X

Dolci durezze e placide repulse,
Piene di casto amore e di pietate;
Leggiadri sdegni, che le mie infiammate
Voglie tempraro (or me n’accorgo) e ’nsulse;
Gentil parlar, in cui chiaro refulse
Con somma cortesia somma onestate;
Fior di virtù, fontana di beltate,
Ch’ogni basso pensier del cor m’avulse;
Divino sguardo, da far l’uom felice,
Or fiero in affrenar la mente ardita
A quel che giustamente si disdice,
Or presto a confortar mia frale vita;
Questo bel variar fu la radice
Di mia salute, che altramente era ita.