ATTO PRIMO
Grande sala a pian terreno nel palazzo del Comandante Harry De Bels.
Carte geografiche attaccate alla parete. Mobilio semplice e severo.
Sul davanti della scena, a destra, un tavolo, un piccolo divano e qualche poltroncina. Accanto alla parete destra un armadietto vetrato.
A destra, in secondo piano, breve scalinata che conduce agli appartamenti di Lady Mary.
A sinistra, primo piano, un caminetto. In secondo piano, una porta. Sul davanti della scena, pure a sinistra, una grande tavola ingombra di carte.
Nel fondo, verso la sinistra l'ingresso: una doppia porta vetrata che s'apre su una veranda. Da questa si vede, nello sfondo, una strada di campagna. Paesaggio estivo, esotico e triste; senza case.
Sulla soglia della veranda, Giorgio in khaki, si congeda da sua madre, Lady Mary, e da sua sorella, Lillia. I tre si parlano a bassa voce, con affettuosa commozione. Giorgio tiene le spalle rivolte al pubblico.
ATTO PRIMO
IL COMANDANTE
entrando dalla sinistra
Su, Giorgio, in carrozza!
LADY MARY
a Giorgio
Vengo con te.
GIORGIO
Ma, cara mamma, al Presidio non puoi venire.
Rivolto al Comandante
È vero, papà?
IL COMANDANTE
No, no! Ti accompagno io.
LADY MARY
a Giorgio, con impeto affettuoso
Vengo con te fino al cancello.
Lady Mary e Giorgio escono.
IL COMANDANTE
a Lillia che vorrebbe seguirli
Sta qui, Lillia. Lascialo solo un istante con sua madre.
LILLIA
Papà, quanto tempo starete al Presidio?
IL COMANDANTE
Poco. Tra mezz'ora saremo di ritorno.
LILLIA
piangendo
E poi ci lascierai andare alla stazione con Giorgio?
IL COMANDANTE
Ho già detto di no. Piangete troppo. Date un cattivo esempio alle donne della città. «Ma come?» diranno, «ecco la moglie e la figlia del Comandante che piangono perchè il figliolo va a fare il suo dovere! E a noi predicano il patriottismo». — Vergogna!
LILLIA
singhiozzando disperata
Ma io non piangerò!
IL COMANDANTE
con voce commossa
È difficile.... non piangere.
LILLIA
subitamente, con tenerezza, abbracciandolo
Oh, povero papà! So quanto soffri anche tu.
IL COMANDANTE
Soffrirei di più se Giorgio non avesse chiesto di partire. Del resto, le nostre piccole sofferenze personali non contano; hai capito?
LILLIA
Sì.
IL COMANDANTE
E tu, cerca di essere di conforto alla mamma.
LILLIA
asciugandosi gli occhi
Sì... sì... me l'ha detto anche Giorgio.
IL COMANDANTE
E senti, Lillia. Tu ormai non sei più una bambina, è vero? — Ebbene,
con gravità
cerca di persuadere la mamma a partire.
LILLIA
A partire!
IL COMANDANTE
Sì. A tornare in Inghilterra con te. Potreste partire con le cugine il mese prossimo. Di'; non ti piacerebbe fare il viaggio con la tua piccola amica Anna?...
LILLIA
Ma lasciarti qui, papà? Lasciarti qui solo?
IL COMANDANTE
Sarete più vicine a Giorgio.
LILLIA
Oh, la mamma non vorrà! Non vorrà certo! E anch'io non voglio lasciarti.
IL COMANDANTE
a voce bassa e rapida
Figliola mia... Se io insisto, è perchè è necessario. Prometti che cercherai di persuadere la mamma. Eccola! ed ora, su, sorridi!
le alza il mento
Su dunque!
Alla mamma che entra
Anche tu, Mary, non piangere. Saremo presto di ritorno.
LADY MARY
amaramente
Sì. Ma per ripartire quasi subito! Non potresti andar tu solo al Presidio e lasciar Giorgio con noi?
IL COMANDANTE
Sai pure che occorre la sua presenza e la sua firma sulle carte.
LADY MARY
È doloroso sacrificare a quelle formalità gli ultimi preziosi momenti...
IL COMANDANTE
Lo comprendo. Ma non c'è rimedio. E certo, cara, non vorrai rattristare Giorgio con delle inutili lamentele?
LADY MARY
No! no!
IL COMANDANTE
Brava. Lo sapevo.
Con rapido gesto di saluto, esce.
LADY MARY
accasciandosi piangente
Giorgio mio!
LILLIA
infantile e imbronciata
Poteva fare il soldato qui, accanto a papà, senza intraprendere quell'orribile viaggio, così lontano, per tornare a casa.
LADY MARY
Tuo padre non vuol chiedere favori. Suo figlio deve presentarsi in patria come tutti gli altri. Poi andrà dove sarà destinato.
LILLIA
ricordando l'ammonimento paterno
Ah! a proposito —
affettuosa, seduta accanto alla madre, posandole il capo sulla spalla
e se tornassimo a casa anche noi? Non ne hai abbastanza, mamma, di due anni in questo paese, così brutto... mezzo selvaggio?
LADY MARY
Lasciar qui solo tuo padre? Ah, no!
LILLIA
Ma... so che anche papà lo desidera.
LADY MARY
recisamente
Tuo padre ha bisogno di me; ha bisogno di affetto e di cure. Ora poi, con la guerra... con la minaccia sempre più grave ed incalzante, certo non penserei a lasciarlo. — Tuttavia, poichè ne parli, Lillia mia, ti dirò che ho intenzione di pregare le cugine Farrell di condurti a Londra con loro.
LILLIA
Tu vuoi mandarmi via? Via da te e dal babbo! Mamma, mamma! Non farlo! Non farlo!
LADY MARY
Vogliamo saperti al sicuro, angelo mio!
LILLIA
No! no! Non m'importa d'essere al sicuro! Voglio essere con te e col babbo. Giura, giura che non mi mandi via. Ma cosa fareste voi due, infelici! senza di me? E senza Giorgio?
LADY MARY
con nuove lagrime
Ah, Giorgio! Giorgio mio...
LILLIA
guardandosi attorno
Mi pare di non poter vivere senza di lui! Detesto tutto... detesterò sempre tutto...
LADY MARY
abbracciandola
Cara!... alla tua età, si dimentica presto.
LILLIA
sdegnata
Dimenticare? Come puoi dir questo? Credi — che dimenticherò mio fratello?!
LADY MARY
No. Ma dimenticherai di soffrire.
La bacia in fronte.
Entra la signora Daisy Farrell, seguita da sua figlia Anna.
Questa sembra svogliata e triste. Tiene in mano, dondolandolo pei nastri, il suo cappello da giardino.
DAISY FARRELL
Mary! Ti disturbo?
LADY MARY
No, no, cara cugina. Al contrario.
La saluta.
Anche Lillia le saluta entrambe affettuosamente.
E tu, Anna, come stai?
DAISY FARRELL
Anna oggi è di cattivo umore. Non so che cos'abbia.
LADY MARY
carezzando il viso della fanciulla.
È vero?
Anna china il capo.
DAISY FARRELL
Non potevo lasciar partire il tuo figliolo senza venirlo ad abbracciare. Più che la parentela mi lega a voi l'affetto, e mi sembra che il tuo Giorgio sia un poco anche figlio mio.
LADY MARY
Cara Daisy!
DAISY FARRELL
E dov'è?
LADY MARY
È andato con suo padre al Presidio. Le carte pel suo viaggio non sono arrivate che all'ultimo momento.
Sospira.
E pensare che tra un'ora parte!...
DAISY FARRELL
confortandola
Coraggio, Mary! Amica mia!...
LILLIA
ad Anna
Ma Anna! Cos'hai? Fai un broncio... hai gli occhi rossi.
Anna scuote le spalle; non vuol far vedere che piange.
D'improvviso si volge ed esce rapida in giardino.
LILLIA
la segue.
Anna!...
DAISY FARRELL
a Lady Mary, sedendole vicino.
Mary! Come mai non ti sei decisa a partire anche tu?
LADY MARY
con un sorriso triste
Mia cara, le mamme non possono accompagnare i loro figlioli quando vanno soldati.
con amarezza, quasi parlando a se stessa
Lui, piuttosto, poteva aspettare che lo chiamassero...
DAISY FARRELL
Oh!
con rimprovero
È la moglie del Comandante De Bels che parla così?
LADY MARY
a testa bassa
No. È la madre... di un unico figlio adorato.
DAISY FARRELL
Che pur parlando così... non è sincera.
LADY MARY
Ah, Daisy! non lo so. Com'è difficile essere veramente sincere quando si ha il cuore straziato. Se mio figlio non fosse qual'è, capace di ogni slancio generoso, io ne soffrirei. Ma come posso dire di non soffrire quando per sua volontà mi abbandona?... L'eroismo, vedi, è una virtù maschia. A noi donne non si dovrebbe domandare che la femminea e mite virtù della rassegnazione.
DAISY FARRELL
Ah no, Mary!
LADY MARY
Io invidio, invidio e ammiro la donna forte, l'amazzone che dice al suo figliolo: «Va!» Ma io non sono che un'anima debole, lo confesso; io non saprò che piangere e invocare il ritorno del mio diletto.
DAISY FARRELL
affettuosa
Povera Mary, ti comprendo.
Una pausa.
Ma ciò che non comprendo è che, malgrado le tue timidezze, tu non ti decida a tornare in patria; non già per accompagnare Giorgio, ma per mettere in salvo Lillia — e te stessa.
Un brevissimo silenzio.
Noi, lo sai, partiamo ai primi del mese prossimo. Vuoi che facciamo il viaggio insieme?
LADY MARY
Io non posso nè voglio lasciare mio marito. Il mio posto è accanto a lui, soprattutto nell'ora del pericolo.
DAISY FARRELL
Capisco. Ma non pensi a Lillia? E se le cose si aggravano? Se poi non poteste più partire? Considera... anche per il Comandante, che grave pensiero! Egli che ha già tante responsabilità...
LADY MARY
interrompendo
È mio dovere e mio diritto restare con lui. Ma giacchè ne parli ti chiederò un favore. Vuoi condurre a casa Lillia, con te?
DAISY FARRELL
Ma figurati! Con tutto il piacere.
LADY MARY
Poichè le nostre ville, nel Kent, sono attigue, Lillia potrebbe stare in casa nostra con la fedele Edith; e tu ed Anna andreste a vederla tutti i giorni...
DAISY FARRELL
Ma no! Lillia starà con noi. Sarà una gioia di averla, quella cara creatura.
LADY MARY
Grazie. Mi togli un grande peso dal cuore. Ora la difficoltà sarà di persuadere Lillia a lasciarci; essa adora suo padre, e l'idea di allontanarsi da lui e da me, le sembrerà terribile.
LILLIA
sulla veranda
Mamma! C'è il tenente Fletcher che cerca di papà.
Entra il tenente Fletcher.
IL TENENTE FLETCHER
Perdoni, Milady. Ho un messaggio per il Comandante.
LADY MARY
In questo momento non c'è. Si tratta di cosa urgente?
IL TENENTE FLETCHER
Non urgentissima, Milady.
LADY MARY
Se crede di dire a me?
IL TENENTE FLETCHER
Vengo da parte del capitano Loussy —
LILLIA
interrompendo vivamente
Ah! Il capitano Loussy è tornato?
IL TENENTE FLETCHER
Sì, signorina. È arrivato stamattina.
a Lady Mary
Mi ha detto d'informare il Comandante del suo ritorno; e di dire che è arrivato anche Sir Geoffrey Harding...
LADY MARY
Il fratello del ministro?
IL TENENTE FLETCHER
Sissignora. Saranno qui entrambi tra mezz'ora per vedere il Comandante.
LADY MARY
Lo dirò a mio marito appena entra. Non tarderà.
Il tenente Fletcher saluta ed esce.
LADY MARY
a Daisy Farrell
Se andassimo al loro incontro?
DAISY FARRELL
Sì, sì. Così saluteremo Giorgio per via.
Chiamando
Anna!... Andiamo, Anna!
LILLIA
Anna è qui fuori in giardino. La lasci un po' con me?
DAISY FARRELL
Se vuoi, cara. Tanto, dovrete poi farvi buona compagnia in viaggio...
LILLIA
spaventata
Che viaggio?
DAISY FARRELL
Tu verrai in Inghilterra con noi.
LILLIA
rivolgendosi con rimprovero a Lady Mary
Mamma! No! Non mandarmi via! Dillo, dillo che non mi manderai via da te.
Lady Mary la bacia teneramente in fronte; indi esce con Daisy Farrell.
LILLIA
rimane un istante pensierosa, poi va alla porta e chiama:
Anna! Vieni!
Esce sul terrazzo.
Ma vieni dunque.
Rientra traendo per mano la piangente Anna.
Insomma, si può sapere perchè piangi?
ANNA
Ma no che non piango.
LILLIA
Già, si vede. Mi dici che cos'è accaduto?
ANNA
stizzosa
Niente... Anche tu hai pianto.
LILLIA
Ma io piango perchè deve partire mio fratello.
Anna dà in un rinnovato scoppio di lagrime.
LILLIA
togliendole a forza le mani dagli occhi.
Oh, guarda un po'! Piangi anche tu... per Giorgio?... Ma saresti forse innamorata di lui?... Oh! che cosa strana!
in tono severo
E perchè non glielo dici prima che parta?
ANNA
Non si può — non si posson dire certe cose a un giovinotto.
LILLIA
A Giorgio? Ma figùrati! Puoi dire quello che vuoi. Forse gli farebbe anche piacere.
ANNA
Credi?... Credi che gli farebbe piacere?
LILLIA
Sì, sì. Quelle cose fanno sempre piacere. Sai, quando avevamo quella servetta indigena — la Hildaine — l'hai vista anche tu, quell'orrore di ragazza! Aveva certe braccia grosse così!... Come due gigots di montone!...
ANNA
Sì, sì; me la ricordo.
LILLIA
Bene; un giorno papà ha detto:
«Giorgio! bada bene!... Mi pare che quella ragazza abbia una mezza cotta per te...» E Giorgio con le mani in tasca ha detto: «Poh! poh! poh!...» e aveva un'aria di grande soddisfazione.
ANNA
risentita
E cosa c'entra?
LILLIA
C'entra.... che certo gli farà piacere di sapere che anche tu l'ami.
ANNA
Tanto più che io non ho le braccia come dei gigots di montone.
Alza la manica e scopre il braccio.
Ti pare?
LILLIA
No no, anzi! Hai le braccia come... come la Venere di Milo!
ANNA
lusingata
Quanto sei cara!
L'abbraccia.
Veramente... mi pare che la Venere di Milo non ne abbia di braccia.
LILLIA
Fa lo stesso... Come un'altra Venere. Senti, Anna! Adesso quando torna Giorgio, vogliamo dirgli subito che l'ami?
ANNA
Per carità!
LILLIA
Allora, niente.
ANNA
dopo breve esitazione
Veramente a lui — non come uomo, ma come eroe — lo si potrebbe dire. Od anche scrivere! Sì! Forse è meglio scrivere. Io conosco delle signorine che scrivono a tutti gli eroi delle lettere d'amore.
LILLIA
dubbiosa
Credi che Giorgio si possa già chiamare un eroe? Dopo tutto, non è ancora andato neppure alla stazione...
ANNA
commossa
Dimmi... Lillia... di me, quest'oggi, ha parlato?
LILLIA
incerta
Sì. Ha detto qualche cosa.
ANNA
Cosa? Cosa?
LILLIA
Mi ha detto: «Tu, Lillia, non sei più una bambina. Quando sarò partito pensa a consolare la mamma e il papà — e non star a far l'oca tutto il giorno con Anna».
ANNA
mortificata
Oh Dio! Non ha detto altro?
LILLIA
No.
ANNA
Ebbene, senti, noi —
asciugandosi gli occhi
noi dobbiamo obbedirlo. Le sue parole sono sacre. Non facciamo più le oche.
LILLIA
E per non fare le oche, cosa si fa?
ANNA
in tono confidenziale prendendole il braccio
Ho letto in un bellissimo libro questa frase: «Per lui ella immolò il suo passato...» Immoliamo il nostro passato?
LILLIA
commossa
Sì! Sì! Immoliamolo!
ANNA
additando l'armadio vetrato su cui è poggiata una bambola
La prima cosa da immolare sono le bambole.
LILLIA
Le bambole!... ma io non le tocco più!
ANNA
Hai detto l'altro giorno che ne avevi cinque.
LILLIA
Le ho... le ho... ma non le guardo neppure.
ANNA
lirica
Ebbene, oggi devi dire addio alle tue bambole. Un addio eterno. Faremo un rogo in giardino.... le avvolgeremo in bianchi lini, e le consegneremo alle fiamme.
LILLIA
battendo le mani
Bene, bene, bene!
ANNA
Vado a prendere anche le mie.
LILLIA
Fa presto! È meglio farlo subito, prima che torni la mamma. Ho idea che... i roghi... potrebbero non piacerle.
ANNA
sulla porta
Sai. Per portarle in giardino metteremo in testa dei veli neri —
LILLIA
Sì, sì!
ANNA
Torno subito.
Esce rapida.
LILLIA
sola; apre l'armadio, ne toglie le bambole
Venite — Cécile! Margareta! Clelia! — Addio!...
Le mette allineate a sedere sul divano.
Si china a togliere dall'armadio anche un orsacchiotto e lo pone a sedere in mezzo alle bambole.
Addio, Teddy-bear!
Prende la bamboletta che è poggiata sull'armadio e la mette seduta su una poltroncina.
Addio, Giovanna!
Entra il capitano Loussy con una busta di dispacci.
CAPITANO LOUSSY
Si può entrare?
LILLIA
salutandolo
Oh, capitano Loussy! Ben ritornato!
CAPITANO LOUSSY
Grazie, signorina. Sono arrivato stamane...
LILLIA
Chi sa che viaggio?
CAPITANO LOUSSY
Così così.
LILLIA
Il mare! brrr...
rabbrividisce
E pensare che quella traversata la dovrà fare anche il nostro Giorgio...
CAPITANO LOUSSY
Già. So che suo fratello è di partenza.
Guardandosi intorno.
E il Comandante?
LILLIA
Papà è andato ad accompagnare Giorgio al Presidio; poi...
siede in un angolo del divano, e piange
andrà con lui alla stazione.
CAPITANO LOUSSY
Ebbene, tornerò più tardi.
Sta per uscire. Si ferma.
Non pianga, signorina. Via, non pianga così!
LILLIA
asciugandosi gli occhi
Crede lei che Giorgio sia un eroe?
CAPITANO LOUSSY
Se non lo è già — lo sarà certo. Non potrebbe essere altrimenti, poichè è figlio di suo padre.
LILLIA
Ah! Lei ama tanto il mio papà.
CAPITANO LOUSSY
sorridendo
L'amo e l'ammiro al di sopra d'ogni cosa. Sono superbo d'essere il suo umile e fedele aiutante di campo — e servitore.
LILLIA
Oh, mi piace sentirle dir questo! Segga! Segga!
Il capitano siede sulla poltroncina.
E chissà papà com'è felice di essere tanto amato da lei!
CAPITANO LOUSSY
sorridendo
Suo padre nè lo sa, nè gliene importa. Del resto, la felicità dell'amore sta tutta nel cuore di chi ama.
LILLIA
incrociando le mani in grembo, nell'atteggiamento di chi s'interessa.
Ah? Davvero? È così?
CAPITANO LOUSSY
Davvero. È così.
LILLIA
Si è più felici d'amare, che di essere amati?
CAPITANO LOUSSY
Senza dubbio.
LILLIA
pensierosa
Già. È vero;
guardandosi attorno
le mie bambole per esempio...
con uno strillo
Ah! Lei è seduto su Giovanna!!
CAPITANO LOUSSY
Misericordia!
Balza in piedi.
Lillia ritira Giovanna.
CAPITANO LOUSSY
Ho fatto qualche danno?
LILLIA
No. Niente. Giovanna ha sempre avuto la faccia un po' schiacciata...
Ravvia i capelli alla bambola.
CAPITANO LOUSSY
vicino a Lillia, contemplando Giovanna
Sono spiacentissimo...
LILLIA
È niente.
Bacia Giovanna.
CAPITANO LOUSSY
sorridendo
Permette che anch'io faccia... onorevole ammenda?
Lillia, dopo un istante d'esitazione, sorride, e gli tende la bambola da baciare.
Un piccolo silenzio.
LILLIA
alzando gli occhi a lui
Cosa si diceva?
CAPITANO LOUSSY
Si parlava d'amore.
LILLIA
Ah sì! Lei diceva... io dicevo...
CAPITANO LOUSSY
Che è più felice chi ama...
LILLIA
Già. Dicevo che le mie bambole, naturalmente, non mi amano affatto. Ma le amo io — e mi basta.
CAPITANO LOUSSY
amaramente, come chi ricorda un passato dolore
Sì. E le bambole hanno questo di buono che, se non amano lei, non amano però nessun altro.
LILLIA
Già.
CAPITANO LOUSSY
E poi... sono sue. Ne fa quel che le pare. Vero? Le castiga, le bacia, le porta a spasso... E poi, quando ne è stanca —
LILLIA
Le metto nell'armadio.
CAPITANO LOUSSY
ridendo
Brava! Ah, piccola Lillia, con le bambolette vive non si può far così.
LILLIA
ridendo
Oh — e perchè no?
CAPITANO LOUSSY
Le piacerebbe, se lei fosse, per esempio, una bambolina mia — ch'io la mettessi nell'armadio?
LILLIA
dopo breve riflessione
No. Veramente, no. Tanto più...
CAPITANO LOUSSY
Tanto più?
Le prende la mano
LILLIA
Tanto più che in quell'armadio ci sono i ragni.
CAPITANO LOUSSY
ridendo
Lei è una deliziosa personcina. Permette ch'io baci la mano... a Giovanna?
Lillia gli tende la mano della bambola, ch'egli bacia. Indi saluta ed esce.
LILLIA
sola, guardando Giovanna
Ti ha baciato la mano. A me nessuno ha mai baciato la mano.
Si guarda in giro contemplando le bambole. Sta un momento indecisa, poi, d'improvviso, va al caminetto e si guarda nello specchio. In quell'atto è come la trasformazione dalla bambina alla giovinetta.
ANNA
appare sulla porta con due bambole in braccio. Ha un velo nero in testa, ed è seguita da varî bambini sorridenti. Tra gli altri Pierino — 6 anni — che porta una piccola pala.
Siamo qui. Se non ti rincresce ho invitato anche Rina e Clelia e Lola e Pierino... per la mesta cerimonia.
LILLIA
Che mesta cerimonia?
ANNA
Ma... il rogo... i funerali...
LILLIA
Oh, Anna!... Ma sono sciocchezze quelle! Sono proprio le bambinate che Giorgio ci ha detto di non fare.
ANNA
delusa
Ma come? Hai cambiato tutto!... E allora?
LILLIA
Allora — regaliamo le bambole a questi piccoli. Non ti par meglio?
Le mette il braccio intorno al collo.
ANNA
con un po' di broncio
Se vuoi...
LILLIA
distribuendo le bambole
Tieni, Clelia! Ecco, Rina, questa è per te. Ti piace? Toh, Lola; prenditi questa —
LOLA
additando Giovanna
Mi dài quella lì?
LILLIA
con un piccolo sospiro
No. Quella la terrò per ricordo... sempre. E Pierino?... Pierino, vieni qua. Ecco: per te l'orsacchiotto. Sei contento?
PIERINO
scoppiando in pianto
No!
LILLIA
No!?... Cos'hai? Perchè piangi?
PIERINO
Perchè... mi piaceva di più... seppellirle!
Le bambine ridono.
LADY MARY
entrando
Via, via, figlioli.
a Lillia
Ho visto che torna tuo padre.
LILLIA
ad Anna
Conducili via.
Anna e i bambini escono.
Entra il Comandante.
Le due donne gli vanno incontro.
LADY MARY
E Giorgio? Dov'è?
IL COMANDANTE
Verrà più tardi. — È stato qui il capitano Loussy?
LILLIA
attaccandosi al braccio del padre
Sì. Tornerà. Ed è arrivato qualcun altro con lui... non so più chi...
LADY MARY
Ma dimmi di Giorgio. Non sei stato al Presidio con lui?
IL COMANDANTE
No. Sono sceso a metà strada. Giorgio ha proseguito solo.
LADY MARY
stupita
Come mai?
IL COMANDANTE
C'è stato un incidente alla cantoniera. Un fatto triste —
Siede pensieroso e turbato
LILLIA
gli s'inginocchia accanto
Cos'è stato?
IL COMANDANTE
Passando la cantoniera abbiamo udito delle grida. L'espresso — quello che arriva dal Nord — spuntava dal tunnel. Mi volto, e vedo laggiù, a cento metri, un bimbo — il bimbo del cantoniere — che si è arrampicato su per la scarpata e si mette a giocare... sul binario!
LADY MARY
Mio Dio!
Lillia nasconde il viso.
IL COMANDANTE
Urliamo tutti. Ma il bimbo è troppo lontano — non ode. Allora la moglie del cantoniere, come una pazza, si precipita allo scambio...
LADY MARY
Perchè — allo scambio?!
IL COMANDANTE
Certo con l'idea di far deviare l'espresso
le due donne ascoltano atterrite.
e mandarlo sul binario morto, tutto ingombro di vagoni. Era la catastrofe inevitabile, atroce. Il cantoniere — ah, la faccia di quell'uomo levata per un istante al cielo! — si getta sulla donna; e là, allo scambio, i due lottano come forsennati... lei, per salvare la sua creatura... lui, per salvare il treno.
Un silenzio angoscioso.
E il treno...
Una pausa.
... è passato.
Lascia cadere la fronte sulla mano.
LILLIA
quasi con un grido
E il bambino?
IL COMANDANTE
fa un gesto con la mano senza alzare la testa.
LILLIA
Ah, che orrore!
LADY MARY
dopo una pausa
Che atto magnifico ha compiuto quell'uomo!
LILLIA
Magnifico?!
IL COMANDANTE
alza il capo e guarda Lady Mary
È una grande parola la tua. Tanto più grande, perchè è una donna, e una madre, che la pronuncia.
LADY MARY
Ma è una grande azione...
IL COMANDANTE
alzandosi
A tal punto grande, che... non so... se io al suo posto avrei trovato la forza di compierla.
LILLIA
sdegnata e piangente
Ha lasciato uccidere il suo bambino!
LADY MARY
Ha fatto il suo dovere. Poteva egli forse mandare alla morte tutta quella gente?
IL COMANDANTE
grave
È giusto.
LADY MARY
con impeto
Ma pensa, pensa se in quel treno ci fosse stato Giorgio!
IL COMANDANTE
Ah!... Ora comprendo il tuo fervore di ammirazione per quel gesto — grandioso, se vuoi, ma terribile. Già; la morale delle donne... è sempre un po' zoppicante.
accarezzandole il viso
Va, va! ti amo meglio così. Meno spartana, ma più donna.
LADY MARY
Sento che non vi dev'essere nulla per un uomo, al di sopra del suo dovere.
con affettuosa ammirazione
Sei tu che da tanti anni me lo insegni!
LILLIA
Ma non pensi a quella povera donna?... Come deve piangere!...
Un silenzio.
LADY MARY
con un profondo sospiro.
Il destino della donna è il pianto.
Chinandosi sopra la figura accasciata del Comandante.
Se non fosse che Giorgio può tornare da un momento all'altro, andrei da quegli sventurati; cercherei di confortarli...
IL COMANDANTE
Hai ragione; va. Giorgio non sarà qui così presto.
LADY MARY
Posso dire a quell'uomo che lo proporrai... non so... per una ricompensa, per una medaglia...
IL COMANDANTE
amaramente
Sì, sì! La medaglia. La vecchia ricetta per i cuori spezzati.
LILLIA
Vengo con te, mamma.
Escono.
IL COMANDANTE
richiamando sua moglie
Mary!
Lady Mary ritorna.
Che nessuno mi disturbi quando verrà il capitano Loussy. Secondo le notizie che mi porta, decideremo dell'avvenire.
LADY MARY
Alludi alla partenza mia e di Lillia?
IL COMANDANTE
con gravità
Sì.
LADY MARY
Harry! È inutile che tu ne parli. Se pensavo a partire, saremmo partite con Giorgio. Io non ti lascerò... a meno che tu mi scacci...
IL COMANDANTE
Buona Mary!
Lady Mary esce.
Entra il capitano Loussy.
Saluta il Comandante.
IL COMANDANTE
Ah Loussy, bene arrivato.
Gli stringe la mano.
Ho saputo che eravate giunto. Ma mi è stato riferito che qualcun altro era con voi.
CAPITANO LOUSSY
Difatti, Sir Geoffrey Harding — il fratello di Lord Carstairs — ha fatto il viaggio con me.
IL COMANDANTE
Ah, il diplomatico umorista! Lo conosco.
con un sorrisetto amaro
È un mio vecchio amico!... E che cosa è venuto a fare qui?
CAPITANO LOUSSY
Non è che di passaggio; credo che vada in missione alle colonie dell'Est. Qui non fa che una tappa di ventiquattr'ore. Verrà subito.
IL COMANDANTE
con aria seccata
Sta bene.
Siede allo scrittoio, ed apre i dispacci che Loussy gli consegna.
E dunque? Quali notizie portate dal nostro vecchio paese? Che atmosfera c'è nella capitale?
CAPITANO LOUSSY
La solita atmosfera. Molto movimento, molte chiacchiere, molto lusso...
IL COMANDANTE
alzando gli occhi dalle carte
Molto — lutto, avete detto?
CAPITANO LOUSSY
Sì. Molto lutto. — E molto lusso.
IL COMANDANTE
con profonda amarezza
Ah.
Un silenzio.
E Sua Eccellenza, come vi ha accolto?
CAPITANO LOUSSY
Bene. Benissimo. Era di buon umore. Mi fu doloroso turbare la sua serenità.
IL COMANDANTE
La conosco la serenità di Lord Carstairs.
Una pausa.
Allora gli avete detto —
CAPITANO LOUSSY
Tutto, gli ho detto. Gli ho spiegato le gravi condizioni in cui ci troviamo qui; l'imminenza, in caso di sorte avversa, dell'assedio della piazzaforte; la necessità di provvedere, sia all'immediato sgombro della popolazione civile, sia all'invio di forti quantità di viveri e di rinforzi —
IL COMANDANTE
interrompendolo
Ecco Sir Geoffrey.
Entra Sir Geoffrey, uomo brioso ed elegante sulla cinquantina.
Il Comandante gli va incontro.
SIR GEOFFREY
gli stringe la mano.
Oh, caro De Bels.
IL COMANDANTE
Non avrei mai pensato di vederti qui.
SIR GEOFFREY
sorridendo
E mi ci vedrai poco. Riparto subito. Non sono fatto io, per questi paesi ancora elementari e primitivi. Lo dicevo qui al capitano; io, se m'allontano di dieci chilometri da Piccadilly sono un uomo morto.
rivolgendosi gioviale al Comandante
Ti ricordi che anche quando eravamo all'università di Oxford...
IL COMANDANTE
serio
Quei giorni sono lontani. Sarà bene che parliamo del presente.
SIR GEOFFREY
volgendosi ridendo a Loussy
Ecco! Ecco l'uomo ferreo, l'uomo arcigno, che aborre le parole superflue, le cose inutili, la conversazione amena...
IL COMANDANTE
Sì, sì. Questo non è il momento di conversazioni amene.
Congedando il capitano Loussy
Grazie, Loussy. Vi vedrò stasera.
Loussy saluta ed esce.
SIR GEOFFREY
Ma, buon De Bels, sei insopportabilmente truce.
IL COMANDANTE
Sono truci gli avvenimenti.
SIR GEOFFREY
Appunto, appunto per ciò, noi non dobbiamo esserlo. Più abbiamo il tragico intorno a noi, e più il nostro spirito sente bisogno di sollievo e di svago. Al teatro, per esempio...
Il Comandante si stringe nelle spalle con gesto seccato.
al teatro, io — dacchè il Grande Dramma della Guerra si svolge intorno a noi — non vado più che per vedere le farse!... Se vedo annunciato un dramma ci vado, sì; ma per zittire, per «beccare», per mugolare, e volgere il dramma in farsa, se si può! Ma ti domando un po' se è permesso straziare le nostre anime già straziate...
IL COMANDANTE
Se sei venuto qui in cerca di farse, torna pur via.
fissandolo con occhi lampeggianti, e puntando le due mani sulla tavola
Qui non c'è che tristezza,
con crescente passione
qui abbiamo l'acqua alla gola —
SIR GEOFFREY
Uh! L'acqua alla gola! È strano come voi altri soldati siete sempre inclini all'esagerazione e al pessimismo.
IL COMANDANTE
iroso
Noialtri soldati siamo anche più vicini alla... alla realtà delle cose.
SIR GEOFFREY
allegramente
Precisamente. E da vicino le cose si vedono male. Per avere una visione esatta, bisogna vedere le cose molto da lontano!
ride
È vero o no? — Del resto, sta tranquillo; si provvederà.
accende una sigaretta
E poi, caro amico, perchè prendersela con me? Io sono qui come semplice turista. Faccio un giro, en amateur, per le colonie. È a mio fratello, il ministro, che bisogna rivolgersi.
IL COMANDANTE
Gli ho mandato un rapporto.
SIR GEOFFREY
Lo so, lo so. Mi ha anche detto che prenderà in seria considerazione le tue vedute. Riguardo però all'idea di far evacuare la città, capirai che non bisogna far le cose con precipitazione. Anche per non allarmare il paese. Guai, mio caro, se si allarma il paese.
IL COMANDANTE
sdegnato
E non si potrebbe, una volta tanto, dire la verità al paese?
SIR GEOFFREY
Dire la verità al paese? Ah bella! La verità al paese!... Ma voialtri avete una strana mentalità. Non vedete le cose che dal punto di vista prettamente militare.
IL COMANDANTE
Mi pare che in tempo di guerra, il punto di vista militare...
SIR GEOFFREY
interrompendo allegro
... è pernicioso! Addirittura pernicioso!
ridendo
Ah, se si lasciasse fare la guerra... ai militari, poveri noi!
IL COMANDANTE
alzandosi
Tu ami scherzare.
andando vicino a Sir Geoffrey
Tu non comprendi, non vuoi comprendere, che qui siamo faccia a faccia col disastro — e con la fame.
SIR GEOFFREY
impressionato
La fame? De Bels!
IL COMANDANTE
incalzante
In questi ultimi giorni le condizioni sono peggiorate. Dalla parte del mare, il blocco si rinserra...
SIR GEOFFREY
vivamente
Ma le vie di terra sono aperte!
IL COMANDANTE
con veemenza
Quanto tempo resteranno aperte?
SIR GEOFFREY
Ma cosa dici? Non abbiamo i nostri vicini d'Oriente che —
Il Comandante lo guarda fisso senza rispondere.
Ma cosa pensi? Cosa temi? Tradimento da parte...
IL COMANDANTE
Non diciamo le parole grosse. Perchè tradimento? Basta un momento di fiacchezza, di stanchezza, perchè il nemico ne approfitti per sfondare, e circondarci.
SIR GEOFFREY
colpito
Ma c'è questo pericolo? Lo temi?
IL COMANDANTE
Sì. Ed è imminente.
Sulla soglia appare Lillia, un poco ansante.
LILLIA
Papà... papà! Passo entrare?
IL COMANDANTE
No. Ho detto che non voglio essere disturbato.
LILLIA
Va bene, papà. Allora... te lo dirò dopo...
avanzandosi trepida, in punta de' piedi
... che il bambino del cantoniere... si può salvare! Pensa, si può salvare! Sei contento, papà?
Gli mette le braccia al collo.
IL COMANDANTE
carezzandole il viso
Sì, cara, sì.
SIR GEOFFREY
con ammirazione commossa
Tua figlia?
IL COMANDANTE
Sì.
Dal fondo entra Giorgio, rapido, con baldanza.
GIORGIO
Siamo pronti!
IL COMANDANTE
presentandolo a Sir Geoffrey
Ed ecco mio figlio.
SIR GEOFFREY
Ah?... mille felicitazioni.
Giorgio viene avanti e si pone a lato del padre.
IL COMANDANTE
con affettuoso orgoglio
Hai ragione di felicitarmi... È un bravo figliolo, che parte volontario...
GIORGIO
guardando l'orologio che ha al polso
... tra venti minuti.
SIR GEOFFREY
Ho capito! Se è così, vi lascio.
al Comandante
Ti vedrò più tardi.
prendendogli con cordialità il braccio
Bada che ho preso una determinazione. Parlerò io stesso con mio fratello. Dunque niente turismo, niente giro per le colonie! Quando tu mi avrai dato tutti i ragguagli, tornerò a Londra e m'incaricherò io — Basta. A più tardi.
IL COMANDANTE
dandogli una forte stretta di mano
Grazie.
Sir Geoffrey saluta ed esce.
GIORGIO
guardandosi in giro
E la mamma?
IL COMANDANTE
È andata alla cantoniera. Santa donna, il suo dolore per la tua partenza non le impedisce di pensare anche alle sofferenze altrui. Ora te la mando subito.
mettendogli affettuosamente una mano sulla spalla
Hai preparato tutto?
GIORGIO
Tutto.
Il Comandante esce.
Lillia, frattanto, ch'era uscita a sinistra, rientra celando dietro di sè un gran mazzo di fiori.
LILLIA
Giorgio! È quasi ora!...
GIORGIO
Sì, sì; è ora. E tu,
alzandole il mento
savia, eh? M'hai promesso di mettere giudizio. Cos'hai lì? Cosa nascondi?
Lillia alza il mazzo di fiori.
Oh Dio! sarebbero per me?
LILLIA
Sì.
GIORGIO
Devo fare il viaggio in Inghilterra con quel mazzo di fiori in mano?
LILLIA
poggiando il viso al braccio di lui
Mi sono alzata stamattina alle cinque per coglierli...
GIORGIO
Male. Era meglio se dormivi. E adesso, cosa fai? Piangi?
Prende il mazzo di fiori.
Dà qui, dà qui.
LILLIA
No, no; so che non ti piacciono. So che li getterai via appena sarai nel treno...
GIORGIO
Niente affatto. Mi presenterò a Londra, al Comando, così...
LILLIA
interrompendo
No!
Riprende il mazzo e ne toglie un ramoscello di mughetto.
Tieni questo solo. Per ricordo di tua sorella Lillia.
GIORGIO
commosso
Dovunque io vada, lo terrò con me.
La bacia in fronte.
Lady Mary entra rapida.
GIORGIO
Ah mamma! Cara mamma!...
LADY MARY
Giorgio mio!
Lo abbraccia.
Quanto tempo hai ancora?
GIORGIO
Cinque minuti.
LADY MARY
Cinque minuti!... Mi pare che vorrei racchiudere in questi cinque minuti tutto il mio amore per te! tutte le felicità che mi sono sfuggite nei vent'anni beati in cui sei stato mio! Quante ore, quanti giorni ho lasciato passare, quasi senza accorgermi della gioia di averti vicino!... senza dirmi ad ogni istante: «Mio figlio è qui, accanto a me!... Quando voglio, posso vederlo; quando lo chiamo mi risponderà!»
GIORGIO
Anche da lontano, mamma, quando mi chiami... sappi che ti rispondo.
guardando dall'una all'altra delle due figure piangenti.
Mamma... Lillia... non piangete. Fa tanto male a chi parte, il pensiero di lasciare la tristezza dietro di sè.
Mettendo il braccio intorno ad ognuna di loro
Qualcuno ha detto che le lagrime che si versano per il soldato lontano, egli le sente. Nelle lunghe veglie della trincea, le sente cadere sul suo cuore e spegnere tutte le fiamme del suo coraggio.
Volgendosi a Lillia
Non era una leggenda che il babbo ci narrò?
LILLIA
commossa
Sì.
GIORGIO
volgendosi alla madre e prendendole la mano
La sai, mamma, quella leggenda?
C'era una madre che per la partenza del suo figliolo piangeva giorno e notte; nè si poteva consolare.
Suo figlio, lontano, sentiva scorrere quel pianto; e perchè non si perdessero le care lagrime materne, egli le raccoglieva tutte nel suo cuore.
Ma quando fu l'ora di scagliarsi contro il nemico, quel soldato non potè slanciarsi con gli altri all'assalto e alla vittoria. Sai perchè?... Perchè portava nel suo cuore il peso di tutte quelle lagrime!
LADY MARY
alzando gli occhi a lui
Giorgio! Hai ragione.
con sùbita risolutezza
Non piangerò.
GIORGIO
Brava, mamma!... Ah, lascia ch'io ti guardi bene!... Ch'io ti porti via nella memoria, così — coraggiosa e sorridente!
Sulla soglia è apparso il Comandante.
IL COMANDANTE
Andiamo, Giorgio! È ora.
LADY MARY
a suo figlio
Va!
con fiero gesto
Dio t'accompagni.
Giorgio la bacia.
Indi si china a baciare anche Lillia.
Con un ultimo sguardo alla madre, esce rapido.
Le due donne vorrebbero seguirlo, ma il Comandante con un gesto le trattiene. Indi segue suo figlio.
Lillia si slancia avanti d'un passo e sventola il fazzoletto.
Lady Mary, ritta sulla soglia, alza la mano in un gesto solenne di benedizione. Così rimane immobile, mentre cala lentamente il sipario.
FINE DEL PRIMO ATTO