XII
| Dicemi spesso il mio fidato speglio, L’animo stanco e la cangiata scorza E la scemata mia destrezza e forza; Non ti nasconder più; tu se’ pur veglio. Obbedir a Natura in tutto è il meglio; Ch’a contender con lei il tempo ne sforza. Subito allor, com’acqua il foco ammorza, D’un lungo e grave sonno mi risveglio: E veggio ben che ’l nostro viver vola, E ch’esser non si può più d’una volta; E ’n mezzo ’l cor mi sona una parola Di lei ch’è or dal suo bel nodo sciolta, Ma ne’ suoi giorni al mondo fu sì sola, Ch’a tutte, s’i’ non erro, fama ha tolta. |