SCENA I
Filocrate, ritornato di Spagna, piú che mai nel suo amore acceso, per entrare in casa di Lúcia e non esser cognosciuto, viene in abito di pelegrino dimandando limosina in lingua spagnuola; ed è a la fine da la madre accettato in una corte come pover'uomo: ove, con Demofilo socero di Calonide, entra ne le lodi de l'imperatore e di piú principi.
FILOCRATE ritornato pelegrino, FRONESIA, CALONIDE, DEMOFILO vecchio.
FILOCRATE. Ai de mi! O personas de bien, aiudadme con limosna. O quien hallasse alguna alma tan devota la qual oviesse piedad d'este pobre peregrin, maldispuesto, que a llegado a estos dias del sepulcro! O muger de bien, llamadme un po a vuestra señora; que io me muero de necessidad, por que pasa de ocho dias que io camino con la fiebre.
FRONESIA. Oh che fastidio! Ti s'è pur fatto giá due volte o tre limosina. Ma siete certe genti che vi fermate a la prima in un luogo e pensate ivi, senza andare attorno, aver le spese. Bisogna, fratello, andar cercando come fanno gli altri. Non hai detto che chiami mia madonna?
FILOCRATE. A sí: llamadme a vuestra señora.
FRONESIA. Questo fia poco.
FILOCRATE. O triste de quien es pobre! porque ia en estos tiempos no se halla quien bien aga. O dichoso si una vez muriesse! A lo menos holgaria por salir de tanta pena.
CALONIDE. Che vuol quel peregrin?
FRONESIA. Parlerai seco.
FILOCRATE. Solo me bastaria estare allá en cubierto: porque, no solo estoi muriendo, mas aun aeste aire me acaba la vida y haze que me consume.
CALONIDE. E che vuoi tu, pover'uomo? Siam poveri ancor noi, come tu vedi, e di quel poco di ben che si fa ti si fa parte. Se non foste tanti, ne verria piú per un.
FILOCRATE. Solo, señora, queria una merced: que me dexasses estar allá debaxo a quel portal, porque soi cierto que, estando allí una noche, acostado en quella paia, resucitaré sin dubda; que estoi mas que muerto del trabaio.
CALONIDE. Entrar lá dentro?
FILOCRATE. No deseo otra cosa.
CALONIDE. Oh poverino! Che cosa è questa vita! Il mio fratello, questo non posso far; ché dal messere ho commission di non lasciare entrare in casa alcuno, per questi sospetti di peste che sono or per tutto il mondo. Uno spedale è qui vicino.
FILOCRATE. O Dios del cielo! que bien sé io do he stado y quam limpio soi de sospecha; porque el mal no es otra cosa que fiebre iuntamente con las passiones y tan longas fatiguas.
FRONESIA. Potria dire cosí, tre dí, che non lo intenderei se non per discrezione.
CALONIDE. Io non saprei giá parlar come lor; ma diria poche cose che non l'intenda perché, inanzi che Lúcia fosse grande, n'ha Demofilo sempre tenuto in casa di scolari quasi tutti spagnuoli.
FILOCRATE. Mi señora,
tiengo a vos sola de ablar dos palabras.
CALONIDE. Tiratevi da canto. Volentieri.
Di' 'l tuo bisogno.
FILOCRATE. Io soi bien nascido y en buena ciubdad y de mui noble familla; y, por haver prometido d'ir al Sepulchro, soi venido a este fin y malaventura. Y, estando a sí, alende de otras passiones, es otra mui maior; que tiengo a qui cientos ducados, sin algunas ioias. No sé come hazer porque no me mate algun ladrone, estando a si a dormir de fuera: por lo qual, cara señora, solo por esta noche, os suplico que me dexeis entrar; que, a la mañana, io me iré. Y, porque he oido dezir de vuestra mucha bondad, he osado descobrir a vos todos mis secretos confiando de vos.
CALONIDE. Puoi ben fidarti. Orsú! Entra in casa. Ed io vado a Demofilo a pregarlo che voglia esser contento, tanto che ti riabbi d'esto male, che ti stia qui.
FRONESIA. In vero, m'ha ben cera d'uomo da bene: me ne crepa il cuore. Tristo a quel che si truova in tal disgrazie sbandonato da tutti! Cosí suole far la fortuna: nulla è, in questo mondo, di fermo che 'l ben far. Par che simigli una persona e non saprei dir chi. Ecco 'l messer.
DEMOFILO. Donde sei, peregrino?
FILOCRATE. Soi spañol y natural de Cordova, muy buena patria, y tan bien de buena familla. Aora soi en vuestras manos. De gracia, havedmi compassion.
DEMOFILO. Appunto. Non ti pigliar fastidio, ché potrai star qui per fin che tu sia ben sanato; e farò governarti da fratello. Ma ben m'incresce non poter tenerti come vorrei perché, in fin che non passa bene il sospetto, non ci veggio modo d'accettarti sú in casa.
FILOCRATE. Soi contiento
con eso. Non quiero otra cosa.
Dios os pague el gualardon.
DEMOFILO. Sapresti darmi nuova d'un signor Fabio Negri di Valenza?
FILOCRATE. En verdad no le cognosco.
DEMOFILO. Che si fa in quelle bande? che si dice di nuovo?
FILOCRATE. Quando io me partí da quellas partes, se hazian grandes allegrias y fiestas y triumphos; porque havian nuevas de la tornada muy felice de Su cesarea Maiestad (y esto por toda Spagna). La qual es tan de- seada que cada ora les parece mas de un año. Y en special la emperatriz que tan cortés a havido el cielo ne las dotes de la anima quanto de la fortuna. Y asimismo se aderecavan iustas y torneos para quando aia llegado con tanta gloria y vencimiento.
DEMOFILO. Ai tempi nostri non si ricorda che, da Adamo in qua, sia nato alcun dal ciel piú largamente dotato e favorito e sovr'ogni altro fatto felice; non cavando alcuni passati imperatori o capitani. Che se la nostra etá fosse sí ornata di scrittor degni come fu l'antica, non si ricorderebbe piú, in esempio dei piú famosi e illustri semidei, Augusti, Arsacidi o Iustiniani: ché la fama maggior di Carlo quinto, come fa 'l sol con le minori stelle, offuscherebbe i loro accesi lumi.
FILOCRATE. Ciertamente sus grandes vitorias y empresas honrosas y magnanimos hechos muy felices dexaran tal fama de Su alta Maiestad que, sin scrittores o poetas, haran que su nombre siempre viva, sin falta alguna, despues de mil mondos. Y specialmente por esta vitoria que a avido en Ungaria contra el Turco; la qual a seido nuestra redemption y fortification y esaltation y aumento de la nuestra santa y catholica fé. Donde el vuestro marques del Vasto, de Su Maiestad capitan diño, con illustres obras a ganado tal nombre que qualquiere gentilhombre parece desear non menos de seguir la gherra por militar vascio al dominio de tan generoso señor; que el desea la eterna gloria y accrecientamiento de las vitorias a lo emperador su rey señor. Dichosa edad nuestra, que de tan glorioso emperador sta governada y tan bien regida!
DEMOFILO. Felice è certo questa nostra etade quanto altra mai ne fu, quanto ne fia dopo i dí nostri: poi che 'l ciel l'onora d'un pontefice tal che l'alta sede non manco adorna e imperla e ingemma e inostra, con le rare eccellenze e con la fama de l'opre chiare, ch'ella il suo bel nome rischiari e 'l renda a le future genti colmo di gloria e d'immortali onori. Il cui chiaro valor, se tanto vivo che giunga a la vecchiezza, spero ancora veder rinovellar (come d'alloro esce ramo piú vivo) in due gran piante. Ippolito fia l'un, giá adorno e carco di fama tal che l'Indo e le Colonne passa colma d'onor, dal tempo sciolta. Il qual vedrem, cinto di perle e d'oro e verdi fronde, anzi che cangi il pelo, giungere in cima a l'onorato calle per l'istesso sentieri onde ora sale; e fare al gran valor forse secondi i patri onori; e, come vivo sole, dar lume a questo e quell'altro emispero con sí soave raggio che si eterni la primavera: a che pensando, parmi veder tornata giá l'etá de l'oro. L'altro, Alessandro; che al valore antico del grande antecessore, ne' verdi anni, succede sí che par giá che sostiene ogni speranza che ha 'l Tosco e il Latino. Taccio or del gran legnaggio piú ministri i quai, se avesse aúto ai primi tempi Roma, via piú d'onor l'ariano ornata che né Fabrizio né Caton né Scipio: il gran Salviati, un Tomaso, un Francesco; un di prudenza, un di bontade esempio e l'altro di giustizia, il Guicciardino; il qual la terra nostra or teme ed ama. Ei ben si può dar vanto d'esser nato per governar provincie, imperii e regni: di che, non sol s'allegra l'Arno e Ibero, ma tutto quello che la santa Chiesa onora ed ama; onde confuso trema, sotto il nome Clemente di pastore, non manco che giá fesse il fiero artiglio del Lion valoroso, ogni gran fiera ed ogni lupo al bel gregge nimico.
FILOCRATE. Esta fama se a adquirido nuestro muy Santo Padre, en todo el mondo, con muchas pias y buenas obras; la qual durará tanto quanto del tiempo el movimento. O quanto deve olgarse todo el mondo! que con tanto amor, aora ultimamente, y entera fé an firmado ambos y fortificado los fondamentos de la eterna paz; que no solo seran siempre unidos mas tomas una vida y una alma: porque, al fin de todo, su unidad es asimismo de todo el mondo y de nuestra santa fé.
DEMOFILO. Gli è certo: ché sempre, uniti i capi de le cose, stanno unite anche lor; tanto piú quelle che da quelle son rette e governate come è 'l mondo da lor. Portali cena; ché passa il tempo, cosí, ragionando, che non si vede.