VII
| Gli occhi di ch’io parlai sì caldamente, E le braccia e le mani e i piedi e ’l viso Che m’avean sì da me stesso diviso E fatto singular dall’altra gente; Le crespe chiome d’or puro lucente, E ’l lampeggiar dell’angelico riso Che solean far in terra un paradiso, Poca polvere son, che nulla sente. Ed io pur vivo; onde mi doglio e sdegno, Rimaso senza ’l lume ch’amai tanto, In gran fortuna e ’n disarmato legno. Or sia qui fine al mio amoroso canto: Secca è la vena dell’usato ingegno, E la cetera mia rivolta in pianto. |