Storia di Milano, vol. 1
STORIA DI MILANO
DEL CONTE
PIETRO VERRI
COLLA CONTINUAZIONE
TOMO I.
MILANO PRESSO IL LIBRAIO ERNESTO OLIVA Contrada de' Due Muri, N. 1044 1850
Nell'accingermi a compilare le Notizie dell'ultimo de' magistrati filosofi che hanno illustrato in Lombardia il regno di Maria Teresa, a stento so contenermi nei limiti di una quasi cronologica brevità, cui mi astringe il piano che mi sono prescritto in questa Raccolta. Tale è la vastità e l'importanza dei servigi da esso prestati, che il parlare adequatamente di lui, comprende la storia di trent'anni dell'economia pubblica di quella ex-provincia. Se si eccettua l'opera immortale del censimento, già precedentemente compita, tutte le importanti riforme della pubblica amministrazione si eseguirono nel periodo della sua magistratura; egli a tutte ebbe parte, e delle più insigni e difficili fu pure principale promotore ed esecutore. Ma poichè è ancor recente e vivissima la memoria de' suoi servigi, ed essendo queste Notizie susseguite dalla collezione delle sue opere economiche, ora in parte per la prima volta pubblicate, si rende indifferente, anzi superfluo, il parlare estesamente dei di lui meriti, siccome sarebbe inutile il voler narrare ad altri la maestria de' sommi pittori, avendosi dinanzi le più illustri opere de' loro pennelli. Seguendo pertanto il mio metodo, mi accontenterò di delineare sommariamente le epoche memorabili della sua vita.
Nacque Pietro Verri in Milano al 12 di dicembre dell'anno 1728. Il di lui padre Gabriele dovette in gran parte ai personali suoi meriti l'essere stato successivamente promosso a diverse eminenti cariche; e fu per ultimo presidente del Senato. Egli si è pur distinto nelle lettere; e si hanno di lui un quadro storico delle leggi municipali, dei commenti al principal codice di esse, e una voluminosa compilazione della storia della Lombardia, che rimase manoscritta.
Frequenti furono i saggi dati nella sua giovanezza dell'attività e dell'acume della sua mente; ma non gli si era ancora offerta occasione di esercitarla in qualche rilevante travaglio, onde si avesse potuto apprezzarne la vastità e il vigore. Anzi poco mancò che egli non fosse distratto per sempre dalla carriera delle lettere, mentre per motivi di private circostanze si ascrisse nel 1758 al servizio militare col rango di capitano nel reggimento Clerici, e vi rimase fino al dicembre del 1760.