I.

Da Gressoney (1310 metri).

Ti scrivo dalla più simpatica cameretta che sì possa abitare. Pareti di larice rosso, un gran lettone, per tappeti delle pelli di camoscio, nel catino un'acqua ghiacciata, e dalla finestretta qual vista! Compererei questa cameretta, per non so quante mila lire, a patto di starci tanti anni, senza un pensiero, senza un rumore fastidioso, così come sono, innamorata dei silenzi dei boschi e delle valli,

L'alberghetto châlet, colla gronda sporgente e le grandi lobie di legno, è posto su un dolce pratello nel fondo della gran valle della Lys: alle spalle s'ergono i boschi di larici e scroscia una grande cascata, di fronte ancora boschi e cime; in fondo il campanile di Gressoney, il ponte, il torrente lattiginoso; in fondo ancora il Monte Rosa, coi ghiacciai del Lyskamm, e la Vincent-Pyramide, lo Schwarzhorn, il Ludwigshöhe, il Parrospitze, il Signal Kuppe. La valle della Lys è dei più bei luoghi dell'Alpi ch'io mi abbia visto. Questo hôtel-pension Delapierre è una casina lucida, specchiante, poetica.

Il comune di Gressoney tiene tutta la vallata, da Trina fino ai ghiacciai. Trina che trovasi a mezz'ora da Gressoney Saint-Jean, offre un alberguccio modesto, ove chi vien giù da Oropa sarà contento di trovare buona birra e all'uopo anche un letto. Gressoney Saint-Jean, quantunque distante un tre ore dai ghiacciai, è molto conosciuta nel mondo alpinistico. Fu eretto qui il primo buon albergo delle vallate alpine del versante italiano. Quivi fanno capo i passaggi della Valdobbia, dell'Ollen, della Pisse, del Lyskamm, della Betlina, della Betta-Furka, della Ranzola, e altri. La punta di Zumstein si denomina da un valligiano di quel nome, che tradotto in francese dicono Delapierre.

Curiosa è questa vallata per la confusione di favelle che vi si odono, dal francese al tedesco, con tutte le gradazioni intermedie di dialetti.

Due delle escursioni più belle da Gressoney, sono la salita al
Granhaupt, per la sua vista sul Monte Rosa, e l'escursione al Grand
Plateau sul ghiacciaio della Lys, molto interessante.

Un magnifico viaggetto in due tappe porta a Zermatt in Isvizzera: prima tappa a Fierg per la Betta-Furka; seconda tappa a Zermatt per le cime Blanches, Ghiacciaio di Aventina e quelle del Teodolo, facile e bellissimo.

Rimontando la valle, s'incontra la frazione di Gressoney la Trinità, indi Orsia, d'onde si dipartono i sentieri per la valle della Sesia da una parte, per la valle d'Ayas dall'altra. Adesso mo interroghiamo monsieur Delapierre: egli ci distingue «les promenades et environs, les ascensions principales, les voyages» soggiungendo che «l'ont tient des mulets, des guides pour la comodité des voyageurs.» O amica mia, quali passeggiate! Che bellezze! Alla cascata de l'Oobach, alla Cours de Lys, alla punta de la Rum, all'Ober e Montil Alpenz!

Le ascensioni possono spingersi alla Punta dei tre Vescovi, al Corno
Bianco, al Monte Nery, al Colle di Liskamm, al Corno del Camoscio.

E i viaggi? A Pont-Saint-Martin, a Brusson, a Châtillon, ad Alagna, a Maglia, a Varallo, a Piedicavallo….

Vedi, amica cara, io non mi starei quieta finchè sul mio alpenstok avessi tutti questi nomi, che per te sembrano appena appena nero sul bianco, per me sono quel che sono!

Che vita si fa, e che società c'è? Qui la cura è quella dell'aria. Ci alziamo presto e apriamo la finestra, poi scendiamo giù nel piazzaletto avanti l'albergo. Chi s'aspetta? Di che si ciarla? Una compagnia è partita per una gita: vogliamo vederli al ritorno. Che fiori ci porteranno? Ci conserveranno una manciata di neve? ecco tutti i nostri pensieri. S'entra nella sala: chi suona il pianoforte, chi legge i libri inglesi, chi spoglia gli album dei passeggeri. A tratto, dèn dèn, s'ode la campanella. Arrivano degli alpinisti, colla sacca sulle spalle, il lungo bastone, il plaid, i calzaretti a stringhelle. Donde vengono? Dove vanno? Se potessimo seguirli su ai ghiacciai! Ecco i nostri pensieri. Esce loro incontro madama Delapierre a dire che le spiace molto, ma se vogliono alloggiare non ha più posto; però se s'accontentano alle dépendances…. Ride la ragazza che loro serve di guida Ed essi mostrano sul Rosa, qualche larga pezza di serico bianco. Dormire? Essi fanno la cura del moto. Buon viaggio! Lasciano sull'albo i loro nomi.

Sono da Milano?—Li conosci?—Sì, no.—Chi possono essere?—Io credo uno d'averlo visto a una festa in casa ***—Sì, sì,—Bel giovanotto!—Già.—Perchè già?—Eh!… Si ride. E ridono le mamme. Intanto tornano i giovanotti, portando per regalo, quali il mignin, quali la concordia, quali la vaniglia e la viola dell'Alpi.

Si ciarla a colazione, in questo refettorio di gaudenti, si ciarla tutto il giorno nella sala, sul piazzaletto, sulle lobie, si passeggia e si ciarla prima di pranzo, facciamo toletta; e poi ciarliamo a pranzo. A pranzo tu vedresti freschissime vesti bianche, pettinature d'ottimo gusto col fiore alpino, gioielli preziosi, trine delicate, e, quel che più importa, visini allegri, nobili, capricciosetti. Qui vi sono molte signore torinesi, una signora milanese, che villeggia a Broni, la inglesina, la francese e la Y X.

Siamo in fondo a una valle, passano dinnanzi povere contadine vestite di panno rosso e vecchie insaccate di panno nero, vediamo picchi e ghiacciai; pure, amica cara, qui a dopo pranzo si risuscitano come cose attuali le mode, gli spettacoli, i pettegolezzi della città…. Si spogliano giornali di moda e cronache segrete…. Dove sarà la marchesa T. di Milano?—A Chamounix.—E la poetessa P. A. R. di Faenza?—Mi dicono ai bagni di mare.—La marchesa-alpinista D. M. di Genova è all'Oropa.—Chi sarà alla salute di Cannobbio?—La V. di Milano e la contessa S. di Bergamo.—Mi dicono che all'Oropa ci siano dei colonnelli bellissimi e simpatici.—E ad Andorno molti milanesi.

Sfogliamo le cronache segrete:—Perchè l'Y un anno è ammalato di nervi, un altro di stomaco, un altro di gambe, e va un anno all'Oropa, un altro anno a Santa Caterina, un altro al mare?—Perchè?—Perchè all'Oropa, a Santa Caterina, al mare è andata la X.—Indaghiamo questa X.—Veste sempre all'inglese, ha il parasole-alpenstok, predilige la penna d'aquila nel cappellino.—Ed è ammalata?…—Di cuore!…

E qui uno scroscio di risa maliziose e contente.

TEA.