENZA DELL'IMPERO ROMANO FINO AD ODOACRE
CAPITOLO I La caduta dell'Impero
CAPITOLO II I Barbari
CAPITOLO III La riforma dell'Impero — Diocleziano e Costantino — L'agitazione religiosa — Ariani ed Atanasiani — Neoplatonismo — Giuliano l'apostata — Il vescovo Ulfila, e la conversione dei Goti
CAPITOLO IV Gli Unni
CAPITOLO V Teodosio
CAPITOLO VI Arcadio ed Onorio — Rufino, Stilicone ed Alarico
CAPITOLO VII Dalla morte di Alarico alla costituzione del regno dei Visigoti nella Gallia
CAPITOLO VIII Galla Placidia — L'invasione dei Vandali in Africa
CAPITOLO IX Attila e gli Unni — La battaglia di Châlons — Il generale Ezio — Papa Leone I
CAPITOLO X Massimo Imperatore — I Vandali saccheggiano Roma — Ricimero, Oreste ed Augustolo
LIBRO SECONDO GOTI E BIZANTINI
CAPITOLO I Odoacre
CAPITOLO II Teodorico e gli Ostrogoti in Italia
CAPITOLO III Il regno di Teodorico
CAPITOLO IV Fine del regno di Teodorico — Governo di Amalasunta
CAPITOLO V Giustiniano e Belisario — La guerra vandalica — Il principio della guerra gotica
CAPITOLO VI Roma assediata dai Goti — I Bizantini vittoriosi entrano in Ravenna
CAPITOLO VII Desolazione dell'Italia — S. Benedetto fonda il suo Ordine
CAPITOLO VIII Totila re dei Goti — Belisario torna in Italia, ed occupa Roma — Suo ritorno a Costantinopoli e sua morte
CAPITOLO X Morte di Giustiniano e di Belisario — Nuove difficoltà in cui si trova l'Impero — Narsete, richiamato a Costantinopoli, non obbedisce
LIBRO TERZO I LONGOBARDI
CAPITOLO I Guerra dei Longobardi contro i Gepidi — Loro venuta in Italia e loro conquiste — Morte di Alboino — Elezione di Clefi e sua morte — Interregno — Duchi — Divisione delle terre — Il Papa si rivolge la prima volta per aiuto ai Franchi (580)
CAPITOLO II Ricostituzione della Monarchia — Elezione di Autari — Sue guerre coi Bizantini e coi Franchi — Matrimonio con Teodolinda — Condizione dei vinti
CAPITOLO III Ordinamento del regno longobardo e del governo bizantino
CAPITOLO IV Gregorio I — Agilulfo sposa Teodolinda e pacifica il regno — Gregorio I fa pace coi Longobardi di Spoleto — Agilulfo assedia Roma — L'imperatore Maurizio è deposto; viene eletto Foca — Morte di Gregorio I e di Agilulfo — S. Colombano
CAPITOLO VI Grimoaldo re — Lotta e poi accordo tra Papa e Imperatore — Costante II in Italia — Morte di Grimoaldo — Bertarido — Cuniberto — Conversione dei Longobardi al cattolicismo — Liutprando
CAPITOLO VII Sollevazione di Ravenna e delle città dell'Esarcato contro l'Impero — Filippico imperatore — Ribellione in Roma
CAPITOLO VIII Liutprando, Gregorio II e Leone III — La lotta per le immagini — Liutprando ne profitta ed assale il Ducato romano — Il Papa si rivolge la prima volta ai Franchi — Non potendo avere da essi aiuto, si riavvicina ai Longobardi
CAPITOLO IX Venezia e Napoli
LIBRO QUARTO I FRANCHI E LA CADUTA DEL REGNO LONGOBARDO
CAPITOLO I I Merovingi e l'origine dei Carolingi
CAPITOLO II Carlo Martello e le prime origini del Feudalismo — Il Papa si volge per aiuto ai Franchi
CAPITOLO III Pipino eletto re dei Franchi, consacrato dal Papa per mezzo di S. Bonifazio — Il Papa, minacciato da Astolfo, va in Francia a chiedere aiuto
CAPITOLO IV Pipino e i Franchi vengono in Italia e vincono i Longobardi — Donazione dell'Esarcato e delle Pentapoli al Papa — Muore Astolfo — Desiderio re dei Longobardi — Disordini in Roma — Elezione di Paolo I e sua morte
CAPITOLO V Nuovi e gravissimi tumulti in Roma — Elezione di Stefano III — Matrimonio di Carlo re dei Franchi con Desiderata — I nemici del Papa sono oppressi — Stefano III muore
CAPITOLO VI Elezione di Adriano I — Condanna e morte dell'Afiarta — Discesa di Carlo re dei Franchi in Italia — Disfatta dei Longobardi, assedio di Pavia — Carlo va a Roma, dove passa la Pasqua del 774
CAPITOLO VII Formazione del regno franco in Italia — Congiure e ribellioni contro il Papa, che chiede aiuto a Carlo — Questi torna in Italia, e celebra in Roma la Pasqua del 781
CAPITOLO VIII Irene governa in Costantinopoli — Carlo sconfigge di nuovo i Sassoni — Torna in Italia e sottomette il Friuli e Benevento — Combatte gli Avari — Dispute religiose — Morte di Adriano I e suo carattere
CAPITOLO IX Elezione di Leone III — Ambasceria franca a Roma — Irene imperatrice — Gravi tumulti in Roma — Il Papa a Padeborn — Suo ritorno a Roma — Carlo viene a Roma, dove è coronato imperatore dal Papa, il giorno di Natale 800
INDICE ALFABETICO
NOTE: