CURIOSITÀ
Dove mel credi, o bionda indifferente,
il tentator mistero che ti affascina;
nel cuore o nella mente?
nella faccia o nell'anima?
Come il riso del tuo occhio sereno
e l'oro caldo dei capelli morbidi,
bianca come il tuo seno
ti fu la vita inconscia.
Musica e fiori, eterna primavera,
continuo oblio di un continuo bacio,
la mattina e la sera
confuse nel crepuscolo
di un solo amor come profumo solo
di un vario mazzo: sempre fiori e musica,
api e farfalle a stuolo,
oblii, capricci e gioie.
Ed or curiosa sul mio bruno viso,
inchina coi lunghi ricci l'interroghi,
lo sguardo ed il sorriso
tentando colla ingenua
ansia del cuore che la vita ignora.
Non vi badar, se quando l'occhio umido
ti accarezza e t'implora,
improvviso mi striscii
un ghigno sulla bocca. All'alte vette
delle montagne inabitate mesconsi
nubi, aquila, saette,
fior sulla neve, mobili
scheggie di sole, turbini dementi,
bianchi silenzi ed ululanti dialoghi...
guardan raro le genti
giù dalla valle e fremono.
Ama sempre, fanciulla — il tentatore
mister non dimandar che in me ti affascina,
non origliarmi al cuore,
non m'obliarti in faccia.
Musica e fiori, eterna primavera,
baci odorosi, ebbrezze mute, spasimi,
capricci di pantera,
canti di balli scenici...
Ecco l'amore, o bionda indifferente:
ama scherzando coll'oblio nell'animo —
forse il mister ti mente
un poeta maniaco.
Bologna Aprile 1878.