Parte Prima.
Il senso dell'udito, che occupa il secondo posto, segue immediatamente quello della vista. Esso appartiene alla categoria degli organi superiori, perchè ci procura piaceri poetici e sentimentali.
Questo senso è pure importantissimo, e, direi, quasi indispensabile. È infatti per mezzo dell'udito che possiamo intendere ciò che i nostri simili ci dicono, e possiamo colla parola rispondere loro ed essere intesi. L'udito e la parola riconfermano quindi i vincoli sociali.
Per mezzo dell'udito noi conosciamo e distinguiamo i suoni, per mezzo di esso noi gustiamo i dolci canti degli uccelletti, il dolce mormorio del ruscello, il fremire del zefiro fra i rami fronzuti. È per mezzo dell'udito anche che intendiamo la graziosa voce della donna amata, e ci beiamo di questo suono melodioso e gentile che giocherella contro la membrana del nostro timpano. È per mezzo dell'udito infine che l'animo nostro si solleva e può gustare le infinite dolcezze che procura la musica.
È l'udito che ha dato origine alla musica; a misura che questo senso è più delicato tanto più è atto ad afferrare le leggiere gradazioni delle melodie vocali ed istrumentali. Ed è specialmente la voce cantata che tocca deliziosamente il nostro udito e ci procura degli ineffabili piaceri. Il canto è l'unione della melodia alla poesia, e quando esso è l'espressione fedele dei moti del core di chi canta quale essere tanto insensibile potrebbe resistere agli incanti ineffabili di quella voce? Il sordo soltanto è insensibile a tutte queste note d'amore, di gloria, di ebbrezza.