XIV
| La gola e ’l sonno e l’oziose piume Hanno del mondo ogni vertù sbandita, Ond’è dal corso suo quasi smarrita Nostra natura, vinta dal costume; Ed è sì spento ogni benigno lume Del ciel, per cui s’informa umana vita, Che per cosa mirabile s’addita Chi vuol far d’Elicona nascer fiume. Qual vaghezza di lauro? qual di mirto? Povera e nuda vai, filosofia, Dice la turba al vil guadagno intesa. Pochi compagni avrai per l’altra via: Tanto ti prego più, gentile spirto, Non lassar la magnanima tua impresa. |