Rapporti tra le quattro parti del giorno e le quattro stagioni.—Loro influenza sull'economia umana.

Il giorno è indicato dalla natura per occuparsi dei propri affari, per lavorare e anche per godersi qualche divertimento.

La notte fu creata per riposare, per riparare, mediante il sonno, alle perdite della giornata. Chi inverte queste leggi di natura si troverà a suo tempo pentito.

E pur troppo nell'alta società si fa giorno della notte e viceversa. La vita passata nei teatri, nei caffè, nei clubs, attrae questi signori, ma li rovina e li rende gracili ed insani. Guardate le contadine che si levano e si coricano col sole. Quantunque il loro viso sia abbronzito, pure presentano i colori di una ferrea e vigorosa salute!

Il Mattino.

Il mattino corrisponde alla primavera e alla gioventù dell'uomo.

La parte migliore del giorno è il mattino quando il sole non ancora visibile sull'orizzonte, manda avanti a sè i suoi raggi di fuoco che indorano e fanno brillare pari a gemme le terse goccie di rugiada che coronano i petali dei fiori, quando gli uccelletti appena svegli ringraziano col loro allegro cinguettio il sole nascente, il padre della vita! Quanta gioia, quanta felicità si prova assistendo alla levata del sole in un calmo mattino di primavera! Appena che i suoi benefici raggi inondano l'atmosfera i contadini escono giulivi dalle loro case per avviarsi al lavoro. Dovunque la vita circola e si manifesta, noi ci sentiamo più spigliati, più vigorosi; è nel mattino che le nostre facoltà intellettuali funzionano con maggior facilità ed energia. È per questo che i letterati, i poeti e gli artisti stanno occupati più nella mattina che nel resto della giornata.

Inoltre pei divertimenti campestri si sceglie sempre la mattina. Chi non ama questi sollazzi? A chi non piace quando si è in una compagnia allegra e piacevole andare in un ameno boschetto, sulla riva d'un ruscello e fare una colazione resa saporitissima dall'appetito che sviluppa l'aria del mattino?

I medici hanno anche osservato che il maggior numero di miglioramenti nelle malattie avvengono nella mattina, perchè in questa fase del giorno tutto concorre per allietare l'anima ed il corpo.

Il Mezzogiorno.

Il mezzodì corrisponde all'estate e all'età matura nell'uomo.

Nell'estate e nel mezzodì i raggi solari hanno acquistato tutta la loro forza, i lavoranti in quest'ora di massimo calore cercano l'ombra e il riposo per rivigorire le stanche loro membra.

Così l'uomo maturo che ha gustato tutti i piaceri della giovinezza e che durante questa epoca si è procurato coll'assiduo lavoro uno stato discreto, può gustare tranquillo e contento i piaceri e le pure gioie della famiglia, godendo unitamente a questi un poco di riposo e di tranquillità.

Un altro rapporto che esiste è il seguente: come nell'estate, così nelle calde ore del mezzodì maggiormente si esercita l'azione morbifica e particolarmente sullo stomaco, sul fegato e sugli intestini. È perciò che l'igiene prescrive l'esclusione di certi alimenti che possono essere funesti. E siccome l'età matura è un'età di riposo, così bisogna gustare con grande moderazione quei piaceri che affievoliscono e rendono inerte l'individuo.

La Sera.

La sera corrisponde all'autunno e all'età del declino.

Come la sera fa cessare i lavori, sospende tutte le occupazioni, così l'età del declino domanda l'assoluto riposo, perchè nelle età precedenti si è a sufficienza lavorato e goduto.

La sera come l'autunno e l'età del declino è triste e melanconica.

Infatti, sebbene l'autunno presenti le sue belle giornate, pure la natura morente non può ispirare allegria. E in questa stagione che gli alberi si spogliano delle loro verdi fronde; è in questa stagione che i fiori scompaiono, che le praterie ingialliscono, che le pioggie ingrossano i torrenti, è in questa stagione infine che la natura muore!

In tal modo cammina la vita umana che dall'età del declino entra nella vecchiaia.

Come l'età del declino, così l'autunno è fertile in malattie; si raccomenderà quindi la prudente sobrietà ai vecchi e l'astinenza degli abusi di quei frutti che prodiga l'autunno.

Il rapporto che esiste è dunque spiccante. Tutti e tre offrono un vago indefinibile che si avvicina alla tristezza.

La Notte.

La notte corrisponde all'inverno ed alla decrepitezza.

La notte deve intieramente dedicarsi al riposo, poichè non solo gli animali dormono la notte, ma anche un gran numero di vegetali, poichè per essi il sonno è di assoluta necessità.

In primavera le notti sono spesso stellate e fredde; in estate ora tiepide, limpide, ora calde tempestose; in autunno sono umide e malsane; in inverno gelide.

A seconda delle stagioni il sonno è dolce, piacevole; grave ed interrotto; profondo o leggiero a seconda dell'atmosfera; lungo e intenso.

Si può dire che la durata del sonno è a seconda delle perdite fatte nella giornata. Mille volte infelici quegli ammalati che la notte non possono godere del sonno placido e riparatore, perchè sono molestati da crudeli dolori!

Ecco così esaminate le diverse parti del giorno, le stagioni e le età dell'uomo, ed accennato al rapporto che havvi tra loro.

Terminerò il capitolo raccomandando di non invertire le leggi naturali facendo come i ricchi notte del giorno e del giorno notte, perchè immenso è il danno che ne deriva.