Il Giardino d’Amore, o La Figlia del Re, e il Contino Stregone.

Era un giovine Contino,
Di tutto il paese il fior,
Aveva un bel giardino,
Il bel giardin d’amor.

“Chi batte alla mia porta?”
Domanda il bel Contin’.
“Son la figlia del re,
Vo vedere il tuo giardin’?”

“Entra pur nel mio giardino,
O bella figlia del re,
Purchè tu non tocchi niente,
A ciò che dentro v’e!”

Entrata nel giardino,
La bella figlia del re,
Non vidde colà niente,
Che fiori e foglie.

Le foglie eran d’argento,
Di oro ogni fior,
I frutti eran’ gemmi,
Nel bel giardin d’amor.

Sedi sulla panchetta,
Sotto il frascame la;
Che vissi nel sentiero?
Un bell’ anello c’era.

Non seppe che il Contino,
Fu stregone appostator;
Non seppe che l’anello,
Era lo stesso signor.

Ella ando nel suo letto,
Con l’anello nella man’,
Non ’n sospetto che la trasse
Sul dito un giovàn.

Svegliato da un bacino,
Tra la mezzanotte e tre;
Si trovò il bel Contino
Accanto alla figlia del re.

Credo che fu ben contenta
Con la cosa come era;
Come molte donne sarebbero
Con tal stregoneria.

Portar dei gioielli,
A de’ sposi il fior;
Il di un di-amante,
La notte un bel signor.

D’avere un bel diamante
Piace ognuno, si;
Ma meglio e un amante
Quando non ha più il di.

Chi scrisse questa canzone
Un gran Contino è,
Anch ’egli il stregone
Ch’ amava la figlia del re.