Scena VI.
Lola.
(Dentra alla scena.)
Fior di giaggiolo
Gli angeli belli stano
A mille in cielo
Ma belli come lui
Ce n'è uno solo.
(Entra in iscena e s'interrompe.)
Oh! Turiddu, e passato Alfio?
Turiddu. Son giunto ora in piazza non so.
Lola. Forse è rimasto dal maniscalco ma non può tardare!
E voi sentite le funzioni in piazza?
Turiddu.
(Confuso affret.)
Santuzza mi narrava—
Santuzza. Gli dicevo che oggi è Pasqua
E il Signor vede ogni cosa.
Lola. Non venite alla messa?
Santuzza.
(Subito.)
Io no, ci deve andar chi sa
(Con intenzione.)
Di non aver peccato!
Lola.
(Con forza.)
Io ringrazio il Signore, e bacio in terra!
Santuzza.
(Esprimendosi.)
Oh! fate bene, fate bene,
(Con amarezza.)
Lola!
Turiddu.
(A Lola.)
(Impacciato.)
Andiamo, andiamo, Oni non abbiani che fare.
Lola.
(A Turiddu.)
Oh!
(Con ironia.)
Rimanete.
Santuzza.
(A Turiddu con fermezza.)
Sì, resta, resta,
Ho da parlarti ancora.
Lola.
(Sempre ironica.)
E v'assista il Signore,
(Con caricatura.)
Io me ne vado.
(Entra in chiesa.)