In mare.
È il tramonto. Ho lasciato or ora la vasta piazza nella quale, in quest’ora meno aspra, erano usciti a passeggiare a piedi o a cavallo i deportati politici.
Un grande negro dalla faccia gioviale mi accompagna verso il piroscafo. Tutto arrossa: cielo e mare. I ciuffi dei palmizi su la spiaggia sembrano pennacchi neri. Uno stagno si infoca; le lontananze si addolciscono.
Dalla bianca fortezza sparano undici colpi di cannone ad indicare che incomincia il digiuno del Ramadan[8]; rulli lontani di tamburi e suoni di piccole cennamelle dànno lo stesso avviso ai fedeli.
Il minareto che si leva nel pulviscolo d’oro dell’aria, dorato egli stesso e tenue tanto da sembrare una dolce forma fantastica, pronta a dileguare col dileguar del sole, si incorona di piccole luci scialbe a festeggiare l’inizio del mese sacro.
Ricordo i versetti del Corano che fecero del Ramadan un precetto fondamentale dell’islamismo.
“O credenti! È scritto che osserverete il digiuno come lo osservarono i vostri padri, e ciò perchè temiate il Signore.„
E ancora:
“Il mese di Ramadan, durante il quale il Corano è disceso dal cielo[9] per essere la guida e la luce degli uomini, e la regola dei loro doveri è il tempo destinato all’astinenza....„
“Voi potete, durante la notte del digiuno, accostarvi alle vostre spose. Esse sono la veste vostra e voi siete la loro. Dio sapeva che, a questo proposito, avevate trasgredito al suo comandamento. Egli vi ha guardato benevolmente; vi ha perdonato....„
“Potrete bere e mangiare fino all’ora in cui vi riuscirà distinguere, alla chiarità del giorno, un filo bianco da un filo nero. In seguito digiunate fino alla notte....„
Il gran negro che rema vigorosamente, seduto verso la poppa del battello, mi guarda sorridendo.
— Tu non digiunare.... — mi dice; e la sua bocca, quando parla, si apre come quella di un coccodrillo.
— No — gli rispondo.
— Tu essere porco! — risponde garbamente. — Tu brugiare inferni!... Tu malate pesta critare cane!... Infitèli saltare inferni; non morire, saltare sempri giorni, notta! Me, ciartini piratisi!...
E ride e ripete beato:
— Me, ciartini piratisi!
E sarebbe davvero un gran torto, poveretto, se non dovesse trovare, valicando la gran soglia, il giardino paradisiaco che lo fa tanto gaio.