Prima vecchiaia, sue distrazioni e suoi piaceri.

Anche la prima vecchiaia che, come abbiamo già detto, corre dai 60 ai 70 anni, può offrire i suoi piaceri e le sue distrazioni. Il vecchio che è arrivato a questa età senza aver abusato delle cose mondane, senza essere in preda a dolori e ad afflizioni morali, e che si trova in condizioni agiate, può condurre una vita abbastanza felice, accontentandosi del proprio stato, e cercando le distrazioni proprie alla sua età.

Questa per chi ha lavorato per tutta la vita è un'epoca di riposo, è un'epoca nella quale, non essendo più soggetto agli usi del mondo, può condurre una vita indipendente e gustare la sua libertà.

Questa età riesce più ricca di distrazioni per colui che ha avuto la fortuna d'istruirsi. Infatti quale migliore distrazione della conversazione per un vecchio? Quale maggior passatempo di discutere su mille cose tra parenti e amici?

La conversazione in generale è piacevole pel vecchio, perchè egli ama riandare coi suoi amici d'infanzia sulle cose passate, sugli avvenimenti, sulle peripezie comuni della giovinezza; ed ora che si è divenuti più riflessivi, si considerano attentamente le scapate giovanili, e se ne cavano utili avvertimenti per la gioventù nascente.

Anche la lettura offre un gradevole passatempo pel vecchio istruito, perchè non solo trova diletto nella lettura dei giornali, ma anche nelle produzioni letterarie rinomate, e si compiace di vedere i progressi nelle arti e nelle scienze. In questa età si apprezzano quei lavori classici che da giovani si trascuravano, e si leggono e si analizzano con piacere.

Ma il più dolce piacere che il vecchio possa provare si è quello del far del bene. E per far ciò non occorrono le ricchezze; un consiglio, un saggio avvertimento, una correzione a tempo possono apportare più utili frutti che una manciata d'oro. Il far del bene non consiste solo, come molti lo credono, di distribuire elemosine quà e là dove la miseria fa strage; vi sono infelici che muoiono di fame piuttosto che abbassarsi a domandar l'elemosina. Il vecchio che ama di vedersi venerato e amato da tutti deve andare egli stesso a visitare gli ammalati, a soccorrere i poverelli; in persona deve penetrare nei più oscuri bugigattoli, incoraggiare il misero, procurargli un utile lavoro, asciugare le lagrime agli orfanelli. Egli deve cercare di mantenere la pace ovunque egli possa, egli deve avviare i giovani sulla retta strada del buono, del bello, del vero; egli deve cercare di lenire i dolori, calmare gli affanni! Egli insomma deve mettere la sua esperienza a profitto di quei poverelli che si trovano in condizioni d'abbisognarne. Così facendo egli sarà da tutti benedetto, i suoi protetti e i suoi beneficati pregheranno per lui l'Ente Supremo. La sua vita trascorrerà lieta e serena, l'orizzonte sempre azzurro gli arriderà sempre, non una nube offuscherà il suo avvenire e camminerà verso la tomba su un allegro cammino coperto di fiori. La sua coscienza sarà pura e tranquilla, un'interna soddisfazione lo renderà contento perchè tutti lo mostreranno a dito, come il benefattore dei poveri, il consolatore degli afflitti. E quando Iddio lo chiamerà a sè, egli morrà rimpianto da tutti i suoi protetti, che rimanderanno il suo nome ai posteri a eterna memoria della loro sincera gratitudine e riconoscenza.