ALLA MEMORIA

DI NULLO E DI ZASIO
EROI

La seguente lettera del compianto nostro concittadino Carlo Cattaneo ci venne gentilmente favorita dal dottor Agostino Bertani, che egli tolse da un copioso e interessante epistolario dell'illustre uomo, che speriamo tra non molto di veder pubblicato.

L'EDITORE.

AD ALBERTO MARIO SALÒ.

22 giugno 1866.

Mio caro amico,

Aveva letto avidamente il tuo libro La Camicia Rossa. Ieri ebbi il tuo indirizzo e me ne valgo.

Il tragitto del Faro e le notti d'Aspromonte e di Castel Petroso mi hanno fatto correre i brividi nelle ossa.

Ma, poichè fosti testimonio di vista anche al Volturno, dovevi aver fatto un capitolo di più. Per le tante favole d'allora la battaglia del 1.º e del 2.º ottobre è sempre un indovinello.

Hai la fortuna inaspettata, che a forza di tardare, il tuo libro arrivò in un accesso di pubblica simpatia.

Nell'Addio quel Benone! mi parve una delle più belle righe di
Tacito.

—E siamo da capo. Tuttavia, mi par meglio che voi, non ostante tutto, non siate mancati nemmeno questa volta¹, e non manchiate mai. S'alleva un'altra generazione; si fonda una tradizione indistruttibile: L'Italia armata, l'Italia libera.

I miei saluti e quelli di Anna alla tua Jessie. Spero rivedervi contenti di voi stessi.

L'amico tuo
CARLO CATTANEO.

¹ Il Cattaneo allude alla guerra del Sessantasei.