Parte Seconda.
Allucinazioni ed aberrazioni della vista.
Le cause che producono le allucinazioni possono essere fisiche o morali.
Le fisiche consistono nell'abuso delle bibite alcooliche, o di quelle che eccitano il sistema nervoso, nell'uso della digitale, dell'aconito, della belladonna, ecc.
Le morali sono più numerose, come per esempio le idee fisse, le tristi passioni che irritano il cervello, i rimorsi, l'isolamento, il timore, la speranza, ecc.; e le aberrazioni che producono solo talvolta gradevoli e piacenti, altre volte lugubri e spaventevoli apparizioni.
RACCONTI.
Giovane e pieno di dolci memorie, viaggiava in Grecia. Una sera tiepida e serena di primavera m'era sdraiato ai piedi del monte Liceo all'ombra d'un colossale platano, ed assorto come in estasi contemplava il tramonto che dava a questa regione un singolare ed incantevole aspetto. Lontano lontano la cima dei monti si confondeva coll'azzurro cielo e l'azzurra onda del golfo d'Arcadia scintillava agli ultimi bagliori del sole. I crisantemi e gli anemoni fiorivano sulle rive del fiume Ladone che scorreva ai miei piedi. Gli uccelletti dolcemente gorgheggiavano salutando il giorno morente. Ed io, sdraiato com'era, teneva fisso lo sguardo su quelle amene rive, e mi pareva d'udire il canto delle ninfe che danzavano al suono del flauto del Dio Pane. E distingueva le loro eleganti e seducenti personcine che premevano coi loro piedi il suolo in cadenza, e scorgeva le loro braccia voluttuosamente alzarsi e di quando in quando scopriva le loro forme rotondeggianti ed incantevoli, se il zeffiretto profumato solleva mollemente i loro aerei vestiti.
Ma ahimè, un sol movimento della pupilla dissipò questa dolce visione.
Tra le allucinazioni della vista è da notarsi anche questa:
Un impiegato al Ministero della guerra ogni mattina quando si destava vedeva un ragno che, girando rapidamente, s'ingrossava in maniera tale da occupare tutto il locale, quindi l'infelice era costretto ad uscire perchè gli sembrava di soffocare.
Questa allucinazione in seguito si cambiò, e lo stesso impiegato tutte le mattine si deliziava alla vista d'una stupenda colazione. Ma avvicinandosi per gustarla questa spariva e a lui non restava altro che l'appetito insoddisfatto.
Parte Terza.
Igiene della vista.
Essendo la vista il più delicato senso, così bisogna usare ogni riguardo per mantenerlo e conservarlo nella sua integrità.
La prima cura che devesi avere è la pulitezza. Gli occhi devono essere lavati con acqua fresca l'estate e con acqua leggiermente tiepida l'inverno, e ciò basta per levare le impurità che le glandole lagrimali e sebacee che hanno deposto sui contorni dell'occhio. Se l'occhio fosse un po' irritato bisogna lavarlo con acqua ove siavi qualche goccia di astringente.
Bisogna evitare, per conservare l'integrità della vista, il fumo, la polvere, i colpi, le cadute, la luce viva, l'oscurità profonda. È di grave danno un assiduo lavoro al lume della candela, perchè la fiamma oscillando obbliga incessantemente l'occhio a mutar centro. È di danno alla vista una fiamma biancastra, meno una rossa. Si cercherà di non passare mai da una viva luce ad uva profonda oscurità e viceversa.
Un consiglio utile ai giovani è questo: di non portar occhiali se non per un imperioso bisogno, perchè questi indeboliscono la vista.
Si avrà altresì cura di non esporsi alle intemperie a capo scoperto, e di non bagnarsi il cranio quando la pelle di esso è in traspirazione, perchè può risultar danno alla vista, all'udito e ai denti. Dunque che il lettore segui queste norme se vuol conservare sano questo indispensabile senso.