XXI.
Quando si ritrovarono di nuovo sullo spiazzo dinanzi all'attico pronao, Almerico sostò e chiese:
— Che pensate, amici, della morte del Seborga?
Silenzio: i due curvarono il capo.
— Dunque: il mio sospetto.
Luca Lascaris parlò:
— Sospetto è vaga parola ed è accusa grave. Il Seborga partì con Emanuele Embriaco della cui onestà posso rispondere.....
— Sono davvero i tempi in cui si può rispondere della onestà di qualcuno! — mormorò sordamente l'Altariva.
Il Conte s'impennò:
— Camillo, vi prego di ricordarvi che l'Embriaco venne a me con una lettera della cui verità nessuno ha il diritto di dubitare me vivente e sano. Emanuele Embriaco è fuoruscito....
— Bandito.
— .... sia pure, bandito genovese: titolo di stima per noi che combattiamo per il Re. Venne con soldati regolari e con vassalli del marchese di Spigno. Si rifugiò nel mio castello.....
— Per iscampare dal Grimaldi e dal Borzone.
— .... potrei rispondervi che era munito di tal lettera che gli dava pieno diritto alla mia ospitalità. E se pur venne per iscampare dal Grimaldi e dal Borzone lo fece nella sua qualità di fuoruscito.... o bandito se meglio vi piace. Da allora però seguì la nostra fortuna fedelmente. Vi faccio anche notare che ieri a notte chi divise i drappelli fu il Seborga che mi diede lo scudiere dell'Embriaco e s'unì alla scorta del Conte....
Almerico di Nervia intervenne.
— Lascaris, non accuso dicendo che sospetto.... come del resto voi due sospettate: Camillo.....
— .... fin dal primo momento.
— .... e voi Luca nell'interno del cuore, a malgrado le ragioni che accumulate. Può darsi che nella notte buia sia sdrucciolato un piede al vecchio Seborga, benchè a giudizio di chi l'ha raccolto sia stato rinvenuto proprio nel fondo senza che l'erba e le piante del precipizio presentino traccia alcuna del passaggio. E chi pone un piede in fallo s'aggrappa, lotta, urla, chiede aiuto. Come non l'hanno udito? Pur tuttavia non accuso, no, sospetto.. Abbiamo per buona ventura di che fortificare o dissipare il nostro sospetto. Abbiamo i due scudieri di Emanuele Embriaco, l'uno rimasto con me, l'altro....
— Venuto e tornato meco.
— Precisamente. Sapremo da quei due la verità. Sono all'accampamento: mando un ordine per farli qui proseguire.
— Bada, — fece osservare l'Altariva — bada a quello che fai. Ho più d'una volta osservato i due scherani: l'uno è grossolano soldato, un reitro del buon tempo antico, e non lo credo al corrente dei fatti e pensamenti del suo padrone. L'altro, quello che vi seguì, Luca, è volpe fina, astuto come un chierico: non ne caverete nulla.
Il Nervia sorrise:
— O con l'oro o con la tortura parlerà.
— Possibile: tentar non nuoce.
In quella ululò la conchiglia. Ma contemporaneamente il verso della civetta si fece sentire tre volte a eguali intervalli: poi le frasche fuor del muro di cinta stormirono, agitate con violenza come da persona che vi si intromettesse. L'Altariva e il Lascaris avevano per istinto messo mano alle armi: il Nervia era invece rimasto tranquillo.
— Non v'esaltate: qualcuno dei miei.
L'edera della breccia venne sollevata dall'esterno e apparve un montanaro per nulla dissimile dagli altri del Nervia.
— Sei tu, Becco-in-croce? Che notizie porti?
E prima che l'altro parlasse, rivolto ai due gentiluomini, Almerico proseguì:
— Probabilmente nulla d'importante: è la sentinella che sorveglia la spiaggia. Notizie della città.
Rivolto al nuovo venuto gli diè licenza:
— Parla, Becco-in-croce!
L'uomo parlò:
— Vostra Eccellenza.... questa mattina... il gentiluomo che abita con sua Eccellenza il Conte — mostrò Luca — si è imbarcato con un altro gentiluomo e una gentildonna e un servo.
I tre si guardarono sbalorditi.
— Fiorina! — esclamò il Lascaris.
Un cenno: il Nervia interrogò:
— Non hai sbagliato, Becco-in-croce? Hai proprio riconosciuto il gentiluomo che è ospite del Conte Lascaris?
— Sì, Vostra Eccellenza.
— Com'erano i suoi compagni?
— Un gentiluomo d'età, col viso che pareva una pera martina secca, e una barbetta quasi bianca....
— Ibleto di Spigno!
— .... e una gentildonna giovane e bella, che vestita da uomo pareva un ragazzo.....
— Bionda?
Becco-in-croce pensò un poco: poi trionfalmente:
— Sì, Vostra Eccellenza!
— Fiorina! È Fiorina, non c'è più dubbio!
— Luca!
Ancora fuor di sè il Lascaris si voltò a scudisciare una pianta.
— Si sono imbarcati, Becco-in-croce?
— Sì, Vostra Eccellenza.
— Verso?
— Verso Latte, Vostra Eccellenza, ma doppiando la foce al largo d'un miglio almeno.
— A che ora presso a poco?
— Tre ore di giorno almeno, Vostra Eccellenza, ed anche quattro.
— E soltanto adesso vieni a riferirlo?
Becco-in-croce non parve intimidito.
— Vostra Eccellenza mi perdoni, ma come potevo immaginare che Vostra Eccellenza fosse al castello?
— E da chi l'hai saputo?
— L'ho saputo all'accampamento, Vostra Eccellenza!
— Vieni dunque di là?
— Sì, Vostra Eccellenza.
Il Nervia riflettè un momento, poi chiese consiglio.
— La posta al bivio di Apricale non ha più ragion d'essere da poi che gli Spigno sono passati a nostra insaputa e ne ha beneficato il conte Embriaco....
Luca flagellò con raddoppiato vigore l'albero.
— .... nulla più ci trattiene lassù: che ne direste d'uno spostamento di campo?
— Dove? — domandò l'Altariva.
Senza rispondere alla domanda il Nervia ripetè:
— Spostiamo dunque l'accampamento?
— Spostiamolo, per tutti i diavoli! — urlò Luca.
Camillo annuì.
— Becco-in-croce — comandò il Luca — ritorna al campo e dà ordine che si levino le tende e che si discenda e si passi il gao, a metà strada fra Dolceacqua e Camporosso. Noi vi saremo e la conchiglia del Bagato indicherà il punto preciso. Va Becco-in-croce e porta l'ordine mio.
Il montanaro s'inchinò e ripassò la breccia.
— Ed ora a noi. Il mio sospetto, Luca, aveva ragione d'essere secondo quanto abbiamo udito. L'Embriaco si liberò violentemente del mio povero Seborga.
— Ma gli Spigno?
— Ibleto ha sempre fornicato con i francesi: lo sappiamo tutti. Credo che a quest'ora sbarcati a Latte e in istrada per Nizza, o per mare tuttavia, si riducano al campo dei sanculotti sul Varo.
— E Fiorina?
— Di buono o di malgrado li segue.
Luca Lascaris alzò le pugna al cielo.
— Voi mi sembrate un ragazzo imbelle, Conte, un ragazzo imbelle al quale abbiano furato il giocattolo. Siate uomo, per nostra signora di Lampedusa! Verrà la nostra volta, e vinceremo la nostra posta. Per intanto vi apro intero il cor mio: sono stanco di questa vita raminga e inutile. Rivedere il mio castello dopo sì lungo tempo mi ha rimessi in cuore i germi della nostalgia. Liberiamoci, prendiamo una decisione, scegliamo un nemico. Siamo qui esitanti fra Genova e la Francia: pretendiamo tenerle in ballo tutte e due. Grave errore. Facciamo onor stragrande alla Serenissima, che fa paura o meglio vuol far paura con le mani vuote. Vi offro una via d'uscita: giriamo le Maure, usciamo dopo Roverino, per il Bevera, piombiamo sui predoni di Sant'Antonio, e appena li avremo liquidati assalteremo la città isolando il fortino del Borzone. Ventimiglia non ha che un Governatore di figura e pochi uomini di parata dei quali verremo presto a fine. Riprenderemo poi la guerriglia con una difesa come la città, il forte ed il vostro Castello, Conte Lascaris. I Francesi non passeranno o gireranno da Saorgio. Guadagneremo tempo ad ogni modo, che ve ne pare?
Camillo Altariva prese la parola.
— Il tuo piano, Almerico, è buono come linea generale: ma i particolari verranno. Per intanto l'approvo fino all'assalto dei predoni di Sant'Antonio.
— Io tutto approvo — esclamò Luca Lascaris, — purchè ci si muova e non si resti qui neghittosi. Ho bisogno di far del male a qualcuno.
— Ne avrete presto l'occasione, conte. Quando ci congiungeremo con la mia truppa troveremo i due scherani dell'ospite vostro: se mi permetterò d'interrogarli io stesso, per la memoria invendicata del mio povero Seborga, li consegnerò poi dopo alla vostra giustizia, chè vi appartengono.
— Vi ringrazio, Almerico!
Ma il progetto del Nervia non potè avere esecuzione. A metà strada fra Dolceacqua e Camporosso attendeva bensì la truppa del Nervia, ma il Ricciuto e Bracciodiferro non ne facevano parte. S'erano allontanati con gli uomini che comandavano, subito appena apparso Becco-in-croce, e conosciuto che ebbero la nuova direzione dell'Embriaco, pretendendo il Ricciuto d'aver ordini tassativi in proposito.
— Non importa — osservò il Nervia — ignorano il nostro piano e quindi non ci sarà allarme: del resto potremo raggiungerli: non perdiamo tempo!