Parte Prima.

Il matrimonio ed suoi piaceri.

Il matrimonio dovrebbe essere l'unione di due cuori, di due anime che si comprendono a vicenda, che a vicenda si amano. Dovrebbe essere l'unione di due esseri di sesso diverso che si propongono di condividere le gioie ed i dolori della vita. Il fine del matrimonio è di perpetuare legittimamente l'umana specie. Due esseri che si amano desiderano adrentemente quest'unione che per sempre li congiunge con una catena dorata, che assimila le loro inclinazioni, le simpatie loro e la loro moralità. E infatti, come è sufficientemente dimostrato nel precedente racconto, questa dote è indispensabile per rendere un matrimonio felice. Tanto le gioie quanto i dolori poi li uniscono ancora più strettamente, perchè accrescono la simpatia e la stima reciproca. L'amore ardente che li univa d'amanti a poco a poco s'acquieta, si calma, dando luogo ad un affetto profondo che raramente si può svellere dal cuore.

Difficilmente i matrimoni d'onore riescono a bene, ed anche il proverbio «chi per onor si piglia per rabbia si scapiglia» conferma quest'asserzione.

Come sono felici coloro che legati dai vincoli della stima, dell'affezione e della devozione trascorrono la vita loro tranquilli, col cuore pieno di gioia e di tenerezza! Come lesti trascorrono i giorni loro! Come arride loro il sereno avvenire.

E la loro contentezza s'accresce quando il primo frutto d'amore rende ambiziosa e fiera la sposa che può sentirsi chiamata col dolce nome di madre.

Le cure dei coniugi allora sono rivolte al figlio loro perchè possa crescere dietro il loro esempio buono e virtuoso, e benedica quando sarà adulto chi gli diede la vita fisica e morale!