VIII
| Soleasi nel mio cor star bella e viva, Com’alta donna in loco umile e basso: Or son fatt’io per l’ultimo suo passo, Non pur mortal ma morto; ed ella è diva. L’alma d’ogni suo ben spogliata e priva, Amor della sua luce ignudo e casso Devrian della pietà romper un sasso: Ma non è chi lor duol riconti o scriva; Ché piangon dentro, ov’ogni orecchia è sorda, Se non la mia, cui tanta doglia ingombra, Ch’altro che sospirar, nulla m’avanza. Veramente siam noi polvere ed ombra; Veramente la voglia è cieca e ’ngorda; Veramente fallace è la speranza. |