SCENA I.

Luigi (Entra per la finestra con precauzione) ...... Dieci e mezza! — Sono venuto a tempo. Quel birbo di giardiniere non si stancava di starsene fuori. — È una vera notte di gennaio; fa un freddo indiavolato (guarda verso gli altri appartamenti).... La marchesa non tarderà a venire, e qui bisogna studiare un modo per farsi vedere senza spaventarla — mi nasconderò dietro ad una cortina, eppoi.... no, non c’è grazia in questa trovata (pensa). Ah! eccola. — Le scriverò un biglietto (straccia un foglietto dal porta memorie e scrive col lapis)... posiamolo qui (sul tavolino da notte)... accanto a questo libro (apre il libro). L’Aminta... ecco per esempio un libro che è quasi una rivelazione!... Aminta, un povero diavolo d’innamorato che perde il senno per una smorfiosa pastorella... ci sono dei segni in questi versi. — Una donna che prediliga il Tasso dovrebbe essere espansiva.

Diamo un’occhiata al campo. — Quando verrà la marchesa io sarò là sul balcone. — Dio! mi vien freddo al solo pensarvi; gela del più buono. — Questa porta mette nelle altre camere, e non c’è altra uscita. — Ecco una camera onesta; anche la morale c’entra un poco nelle costruzioni... ma intanto se si trattasse di scappare sarei fritto. — Viene qualcuno... è lei! (va sul balcone e chiude).