SCENA II

Fronesia, parlando con Lúcia, dimostra averle giá contato quel che pensò cercando Filocrate; e di nuovo gne le narra; e, messole in disgrazia Filocrate, le mostra che fece male a dir villania a la roffiana e le persuade che, per l'avenire, la tenga amica.

FRONESIA, LÚCIA.

FRONESIA. Non l'avresti mai pensato che ti avesse in questo modo lasciata. O parti che questo sia amore, a l'incontro di quel che porti a lui? Ve' come v'ingannate a creder tanto a chi vi fa buon viso! ché non fanno profession d'altro che di darne ciance e di tenerci in berta.

LÚCIA. Non si puote con lor cognoscer tanto. Ma vedrai ch'io vo', per l'avenir, mutar costume e fuggirgli da lunge: perché, poi, non si può far di non prestargli fede o in tutto o in parte; tanto piú che quello che noi vorremmo crediam facilmente. Ma dimmi brevemente un'altra volta come facesti.

FRONESIA. Ti par duro a crederlo? Dico che giá l'avea cercato alquanto quando intervenni esser fuor di Bologna duo miglia. Ed io v'andai; ma, quando giunsi appresso al luogo, ch'era una capanna, mi venne incontra, forte borbotando. E, quando mi cognobbe, a presti passi tornava a dietro. Ed io forte 'l pregai che si fermasse, ché da parte tua li voleva parlare: onde si volse e disse tutto quel che giá t'ho detto, con arroganza; e, in presenza d'alcuni, ci minacciava.

LÚCIA. Ti prometto certo che m'è sí uscito de la fantasia che non li son mai piú per voler bene, se vivessi mill'anni.

FRONESIA. Hai da sapere che è ben gran tempo che la sua natura ho cognosciuto e forse l'avrei detto inanzi che ora; ma ti li vedeva troppo inclinata.

LÚCIA. Ora, per l'avenire, forse li sarò manco.

FRONESIA. Oh! Mi facesti il gran dispetto, ier, quando gridasti con quella vecchia che trovasti meco: non per altro se non che son poi genti c'han pratiche infinite e dicon sempre de' fatti d'altri; e d'una cosa tale si laverá la bocca in mille luoghi. Ed a te non stan ben sí fatti nomi, perché sai quel che importa: tanto piú, avendoti ora forse a maritare ad altri che a Filocrate.

LÚCIA. E chi è quella?
Ha la cattiva cera.

FRONESIA. Non guardare a quello: ché, se poi la cognoscessi, avresti caro che ti fosse amica; ché ha poche pari.

LÚCIA. E in che?

FRONESIA. Prima, ella cuce e fa de le suoi man quello che vuole. Fa poi profumi rari e d'ogni sorte acque e belletti. Ed ha mille secreti che vagliono a l'amore; che, se avessi, inanzi questo, aúto la sua pratica, ti avria saputo dir se pure in vero questi t'amava. Ed io, per questo solo, desiderava che pigliassi seco pratica, perché poi potresti avere da lei quel che volessi. Ma sei donna troppo di tuo cervello.

LÚCIA. Me ne incresce, a fé, d'averlo fatto; ma non puoti lasciarla dir, quando la vidi entrare in certe ciance.

FRONESIA. Non si vorria mai rompersi con altrui cosí a la prima, senza ascoltar ragion. Se non volevi sentir parlar di quel giovin, che disse volerti tanto ben, ma non devevi dirnele sí con ira; ché, se forse lo cognoscessi, ancor non ti parrebbe uom da farsene beffe; ch'egli è pure (anco che tu non vogli), in ogni cosa, altr'uomo che Filocrate.

LÚCIA. Io lo so.

FRONESIA. Parti che bisognasse usare, adunque, simil parole seco?

LÚCIA. A me sta male dare audienza a tutte queste cose, se non con quegli che m'avesser poi a tôr per moglie.

FRONESIA. Se tu avessi fatto miglior cera a costui, che sai che, al fine, non ti sposasse? Parriati star bene? Poco cervello! Come ti governi, cosí ti troverai. Segui colui ch'è venuto or villano in ogni cosa lá dove prima fu sol di costumi! Questi, ch'è giovan, bello, ricco e nobile e cosí ti vuol ben…

LÚCIA. Che ne sai tu, che ne parli cosí?

FRONESIA. Passo ogni giorno quasi dal suo palazzo e bene spesso vado sú da la madre. E, per tuo amore, sempre mi viene in contra e mi saluta e fa carezze. Ed ivi di continovo usa colei; che avrá forse giá detto di quella subbitezza.

LÚCIA. E questo pensi che l'avrá detto a lui?

FRONESIA. Forse che sí. Ma, quando ne li avesse ancora detto, farem cosí. Direm che eri adirata con la madonna, se ci torna piú; perché l'ho giá piú volte detto che eri cosí gentile. E tu, per l'avenire, non ti portar cosí perché daresti un nome attorno d'essere un gallaccio, un'altieraccia: come san poi dire, ché aggiungon sempre.

LÚCIA. È stato buon che m'abbi fatta avertita, ché, per l'avenire, ci avrò piú cura; perché veggio anch'io che non sta bene.