Il perduto amore
UMBERTO FRACCHIA
ROMANZO
5.º MIGLIAIO
CASA EDITRICE VITAGLIANO — MILANO
PROPRIETÀ LETTERARIA RISERVATA
I diritti di riproduzione e di traduzione sono riservati per tutti i paesi compresi i regni di Svezia, Norvegia e Olanda
Copyright by. C. E. Vitagliano Marzo 1921
28-3-21-3
Tip.-Lit. A. GORLINI Milano.
A Bibiche
Le stelle di cui il cielo ora è pieno, appunto perchè splendono perennemente sono un indizio certo della nostra morte. Ma io che le contemplo mentre compaiono e scompaiono, a volta a volta fra le rade nuvole naviganti l'azzurro, in aggruppamenti inaspettati e nuovi, sento scendere sui miei occhi non so qual liquido filtro che mi rende oblioso così della morte come della vita. Distrattamente ascolto i rumori e le musiche del bosco, il canto dei rosignoli nell'ombra, il fruscìo dei giunchi (di seta), le voci umane giù per i campi e nell'isolata casa del mulinaio, e sento che queste cose non sono fatte per me. Troppo semplici, troppo serene. Se, vinto, con un lieve sforzo, molto lieve, mi decidessi ad uscire dalla mia solitudine per partecipare alla festa di questa chiara notte autunnale, sarei come un orfano il quale conducesse la propria inconsolabile tristezza, abiti, volto, silenzio, in una comitiva di gente allegra e felice.