Storia del Quindici Maggio in Napoli / con l'esposizione di alcuni fatti che han preparato la catastrofe

STORIA DEL QUINDICI MAGGIO IN NAPOLI
CON L'ESPOSIZIONE
D'ALCUNI FATTI
CHE HAN PREPARATO LA CATASTROFE
SCRITTA DA T. C.
TESTIMONE OCULARE.
FIRENZE TIPOGRAFIA DEL VULCANO 1848.
Colui che ancor porta il titolo di re del Regno delle due Sicilie, e che la Provvidenza ha permesso che occupasse per 18 anni un trono che i suoi maggiori han bruttato di turpezze e di stragi, ha studiato i mezzi tutti onde conservarlo, se n'eccettui quello d'esser generoso ed onesto; misura che essendo virtuosa, assicurerebbe la durata di un potere che col progresso dei lumi va temperato e riformato. Esso ha fatto tutto servire alle sue mire: ha intralciato e ristagnato il commercio, perchè la gran ricchezza dei popoli lo metteva in apprensione dando a quelli troppi mezzi. Ha stornato sempre l'educazione di molte classi, onde la serva ignoranza tenesse al buio le sue usurpazioni, ed ha insultato all'altare obbligandone i sacerdoti a guastar l'indole suavissima del cattolicismo colle larve dell'impostura, ed assegnando ai popoli appositi confessori che insegnassero essere minor delitto il furto e l'uccisione, che il mancamento all'obbedienza di suddito. — Codesto re ha trovato anche il fatto suo nella sobrietà dei supplizii (sobrietà per altro spiacevolissima ai tiranni) ma costoro han fatto che tutto servisse alle loro mire. Così delle vittime designate dalla sua paura poca parte, e la più temuta lasciava al carnefice, e le altre aggravava di catene perpetue entro a fosse non rallegrate da raggio di sole. La plebe, e con la plebe molti illusi l'han visto genuflesso dinanzi agli altari e l'han creduto devoto; han contato il numero delle sue grazie (ammetti che cogli assassini era indulgente sempre) e l'han creduto di cuor pietoso! Ecco le conseguenze di quella brutale ignoranza che codesto re ha lasciata crassa e pressochè selvaggia in tante e tante migliaia d'uomini. Ma l'ordine ammirevole delle cose non gli ha permesso a lungo di starsene a fare il tiranno dietro le cotte dei preti e fralle nebbie della cecità; lo ha messo in un punto ove era mestiere o fare il bene davvero, o puntare il cannone contro i reclami dei popoli. Egli non ha esitato; ha usato la forza bruta, ed ha abbandonato i suoi dilettissimi popoli ad ogni genere di violenza, ed i suoi scherani, ai quali nessuno oserà dar titolo di soldati, fidi interpetri delle sue paterne intenzioni, hanno tolto il freno ad ogni pudore, e dopo inegualissima pugna si sono scagliati sugl'inermi fanciulli e le donne colla libidine delle più nefande atrocità, ed han riempito la mia patria, la leggiadrissima Napoli, di uccisioni, di rapine e d'incendii — Innanzi a così lagrimevole narrazione mi vien manco l'animo, ma nemmeno la carità della mia terra natale farà ch'io alteri quello che mi è caduto sotto gli occhi, nè farà aggiungere colori a quella catastrofe, alla quale ebbi parte io stesso, e da cui la provvidenza permise io fossi campato per opera sua: santissimo amor di vero, rispetto alla religione del giusto, ed ira cristiana mi daranno lena onde io possa tracciare questo lagrimevole racconto.

Tommaso Cimino
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Язык

Итальянский

Год издания

2015-10-25

Темы

Kingdom of the Two Sicilies -- History -- Revolution, 1848

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