II.
Il.mo Sr.
Dipoi di visitar a V. S. Ill.ma, et renderle gratie de li molti, et continui fauori che mi fá, et ralegrarmi de la confirmacione di Paris, et de la altre noue. Voleua dar conto a V. S. Ill.ma di tre cose, che ho intesso. Le due non di tanta consideratione, pero la Terza, di molta, al manco degna di saperla il nro. Re, et e, certissima, et saputa in gran secreto.
La Terza diró prima, quella e, che il Re Cath.co ha fatto far secreta offerta a la Rep.ca di Venegia di Lx Galere per la sua diffessa sempre che il Turco inuadera li soy Statti, et il Imbassator che ha fatto la offerta, li ha detto queste parole al fine, che non trouaranno nisnu amico tale come lei. Questo, e certo.
La altra e che ha auuto gelosia di auerse la Rp.ca valuto di questo Regno per grani.
Le altra, che il Papa voleua imponere vna noua Xma sopra li Ecclesiastici veneciani per aiutar al imp.or, e la Rep.ca non lo ha voluto consentir.
Il discurso di queste cose lasso per altra occasione che bene, et assay e che dir.
De V. S. Ill.ma—Ant. Pz.
(Sobrescrito.) Al Ill.mo Sr. mi Sr. Mylord Imbassator.
(De mano ajena.) 1594.
Colec. Morel Fatio, I.—Cree fuera dirigida al Embajador de Francia en Londres, que sería probablemente Jean de la Fin, pues éste residió en la corte de Isabel hasta octubre de 1594.—Biblioteca Nacional de París, MS., Esp., 336, fol. 91.