Parte Prima.
Virilità.
La virilità è l'epoca più lunga della vita umana, poichè comincia qualche anno dopo della pubertà, e finisce giunti alla prima vecchiaia.
Questa è l'epoca la più felice della vita di colui che non è stato deteriorato dagli eccessi giovanili, dalle malattie o dalla privazione. È l'epoca in cui tutti i sogni giovanili ci lasciano, nella quale la riflessione prende il loro posto, e la realtà si presenta senza tante illusioni ai nostri occhi oramai fatti esperti. Una rivoluzione fisica e morale si è operata nel nostro organismo. L'amore scema per dar luogo ad un affetto profondo, a una sincera devozione. L'amicizia diventa un bisogno, e getta nel nostro cuore profonde radici. È in questo periodo che i gusti diventano più serii e ragionati, e che l'uomo tende a procurarsi una stato degno di lui nella società. Questa è l'epoca dei lavori utili, nella quale i piaceri sono meno strepitosi, ma più vivi, nella quale non si gustano le distrazioni se uon quando si hanno adempiti ai doveri di cittadino, di marito, di padre! Di marito e di padre, dico, perchè in questi anni l'uomo si cerca una sposa buona e gentile, e la donna un compagno laborioso ed onesto. Questo passo è il più importante della vita, e la prudenza di usare prima di stringere il nodo coniugale non è mai troppa, perchè da questa unione dipende la nostra felicità o la nostra sventura.
Ho detto che una grande rivoluzione si è operata nel morale dell'individuo; infatti esso non obbedisce come da giovane alle prime impressioni, ma si lascia guidare dalla ragione e dall'esperienza. Prima di intraprendere una speculazione riflette, la guarda da tutti i suoi lati, e se la trova dubbia vi rinunzia per non esporre i suoi beni, giacchè egli è responsabile anche del benessere della sua famiglia. Cerca qualunque mezzo onesto di arricchire, perchè le ricchezze acquistate da giovane servono nella tarda età ed all'educazione dei figli suoi.
Il marito deve essere più sobrio che il celibatario nei piaceri dell'amore e condurre una vita più regolata di questi, perchè i figli che procurerà saranno più belli e rigogliosi.
È oramai provato che le qualità fisiche e morali del padre si trasmettono direttamente ai figli, per cui quanto più il padre godrà una florida salute, tanto più il figlio crescerà forte e robusto. È dunque necessario per un padre che senta il proprio dovere, che abbia a dar vita ai figli che diverranno utili alla patria, stante che ciò sta per tre quarti in suo potere. Dovrà perciò consultare varii libri che trattano della procreazione, fra i quali anche la nostra Hygiène du mariage.
Parte Seconda
Età matura.
L'età matura non è che la continuazione della virilità, quindi tutte le qualità che in quell'epoca già germogliavano ora prendono vita e si manifestano. Infatti questa è l'epoca la più pratica della vita. È l'epoca nella quale si cercano avidamente le ricchezze, le cariche, gli onori, nella quale l'uomo si occupa con ardore per aumentare il proprio benessere e stabilirsi una fortuna. Quando i mezzi che egli adopera per giungere al suo fine sono onesti, allora non si può che applaudire, ma pur troppo non tutti li impiegano. Questi, quantunque dispensino oro, dovunque passano, dovrebbero essere disprezzati! Ma non lo sono; l'oro accieca gli occhi del volgo, e purchè gli si dia denaro non svela le macchie che intaccherebbero l'onore di questi ricchi. Ai nostri tempi la potenza del danaro è sì grande che con esso si acquista persino l'onore!
Parte Terza.
Piaceri dell'età matura.
Siccome nell'età matura il cerchio delle relazioni è più largo che durante la giovinezza, così i piaceri saranno più numerosi, perchè maggiori saranno anche le soddisfazioni.
Però le inclinazioni ed i gusti dell'uomo in questo periodo si sono cangiati. L'ardore giovanile che lo animava nelle sue partite di piacere è scomparso. Gioie più calme e meno effimere sottentrarono a quelle folli e strepitose. Ancora gli piacciono i divertimenti, i solazzi, i passatempi, ma pur godendoli, ha sempre innanzi agli occhi il fine de' suoi desiderii. In quest'epoca c'è molta varietà di piaceri a seconda del diverso grado che si occupa nell'umano consorzio.
Pel commerciante i prosperi e lucrosi affari sono fonti di piacere, come le fortunate speculazioni pel capitalista, un isperato raccolto per l'agricoltore, un'abbondante messe per l'affittaiuolo, ecc.
Non è forse un'immensa gioia per uno scrittore che una sua opera ottenga un favorevole successo? Per un poeta, per un pittore sapere che il suo nome vola di bocca in bocca accompagnato da elogi e ammirazione? Non è forse una gioia sincera quella dell'impiegato, del soldato che avanza di grado, che si rende superiore ai compagni per la sua abilità?
E lo scienziato che dopo un faticoso studio e un indefesso lavoro giunge ad ottenere una scoperta che renderà un immenso servizio all'umanità non prova nell'anima una calda soddisfazione, una gioia ineffabile? Infiniti sono i piaceri di questo genere, che potrei enumerare, sempre graditi agli uomini eletti.
Gli onori, le decorazioni, le distinzioni, ecc. sono quelle che solleticano vivamente l'amor proprio dell'uomo di questa età. Il piacere che si prova giungendo in possesso di una decorazione, per esempio, è tanto più grande quanto maggiori furono le difficoltà che si sorpassarono per arrivarvi. Però bisogna guardarsi da questi generi di piaceri, perchè alle volte si provano delle disillusioni e degli acerbi disinganni, vedendo onorato chi non ne ha punto i meriti e vedendo sè dimenticati. Ma non affliggetevi per questo, chè il merito e la virtù sempre sono ricompensati!
Parte Quarta.
Piaceri paterni e materni.
Nell'età matura i piaceri della tavola sono più sentiti e più ricercati, perchè quivi generalmente l'uomo laborioso riposando delle fatiche giornaliere, prova i più cari piaceri della famiglia. È infatti a tavola che il padre di famiglia si trova circondato dai suoi cari figliuoletti, e quando l'appetito non manca a nessuno, il pranzo è allegro e chiassoso, perchè in quest'ora in cui tutti sono riuniti si raccontano le cose della giornata, e generalmente l'allegria regna tra la famigliuola. Il pranzo del celibe invece è privo di tutta questa gioia sincera, anzi è il più delle volte freddo e melanconico, perchè il suo cuore non si apre alle dolcezze infinite che procurano una moglie affettuosa e dei vispi fanciulletti.
Gioia e piacere maggiore provano il padre o la madre quando ricorre il santo del loro nome, perchè i figli lor fanno a gara a preparare loro mille sorprese, che loro attesti il loro affetto e la loro riconoscenza. E questi sono piaceri vivi, che scendono soavi al cuore, e vi lasciano traccie indelebili, sono piaceri che sorpassano di lunga quelli che si gustano al teatro, a un ballo, ad un festino, sono piaceri infine che non può immaginare se non chi ha moglie ed è padre di figli amorosi ed educati.
Parte Quinta.
L'uomo prudente che desidera una vecchiaia esente da infermità deve essere in particolar modo sobrio dei piaceri dell'amore dai 40 ai 50 anni, perchè, sebbene l'uomo si trovi ancora forte e robusto, pure, essendo la perdita di fluido nerveo piuttosto copioso, così ne deriva un indebolimento muscolare, e alle volte un malessere non si ripara che col tempo e talora imperfettamente. Dalla sua nascita sino ai 40 anni le funzioni organiche dell'uomo crescono crescono, poi rimanendo un po' stazionarie, decrescono sensibilmente.
Come nelle altre età l'amore è un grato piacere, così lo è anche nell'età matura, ma il marito non ha per iscopo dell'amore il solo piacere. Esso pensa alla prole, perchè in questa età la si desidera ardentemente.
Ripeteremo dunque che l'uomo ammogliato deve essere più che mai sobrio dei piaceri d'amore, perchè questi diminuiscono le sue forze fisiche ed intellettuali, delle quali più che mai abbisogna, e perchè deve sentire il dovere di procreare figli forti e robusti, e se il suo corpo è sciupato gli esseri a cui darà la vita saranno pure deboli e gracili. Infatti è oramai provato l'ereditorietà delle qualità fisiche e morali del padre, e se quest'opera lo permettesse si potrebbero citare mille esempi a testimonianza.
Ripetiamo dunque per conclusione che coloro i quali nella giovinezza fuggono gli eccessi e i disordini, godono nella virilità maggior numero di piaceri.