EPIGRAMMI

RIMARIO ITALICO [1]

Pagnottisti,
Metodisti,
Wagneristi,
Preti tristi,
Affaristi,
Camorristi,
Giornalisti,
Son d'Italia gli Antecristi.

CRISI

—Che di nuovo in politica?
—Tutti i ministri in massa
Minaccian di dimettersi….
—Non v'è più un soldo in cassa?

ANNUNZIO FUNEBRE

Consunto al gioco e in femmine
Degli avi il patrimonio,
Ieri moría di sincope
Il cavalier Landonio;
Niun pianse allor che il lùgubre
Caso in città fu noto;
Solo gli eredi in lacrime
Dicean: lasciò un gran vuoto!

A GIOVANE LETTERATO

Per esser buon scrittore
Voglionsi ingegno e cuore;
Non t'impancare a scole,
Non pensar come vuole
La moda; scrivi quello
Che ti detta il cervello;
Sii naturale, schietto,
Onesto—e sarai letto

I NOSTRI TEMPI

La vera sintesi
Dell'età nostra
Con breve distico
Qui si dimostra:
«Tutto si compera,
Tutto si vende,
E carta sudicia
Per ôr si spende.»

CIO' CHE ACCADE

Era stimato un tanghero;
Il mondo alfin s'è accorto
Ch'egli era un uom di merito;
Che fece ei dunque?—è morto.

RISORGIMENTO ARTISTICO

Odo ripetersi
Da molte parti
Ch'oggi in Italia
Risorser l'arti.
Risorte fossero
Al par di Cristo
Che andò alle nuvole
Nè più fu visto?

QUESITO

Perchè al monte Parnaso
Bazzicavano i vati
Nelle remote età?
Fosse quello per caso
Un monte di pietà?

I BIOGRAFI

Davver son gentili, davver son garbati
Codesti bïografi dei genii passati!
Se mutan le frasi per far dell'effetto,
Se variano i nomi, tal sempre è il concetto:
«È morto Guerrazzi, è morto Manzoni;
Non restan più al mondo che ciuchi e birboni.»

USCENDO DAL TEATRO

Se questo strepito,
Questo Dies iræ
Sarà la musica
Dell'avvenire;
Ai nostri posteri
Almeno accordi
Iddio la grazia
Di nascer sordi!

CASO FREQUENTE

Morì un pöeta; accorrere
Al funeral tu vedi
La città intera; mancano
solo al cortéo gli eredi.

CERTI… ESULI

Per ragioni politiche
Venezia abbandonasti;
Or che Venezia è libera
Perchè non vi tornasti?
Temer non puoi dell'Austria
Gli insulti ed i rigori;
Non son partiti i barbari?….
—Restano i creditori.

COINCIDENZE

I questurini abbomini,
Odii i carabinieri—
L'alte ire tue dividono
I ladri e i barattieri.

A GELLIO[2]

Con stolta boria
Spesso tu dici:
«Tutti mi onorano,
Non ho nemici»
Ben altri, o Gellio,
Sono i miei vanti;
Me in massa abborrono
Ciuchi e furfanti.

AD UNO SCRITTORE UMANITARIO

La pena di morte
Vorresti abolita,
Esecri il supplizio
Del carcere a vita….
Mitezza tu chiedi
Pei ladri più abbjetti;
Tu certo prevedi
Qual fine ti aspetti.

INDUZIONE LOGICA[3]

Musiche incomprensibili
Scrive su versi orribili;
Oh! chi è costui? scommetto
Che è socio del quartetto.

COMMEDIE NUOVE[4]

Fine alle chiacchere!….
Dorina, attenta!….
Dramma nuovissimo
Si rappresenta….
S'alza il sipario….
—Basta! ho capito….
La donna è adultera,
Becco il marito.

AD UN CRITICO[5]

Son le tue dotte critiche
D'arte e di scienza un codice,
Per non scordarle, o Gellio,
Tutte le imprimo al podice.

IL MATRIMONIO

Un uom che prende moglie
L'imagine mi dà
D'un inter che diventa una metà.

RISPOSTA INGENUA

—Crivellato dai debiti tu sei,
Pure, ti veggo, Asdrubale,
Sempre gaio e contento.
—Perchè allarmato e triste esser dovrei?
Di penoso nei debiti
Non v'ha che il pagamento.

CAVE!

Sempre si lagna,
Poco guadagna,
Nulla ha studiato,
Fa il letterato;
Ottimo arnese
Da Polizia!
Eccellentissima
Stoffa da spia!

AD UN EDITORE[6]

Dieci giornali pubblichi;
Editor benemerito
Ti acclama ogni preterito.

LA NOSTRA MUSICA

Nell'universo
Regnò sovrana
Fin che fu musica
Italïana;
Volle esser musica
Cosmopolita,
E allor d'Italia
Non è più uscita.

SINTOMI QUARESIMALI

Si può?—Avanti!—Signore….—Che bramate?
—Il saldo del mio conto—Favorite
Di aspettar qualche mese—Mi celiate!….
Non voglio più aspettare—Allor…..partite

AD UNO SCRITTORE EMANCIPATO[7]

Audace, libera,
Indipendente,
Di giogo indocile
È la tua mente….
A chi ne dubita,
A chi nol crede
La tua grammatica
Ne può far fede.

ULTIME TENEREZZE

—Il mio core è sempre giovane
Non mel credi?—Sì…. tel credo….
Ma…. che vuoi? Pur troppo, o Clelia,
Sol del cor l'astuccio io vedo….
E l'astuccio, o dolce amica,
È di pelle troppo antica.

CRITICO ILLUSTRE

Tutti plaudiscono?
L'illustre critico
Sarcasmi biascica,
Le ciglia aggrotta.
Tutti sbadigliano?
L'illustre critico
Esclama in estasi:
«Musica dotta!»

CARITÀ PUBBLICA

Lavorò settant'anni;
Vecchio, pien di malanni,
Dalla miseria afflitto,
L'umile sottoscritto
Nella carità pubblica
Solo or confida, e spera
Che l'ospizio dei cronici
Lo accolga, o la galera.

CONFORTO

Dalle nuziali soglie
Ieri fuggia tua moglie….
E contro Lui ti irriti!
E piangi…. o imprechi a Lei.
Pensa a quanti mariti
D'invidia oggetto sei!
RAFFRONTO STORICO

Se il ver narrarono,
L'oche strillando
Un dì salvarono
Il Campidoglio;

I nuovi pàperi
Cianciando, urlando,
Fan dell'Italia
Barbaro spoglio.

LUSSO E MISERIA

A Recöaro, a Lévico,
In voluttà fastose
Smorzan la febbre isterica
De' Semidei le spose;

E mentre ai balli sciupano
Le fibre e il lusso infame,
Geme dai folti strascichi
Del popolo la fame.
A GELLIO MALATO

Sovente udiam ripetersi
Dai funebri oratori
Che i buoni, i giusti muoiono
E restano i peggiori;

Di tal sentenza, o Gellio,
Quanto tu dei gioire!
Morbo crudel ti logora,
Ma tu non puoi morire.

GIOIE DI POETA

Nel paësel, gli artefici
Del ferro e della seta
Me per le vie salutano
Col titol di poeta;

Insigne omaggio in patria
Davvero a me vien fatto!
Poëta pe' miei villici
Sinonimo è di matto.

IN MORTE DI UN MEDICO

È morto il medico
Dell'ospedale,
I preti adunansi
Pel funerale;
Degli ammalati
Ch'egli ha curati
Perchè alle esequie
Niuno è venuto?
—Ahi! tutti quanti
L'han preceduto!

VANTAGGI DEL DUELLO

Ei con tua moglie giacque,
Lo sorprendesti in letto,
Da ciò una sfida nacque,
Fosti ferito al petto.
Del düello la fama
Volò pel mondo; ed ecco,
Ei gentiluom si chiama,
Tutti te chiaman becco.

L'ANZIANITÀ

Perchè ad eccelse cariche
Tu di salir sii degno
Anzianità domandasi
Non scienza o illustre ingegno.
Forse che gli anni mutano
Ad un cervel le tempre?
Quelli che nacquer asini,
Asini restan sempre.

BESTIE CHE PARLANO

Cani, scoiattoli,
Gatti, cavalli,
Marmotte e scimmie
Soglio ammirar;

Gli storni abbomino
E i papagalli
E l'altre bestie
Che san parlar.

AD UN MAESTRO

In questo mio libretto
Avrai, te lo prometto,
Caratteri, passioni,
Ardite situazioni….
Però, bada, o maëstro,
Che qui non troverai
L'arte, la scienza, l'estro
E il genio che non hai.

IL BELLO NELL'ARTE

Ai tempi andati,
Ognun credeva
Che fosse bello
Ciò che piaceva.
Per chi la fama
Di dotto ambisce
Or, bello—è quello….
Che niun capisce.

CAUSE ED EFFETTI

Da un anno don Peppino
Non legge che giornali….
C'è da stupir s'ei diventò cretino?

AD UN CRITICO

In un tuo libro hai detto
Che il mio stile negletto
Manca di forbitezza e venustà;
Il tuo libro comprai—mi forbirà.

AD UN LIBERTINO

Uom senza core!
Dieci ragazze
Per te d'amore
Divenner pazze….
Lisa ingannasti,
Tecla hai tradito;
Or ti ammogliasti….
Dio t'ha punito!

SCANDALI CLERICALI [8]

Nei collegi governati
Dai famosi Ignorantelli
Gravi scandali son nati,
Ne è mestier ch'io ne favelli.

Se alle falde del Cenisio
Si applicassero costoro,
Senza spese e senza macchine
Compirebbesi il traforo.

CONSIGLIO UTILE

Come hai bramato,
Caro avvocato,
Sei deputato,
Ed or, cianciando,
Barcamenando,
Carracolando
Sovra gli scranni
Destro e sinistro,
Va!…. fra dieci anni
Sarai ministro!

IN MORTE DI UN LIBERTINO [9]

«Buon padre, buon fratello,
«Buon figlio, ottimo sposo,
«Onesto, generoso,
«Model d'ogni virtù….»
Tal suona il panegirico
Sempre a chi muor; sol questo
Di lui diran: fu onesto
Dall'ombelico in su.

DOLORE DI MARITO

—Da tre giorni è partita
Tua moglie, e piangi ancora!
Rischia salute e vita
Chi troppo si addolora.

—Al mio cordoglio immenso
I conforti son vani;
Partita ell'è…. ma penso
Che tornerà domani.

AD UN CANTANTE CAVALIERE

Fabio: alla tua gran voce
L'Italia ha reso omaggio;
Sei cavalier—la croce
Avrà il mio ciuco in maggio?

GIUDIZI DEL PUBBLICO

Piace un dramma a Milan…. cade a Firenze;
Fischia Venezia…. plaudirà Torino.
Variano i gusti, varian le sentenze
Del pubblico cretino.

LA CRITICA [10]

Flavio maestro chiamasi,
Dunque: perchè fa il critico?
—Flavio fa atroci musiche.

Sandro pittore nomasi;
Dunque: perchè fa il critico?
Sandro fa sgorbi orribili.

Tullio poeta vantasi;
Dunque: perchè fa il critico?
Tullio è poeta pessimo.

In base a tali esempi,
Definirei la critica:
Arte o mestier da invalidi.

POSIZIONI EQUIVOCHE

Il prete don Natale
Si vanta liberale.
Onde fede io gli presti
Smetta la negra stola;
Or smentiscon le vesti
La liberal parola.

A CRISPO

Il partito moderato,
A tuo dir, molto ha mangiato
Alla greppia del poter;
Io tel credo, e sarà ver.

Pure, o Crispo, il tuo partito
Dà tai segni di appetito,
Che se un dì il potere avrà,
Quel che resta mangierà.

NENIA

S'ode una nuova musica?
Gridan: non è Rossini!
Sei buon scultor? ti oppongono
Canova o Bartolini.
Non è Manzoni! esclamano,
Se un bel romanzo scrivi;
—Gli illustri morti servono
Ad accoppare i vivi.

RISPOSTA INGENUA [11]

«Passione maledetta!
Moglie: quel libro getta!
Vi apprenderesti cose
Orrende, obbrobrïose….»

—Oh! che ti frulla in mente?
Questo torto non farmi;
Il libro è un po' indecente
Ma nulla può insegnarmi.

SULLO STESSO ARGOMENTO

Guai se legge la mia Clara
Questo libro abbominato,
Questo libro ove s'impara
La malizia ed il peccato!

Da un romanzo sì perverso
Ella apprendere potria
Come e quanto io son diverso
Dal marito di Sofia!

AD UN NUOVO GIORNALE

Alla Voce del popolo
Mando gli auguri miei;
Pur non credo al provverbio
Vox populi, vox Dei.

Recenti e antiche istorie
Mostran che suol tal voce
Spesso Barabba assolvere
Per metter Cristo in croce.

AD UN POETA

Sulle tue prime liriche
Domandi il voto mio;
Bravo! pur che sien l'ultime,
Batto le mani anch'io.

CHI HA RAGIONE?

Per farti degno
Del paradiso
Il tuo rabbino
T'ha circonciso;

Appena io nacqui,
Dal mio curato
Per l'ugual causa
Fui battezzato;

Senza battesimo,
Predica il prete,
Nel regno eterno
Non entrerete!

Grida il rabbino
Con ugual zelo
Che col prepuzio
Non si va in cielo.

E finchè il mondo
Sarà cretino
Avran ragione
Prete e rabbino.

MESTIERI POLITICI

Quando in Italia i martiri
Pendevan dai patiboli,
Festi il mestier dell'esule;

Oggi l'Italia è libera,
Sai che i giurati assolvono;
Rischia il mestier del martire!

COMPLIMENTI

Una gentil signora
Che i letterati adora,
Ieri, nel congedarmi,
A me parlò così:

«In ogni giorno ed ora
Venite a visitarmi;
Gli altri imbecilli vengono
Soltanto al lunedì.»

A GELLIO GIORNALISTA

Il tuo giornale, o Gellio,
Oggi ti rimandai;
La carta è troppo fragile
Per…. l'uso che tu sai.

LA MORALE DEI LIBRI

Turpi i miei libri, e questo
Racconto insulso e gramo
Che tanto m'ha seccato,
Si chiama un libro onesto!
Libro furfante! esclamo:
Tre lire m'ha rubato.

GLI UOMINI E LE ISTITUZIONI

Sotto la monarchia
Gabrio è ruffiano e spia;
Sotto il governo—repubblicano
Che sarà Gabrio?—spia e ruffiano.

I PSEUDONIMI[12]

Quando d'una effemeride
Tu imbratti le colonne,
Presumi invan nasconderti
Nel vel di un Ipsilonne.
A ognun che il testo esamini
Subito si rivela
Che all'ombra del pseudonimo
Un asino si cela.

ECHI DEL CARNOVALE

—Come è andato il veglione
Ier notte?—Assai giocondo….
Di maschere e persone
Sul tardi c'era un mondo;
Credo (tanto al mattino
Stipata era la festa)
Che vi fosse perfino
Qualche persona onesta.

ROMANTICHERIE

—Poco mi resta a vivere….
—Che parli tu…?—Lo sento….
Troppo ti amai…. le viscere
Mi strugge un morbo lento….
All'obliato cenere
Di lacrime e preghiere
Qualche tributo, o Eufrasio,
Darai…?—Con gran piacere!!!

PROPOSTA DI UN CANDIDATO

Di tutto parla
E nulla sa…
Al Parlamento
Trionferà.

ASINO DOTTO

Molto studiò; pur, Flavio
Fu sempre un ciuco—Io penso
Che, entrandogli nel cranio
La scienza, uscì il buon senso.

SCENE DI CONFESSIONALE

—Padre…. al venerdì santo….
Commisi un gran peccato….
Mangiai un…. uovo—O scandalo!
Va!… va! tu sei dannato!…
Io…. ch'ebbi dal Pontefice
L'indulto, in quel dì istesso
Non mangiai che una folica….
Ed un branzino a lesso!…

RICCO IGNORANTE

Quattro milioni valgono
I vasti tuoi poderi,
Quasi altrettanto valgono
Le ville ed i manieri;

Ingenti somme valgono
I mobili, gli arredi,
Le molte gemme, i fulgidi
Cocchi che tu possiedi;

Valgono i bovi, valgono
Le scope ed i pitali….
Tu solo, in tal dovizia,
Gabrio, tu nulla vali.

ALLO STESSO

Se a piè mi incontri, o Gabrio,
Meco a parlar ti fermi,
Se al corso in cocchio transiti,
Fingi di non vedermi.

Io, più cortese e amabile.
Dalla pedestre folla
Ti grido ognor con enfasi:
«Addio, superba chiolla!

A GELLIO

Ho letto in qualche libro, e intesi dir da molti
Che gli uomini di ingegno fanno i figliuoli stolti;
Di parlar teco, o Gellio, se a qualcheduno accade,
Che tuo padre era un genio tosto si persüade.

QUESITO

Veggo che in molti opuscoli
E libri si censura
Chi chiamò il matrimonio
Nodo contro natura.

Perchè, fra gente seria,
Fra legisti e curiali,
Solo i figli illegittimi
Si chiaman naturali?

A CLELIA

Dì: quei capelli
Sì folti e belli;
Clelia, que' denti
Bianchi e lucenti,
Quel nuovo petto
Che hai nel corsetto,
Quanto han costato?
—Tutto ho comprato
A prezzo onesto
Vendendo…. il resto.

RISPOSTA

Non ti nomai; d'un asino
Scrissi, tu ti offendesti.
Nei versi miei specchiandoti
L'effigie tua vedesti?

ANIMA PIA

Ogni giorno si confessa;
Se ogni notte la contessa
Non facesse un po' all'amore….
Che direbbe al confessore?

MUSICA DEL PASSATO

L'autor del Rigoletto, scrivendo ad un amico,
Disse: è ben che i maestri ritornino all'antico.
Certi nuovi spartiti, che infatti hanno un tal merito,
Non vedran l'avvenire, vedran bensì il preterito.

GUARENTIGIE PARLAMENTARI

Fuori dal Parlamento,
Fra noi dell'umil schiera,
Per falso giuramento
Si può andare in galera—
Al Senato, alla Camera
Miglior sistema è invalso….
Ivi per molti è titolo
D'onor giurare il falso.

GLI EROI[13]

Eroi, eroi!
Che fate voi?
—Voi massacrate,
Assassinate,
Voi desolate
Borghi e città;
Un vil bifolco
Che suda al solco,
Val più di voi,
Birbe di eroi!

AD UN MAESTRO

Tutti oramai son editi
I tuoi capolavori;
I torchi più non gemono,
Gemono gli editori.

CONSIGLIO PROVVIDO

Dì quel che gli altri dissero,
Fa quel che gli altri han fatto;
Chi papagallo o scimmia
Non è, pei volghi è un matto.

MIRACOLI

Allor che al mondo annunziasi
Qualche molesto evento:
«Oh! il dito dell'Altissimo!»
Sclamar dai preti io sento.

D'un prete la Perpetua
Ier l'altro ha partorito…,
A compier tai miracoli
Di Dio bastar può il dito?

STATISTICA [14]

Su per giù, nasceranno
In Italia cinquanta-
Cinque spartiti ogni anno…
Ne muoiono sessanta.

A GELLIO DEPUTATO

Gellio: se non ti avessero
Eletto a deputato,
Col titol di onorevole
Chi mai ti avria chiamato?

CHIASSI FUNEBRI

Se muore un uom grande
Per senno e valor,
Nell'aria si espande
Immenso fragor.
Son genî incompresi,
Son piccoli eroi,
Son nani che gridano:
«I grandi or siam noi!»

FINALMENTE!

Di Wagner la grand'opera
(Oh evento fortunato!)
Tutti fra poco udranno—
E l'avvenir fra un anno
Si chiamerà il passato.

CONGRESSI

Al Congresso operaio
Andò il mio calzolaio.
Io colle scarpe rotte
Rimasi; il buon Crispino
Brïaco l'altra notte
Tornò senza un quattrino.
—Dirmi oserete adesso
Che inutil fu il Congresso?

A GIACINTA

In volto audacemente io ti guardai;
A ragione, Giacinta, ti offendesti….
Se guardata nessun ti avesse mai,
Fama di bella avresti.

GIACULATORIA

Grazie, o Signor! di un pargolo
La casa mia si allieta;
Fa ch'egli cresca incolume,
Fa ch'ei non sia poeta!

Se poi delle tue grazie
Colmar lo vuoi, Signore:
Fa ch'ei sia sempre un asino
Ma ragli da tenore.

CONVERSAZIONE CONIUGALE

A mensa divorando
Con gagliardo appetito,
Così parlava Eugenia
Al burbero marito:

«Come felici siamo!
«Dimmi: non ti consola
«Pensar che noi formiamo
«Due corpi e un'alma sola?»

—Se un corpo solo avessimo,
L'altro rispose, appieno
Sarei felice, o Eugenia;
Mi costeresti meno.

RAFFRONTI STORICI [15]

Narran le antiche cronache
Che un pazzo imperatore
Al suo cavallo il titolo
Donò di senatore.

Qual meraviglia? Ai facili
Tempi che venner poi,
Forse più eccelsi titoli
Non ebber ciuchi e buoi?

POUACH!!!

Su questo cencio ignobile
Che ha titol di Rivista
Sputò la bava sordida
Un rospo giornalista;

Qui con oscene ingiurie
Quel sozzo ordì i ricatti;
E con tal foglio il podice
Credi forbir? lo imbratti.

EPIZOOZIA

Fra le bestie bovine del paese
Ha nello scorso mese
Una peste terribile infierito;
Per tema del contagio
Il Sindaco è fuggito.

NEL CIMITERO

Che brava gente! A leggere
Le scritte, esclameresti:
«Color che qui riposano
«Tutti eran probi e onesti!»

Pur, se dall'urna sorgere
Potesse alcun, senz'armi
Col portafoglio in tasca
Qui non vorrei trovarmi.

DON NATALE [16]

In Dio non crede,
In nulla ha fede,
Pur, don Natale
È clericale.
Che mai lo lega
Alla congrèga
Turpe e nefasta?
—È pederasta.

A FLAVIO

Troppo imprecasti contro i venduti;
Di tema, o Flavio, perchè non muti?
Qualcun già mormora che sii sdegnato
Perchè nessuno t'ha mai comprato.

AL TEATRO MANZONI

La gente uscia dall'atrio,
Il dramma era finito:
—Come i teatri annoiano!
Sclamava un buon marito;
Di becchi e donne adultere
Sempre la scena è invasa;
A tali drammi assistere
Tutti possiamo in casa.

AD UN POETA

Tutti lodarono
I tuoi sonetti;
Prova certissima
Che niun li ha letti.

PASQUA

Ad una signorina
Amabile e garbata
Dissi: Pasqua è vicina….
Vi siete confessata?
Ed ella: al rito santo
Ci andrò, ma all'ultim'ora;
Spero di fare intanto
Qualche peccato ancora.

AD UN EX

Perduto il titolo di deputato,
Ex-onorevole fosti chiamato—
Ma chi in gran conto non t'ebbe prima,
Quasi onorevole oggi ti stima.

NECROLOGIO

Morì l'Osservatore
Organo dei rétrivi….
Qual lutto per l'Italia!
I redattor son vivi.

I TELEGRAMMI DI RE GUGLIELMO [17]

I.

Ier, sotto i forti,
Grande macello….
Sei mila morti….
Il tempo è bello.

II.

Bombardamento
Ricominciato….
Morti seicento….
Dio sia lodato!

III.

Oggi, gelati
Mille soldati….
Sano son io….
Sia lode a Dio!

NAPOLEONE III [18]

Lui grande al par di Cesare,
Quando reggea l'impero,
Lui vinto, infame dissero
E stolto avventuriero;

Giudicheranno i posteri
Qual fu Napoleone;
Ciò che fin d'or si giudica
È il secolo buffone.

A CLELIA

Che fai? ti arresta, o Clelia!
Già deponesti i crini….
Sciolti dal fianco caddero
I vasti crinolini….
Il sen ricolmo e turgido
Già sparve col corsetto….
Se ancor ti spogli, o Clelia,
Che porterai nel letto?

A GELLIO

Dio! come l'aria è rigida!
Il capo al vento immite
Se ancor tu esponi, o Gellio,
Puoi prendere un'orchite!

LA CREMAZIONE

Contro il sistema della cremazione
Protestano con ira i collitorti
I gesuiti ed i preti retrivi;
Noi non cremiam che i morti,
La Santa Inquisizione
Preferì sempre di cremare i vivi.

REALTÀ E POESIA [19]

Già della Prussia
Tutti i soldati
Sotto Parigi
Stanno accampati….
Già dell'assalto
Suonata è l'ora….
E la repubblica
Non soffia ancora?

RICORDI D'UNIVERSITÀ

I.

L'esame di botanica
Subiva uno studente.
So, il professor dicevagli,
Ch'ella ha studiato niente;

Un quesito assai facile
Proporre a Lei vogl'io:
Con qual seme propagansi
Le zucche?—E quei: col mio.

II.

Un professor di storia naturale
Per schernire agli esami uno scolaro,
Gli chiedeva con aria magistrale:

«Sa dirmi quante gambe abbia il somaro?»
E quei: «mi è d'uopo in pria veder le sue»
Sotto il tavol guardò, poi disse: «due.»

AGLI ELETTORI [20]

All'urne accorrete,
Nessuno si astenga!
Però, riflettete
Se più vi convenga

Aver deputati
Già sazi e contenti,
O i nuovi affamati
Che affilano i denti.

I FALLITI

—Tre volte Enzo è fallito,…
Or dimmi: come avviene
Che un tal lusso mantiene?
Davver, ne son stupito!

—Le son domande stolte;
Per farsi millionario
Non sai che è necessario
Fallire almen tre volte?

LE SCUOLE

Studiar conviene
Poco, ma bene.
Or, che si studia
Di tutto un po',
Chi nelle pubbliche
Scuole fu istrutto
Può dir: «so tutto,
Ma nulla so.»

RIPARAZIONI [21]

Dal freddo assiderato
Un vecchio gentiluomo
Giaceva sul selciato
Della piazza del Duomo.

—A tal ridotto siete!
Diss'io, di terra alzandolo;
Un tetto non avete?
—L'avea; stan riparandolo.

AVVERTIMENTI ATMOSFERICI

Aprile al termine
Già volge; e piove,
Nevica, grandina
Orribilmente.

Non v'è più dubbio:
Mite e benefica
La Russia muove
Verso l'Oriente.

LA GUERRA D'ORIENTE

Si vuole da molti
Che sempre la guerra
Prepari alla terra
Più fulgide età.

Già in arme ai bivacchi
Stan turchi e cosacchi….
Dal knut e dal palo
Qual luce uscirà?

AD UN CRITICO [22]

Se per lo stil sol vivono
I libri, i miei morranno;
I tuoi volumi, o Gellio,
Eterna vita avranno.

Così fia noto ai posteri
Fin del mio nome ignari
Che visse al nostro secolo
Un asino tuo pari.

A CLELIA

Tanto il tuo viso è sudicio
Di polveri, di intonachi,
Di lisci, di cosmetici,
Di esotici saponi;
Che al corso jer scontrandoti,
Io t'ho scambiato, o Clelia,
Per un avviso mobile
Dell'Agenzia Manzoni.

GUARIGIONE RAPIDA

Ieri cadean malati
Sindaco e segretario;
Oggi son risanati….
Chi fu il veterinario?

NUOVI DRAMMI

Alle abusate adultere
Oggi le Messaline
Sulla scena sottentrano
Con Cleopatra e Frine…
Di nome il palcoscenico
Ove tai donne han stanza
Mutar dovria, chiamandosi
Casa di tolleranza.

GUARENTIGIE

Di sedere alla Camera
Ambiscon molti, e anch'io
Al nobil desco assidermi
Non sdegnerei, perdio!—

L'impiego, a ciò che dicesi,
È poco profittevole;
Ma ivi l'onor puoi perdere
Serbandoti onorevole.

A FLAVIO MORALISTA

Allor che predichi
Dal tuo giornale
Tanta morale,
Veder mi pare
Un vecchio satiro
Dai peli grigi
Che al lupanare
Fa il panegirico
Di San Lüigi.

CUORE DI LOTTOMANIACI

—Buon dì, Clelia!—Ben giunta…!
—Quali nuove?—Il Gualtieri
È morto—Quando?—Jeri….
—Ventisei…. qual disgrazia!—A dodici ore….
—Quanti anni avea?—Trentotto….
—Peccato! era un brav'uomo….
Dodici…. ventisei…. bel terno al lotto…!

ARTE NUOVA

Strano vocío dagli ùteri
Uscia: «noi siam poeti….
Noi siam dell'arte i genii…
Largo agli illustri feti!

Le eccelse vie si sgombrino
Alla divina prole!
Notte voi siete e báratro,
Noi vi rechiamo il sole»

—Iddio vi assista! e plausi,
E gloria al mondo avrete;
Ma prima, questa grazia
Fateci almen: nascete!

ANEDDOTO DA SAGRESTIA

—Desiderasti mai la donna d'altri?
È un orribil peccato
Diceva al penitente un buon curato.
—Io!… la donna degli altri!… qual follia!
Cederei volentieri anche la mia.

UOMO FELICE

Di te qual avvi, o Flavio,
Uom più felice al mondo?
Tu ricco sei, tu nobile,
Tu grasso e rubicondo:

Odio giammai nè invidia
A te recò molestia;
Tu già tre volte sindaco,
Tu cavalier, tu…. bestia.

AD UNO SCRITTORE

Il tuo stil, ne convengo, è assai purgato;
Pure, ogni volta che i tuoi libri ho letti,
Per non cader malato,
Purgarmi anch'io dovetti.

BANCHETTO GIORNALISTICO

I giornalisti all'àgape
Fraterna convenuti,
L'uno all'altro ricambiansi
I brindisi e i saluti.
L'ire gelose e gli odii
In amistà si cangiano….
—Sazio han davver lo stomaco;
Fra lor più non si mangiano.

AD UN MAESTRO PLAGIARIO

Con frasi tolte a prestito
Tu l'opere componi;
Opere invan le intitoli,
Non son che operazioni.

IN MORTE DI VITTORIO EMANUELE

Morì Vittorio; al lugubre
Annunzio, il popol tutto
Segni di immenso lutto
Pel Sire estinto diè;
E ognun cogli occhi in lacrime
S'udia sclamar stupito:
«Fenomeno inaudito!
«Fu galantuomo e Re!»

AD UN GIORNALISTA

Per le inserzioni—a pagamento
La quarta pagina—hai destinata.
Perchè da tutti—ripeter sento
Ch'è di tue pagine—la men pagata?

TRAVET

Morto (d'inedia forse)
È un povero Travet—nè alcun si accorse
Del suo morir…. nè v'ha più chi lo nomini;
Pure, anch'egli era il Re…. dei galantuomini.

CATTIVO AFFARE

Colla dote della moglie
So che i debiti pagasti,
Ma sposandoti incontrasti
D'ogni debito il maggior.

ONORIFICENZE

Ieri, un calligrafo,
Per quel che ho udito,
D'equestre titolo
Venne insignito;
Nessuno in dubbio
Vorrà più mettere
Che or si proteggano
Le belle lettere.

CARATTERI FERMI

—Perchè non paghi i debiti
Mutata è la tua sorte,
Tutti san che ricchissimo
Ti fe' d'un zio la morte.

—S'io pagassi, direbbero
Che col cangiar del fato,
Come gli stolti sogliono,
Anch'io mi son cangiato.

L'ISTRUZIONE OBBLIGATORIA

«Dalla miseria
«Consunti siamo»
Gridano i popoli:
«Pan non abbiamo!»
Ed ecco provvido
Giunge un decreto:
«Chi ha fame nutrasi
Coll'alfabeto!»

A CLELIA

Scioglimi un dubbio alfine:
Lèvati il falso crine;
Vediam se ancor ti resta,
O Clelia, un po' di testa!

RÉCLAME

Vogliam raccomandare
Il Vero, un pio giornale,
Organo, a quel che pare,
Del clero liberale;
Gratis a chi lo chiede
Lo mandan per la posta,
E già fin d'or si vede
Che vale quel che costa.

CONFORTO

Dalle nuziali soglie
Ieri fuggia tua moglie….
E contro Lui ti irriti!
E piangi…. e imprechi a Lei!
Pensa a quanti mariti
D'invidia oggetto sei!

RIPARAZIONI

Era, fa un mese appena, il tuo giornale
Organo del partito moderato;
Progressista or divenne e liberale….
Ai mantici qualcuno ha riparato?

AL PIÙ ALTO DEI MAESTRI

Maestro: alle tue musiche
Crescer dovresti il prezzo….
Col metro misurandoti
Formi un maestro e mezzo.

IN MORTE DI UN SINDACO

È morto il Sindaco….
Ahi! fiero evento!
Presto! innalzategli
Un monumento!…

O del suo genio
Nella città
Doman più traccia
Non resterà.

LA DIVA [23]

Diva è la Patti, e attestanlo
I molti suoi miracoli
Veramente incredibili
E sopranaturali….
Ieri, se il ver narrarono,
Il giornalista Gellio
Dopo un lustro di proroghe
Pagò quattro cambiali.

AD UN PRETE

Rasa la testa, raso
Il mento ha don Tomaso;
Tutto, quest'uom del cielo,
Sul cor serbato ha il pelo.

QUESITO

Membro dell'Accademia,
Membro del club artistico,
Membro dell'onorevole
Consesso giornalistico,
Membro al comizio agricolo,
Membro dell'Ippodromo….
Che sei tu dunque, o Gabrio?
Che sei? Un membro o un uomo?

GLI AVVENIRISTI

I bimbi ai vecchi gridano:
«Dell'arte antica voi
«Siete le illustri mummie,
«E l'avvenir siam noi!»

Nè questi genii in fasce
Pensan che l'avvenire
Non spetta a ognun che nasce,
Ma a chi non dee morire.

IN EXTREMIS

Della morte il pensiero
Non mi sgomenta affatto,
Già del grande mistero
L'esperienza ho fatto;
Mai non mi sono accorto
Del nulla mio profondo,
Pure fui sempre un morto
Pria di venir nel mondo.

IL MIO EPITAFFIO

Dicendo mal di tutti, il vero espressi
Lassù nel mondo; se parlar potessi,
Pietoso passeggier, ora direi
Ogni bene di te, ma…. mentirei.